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Esprimere emozioni attraverso la street art: ecco l’intervista al milanese Twen

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Abbiamo fatto due chiacchiere con Twen, un writer di Milano che “sfrutta” nel quotidiano la creatività sviluppata durante il suo percorso, infatti si occupa di Visual Design e in queste righe ci spiega quanto sia stato importante il background da artista. I suoi personaggi ricordano quelli di Mr. Wany dal quale Twen ha preso infatti ispirazione nei primi anni di attività.

Ciao, da quanto tempo fai graffiti e come hai incontrato questa cultura?

Ciao Andrea, grazie per la disponibilità in primis!
Ho iniziato il mio percorso come writer/street artist nel 2007, quindi sono ormai 16 anni che seguo questo movimento.
Ho incontrato questa cultura nella mia scuola, il liceo artistico Boccioni di Milano (la scuola di artisti come Entics e Fedez), durante il mio ultimo anno. Disegnavo già da un paio d’anni sui banchi di scuola (letteralmente sopra i banchi, con gli indelebili) e vedendo altri compagni di scuola utilizzare gli spray, ho chiesto loro una mano per iniziare a cimentarmi nei graffiti; da quel giorno in poi non ho mai smesso!
Vorrei ringraziare quindi tutti gli artisti che mi hanno insegnato, tra cui Rancy, Enda, Ches e Zinco; senza di loro probabilmente ero ancora a pasticciare i banchi.

Segui anche le altre discipline della cultura hip hop?

La cultura Hip Hop mi ha insegnato tanto e devo a lei la mia crescita, sia artistica che caratteriale.
Seguo tutte le discipline per quanto possibile, ma sono sicuramente più affezionato all’Mcing (seguo tantissimo il rap italiano) e al Writing; non nego che ancora oggi mi diletto con qualche strofa rap per divertimento, ma ho imparato che bisogna scegliere una disciplina e portarla avanti al meglio, avere troppe passioni può portare a non farne bene nemmeno una.

Prevalentemente disegni personaggi, ti sei cimentato anche con il lettering?

Come dicevo prima, preferisco cimentarmi in una sola cosa e farla bene… ogni tanto studio e dipingo anche dei lettering ma molto basilari, i wildstyle li lascio fare a chi di dovere 😉

Come nascono i personaggi che disegni, da cosa prendi ispirazione?

Quando ero piccolino sognavo di poter lavorare per Disney disegnando i nuovi personaggi dei cartoni, e credo che questo mi abbia segnato nella scelta dell’ispirazione e dello stile che utilizzo. Ho seguito molto Wany e i suoi graffiti per parecchio tempo, lasciandomi ispirare proprio da lui e da ciò che realizzava.
Ora mi lascio ispirare dalle mie emozioni e soprattutto da ciò che voglio comunicare, do molto peso ai sentimenti e mi piace esternarli con personaggi cartoon simpatici che esprimano ciò che penso o provo.

Quali sono i tuoi artisti preferiti, sia in Italia che all’estero?

Questa domanda è tosta… devo per forza citarti Wany, ma anche Sonda, Bros e Pao, che sono stati i primi artisti che ho conosciuto e stimato nel mondo dei graffiti.
Ora la scena è molto ampia e ci sono moltissimi artisti forti, per quanto mi riguarda mi piacciono i lavori di Aryz, Arsek&Erase, Mr. Manz (che ho avuto il piacere di conoscere l’anno scorso), la Brain Mash crew e sicuramente Insane 51.

Nel corso degli anni secondo te, in che cosa è migliorato e in cosa è peggiorato il mondo dei graffiti?

Sicuramente il miglioramento più grande è stata la consapevolezza delle città italiane di vedere i graffiti come arte e non vandalismo, aiutando a diffonderne la cultura e far appassionare nuovi giovani artisti che stanno sperimentando tecniche e stili sempre nuovi.
Questo è un discorso che mi porta a dire che il mondo dei graffiti è peggiorato proprio per questo (sembra una contraddizione ma è ciò che penso): molti ragazzi che si sono affacciati a questa cultura non l’hanno appresa o capita, andando senza esperienza a deturpare muri ed edifici, sporcando e vandalizzando e basta.

Cosa pensi del fenomeno sempre più in ascesa della street art, credi che sia legato al mondo dei graffiti? Quali sono le differenze principali secondo te?

A mio parere la Street Art è in un certo senso l’evoluzione dei graffiti, è la consapevolezza di fare arte e non “semplicemente” mettere vernice spray su un muro.
Secondo me non ci sono differenze tra Graffiti e Street Art, si compensano a vicenda e una non esisterebbe senza l’altra; certamente l’arte dei graffiti è nata in maniera più grezza e “illegale“, ma può esserlo anche la Street Art (basti pensare a Banksy).

Parlaci del tuo lavoro di visual designer, credi che il tuo background da writer ti abbia aiutato? In quali elementi del tuo lavoro trovi utile l’esperienza nel mondo dei graffiti?

Sono Art director e Visual Designer in un’agenzia di comunicazione della Brianza, la WRDigital. Il mio lavoro consiste nel pensare e realizzare grafiche/video/motion graphic creative
che possano essere di forte impatto visivo ed allo stesso tempo esprimere un messaggio.
Ho iniziato questo percorso alle superiori facendo l’artistico con indirizzo grafico, per poi imparare e migliorarmi sempre di più lavorando presso aziende e agenzie creative;
penso che la miglior scuola sia apprendere il più possibile dai colleghi e dalle persone che lavorano con te per assimilare tutte le nozioni ed esperienze che hanno avuto, facendole
anche tue.
I graffiti nel mio lavoro giocano un ruolo fondamentale, da writer riesco ad immaginarmi come potrebbe venire una grafica o illustrazione prima ancora di realizzarla, così da
aver ben chiaro in testa il processo creativo per svilupparla al meglio; inoltre nel mio lavoro c’è bisogno di molta creatività e a volte di uscire dagli schemi… e in questo i graffiti sono decisamente utili per pensare fuori dal coro 😉

Se potessi cambiare qualcosa nel mondo dei graffiti, cosa sarebbe?

Non vorrei cambiare nulla di questa cultura, è un pò come la mamma…. avrà i suoi pregi e
i sui difetti ma rimarrà quella che ti ha fatto crescere e imparare.

Come hai vissuto la scena dei graffiti di Milano? Parlaci del tuo punto di vista, quali sono state le tue esperienze e se la giudichi il fulcro del writing italiano…

Con la scena di Milano ci sono nato, vissuto e cresciuto… è sempre stata molto attiva e motivante per il mio percorso.
Ho dipinto con parecchi miei “idoli” di Milano, e in loro ho sempre trovato ottime persone ed artisti incredibili, sarò decisamente di parte ma si… la reputo il fulcro del writing in Italia, probabilmente per la passione che vedo negli occhi di molti artisti della zona.

Cosa pensi del recente episodio in cui dei “writers” stranieri hanno deturpato la facciata della Galleria Vittorio Emanuele?

Penso che non avrebbero dovuto farlo, sia da un punto di vista artistico che da un punto di vista sociale.
Le opere d’arte a mio parere non devono essere deturpate, è un pò come quando ci viene “crossato” un nostro lavoro, ovviamente ci girano le palle perchè ci abbiamo messo passione, tempo e dedizione.
Dal punto di vista culturale, credo che un gesto del genere possa portare altri “geni dei graffiti” a deturpare opere d’arte, come se ne avessero il permesso dopo il primo gesto a Milano.

 

Andrea Bastia
Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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