Kosta non ha costruito 33 (meglio tardi che mai) pensando a una semplice raccolta di brani. L’EP nasce da un lungo lavoro di ricerca condiviso con Youart, produttore dell’intero progetto, con l’obiettivo di dare vita a un sound riconoscibile, capace di unire influenze soul, funk, boom bap e sonorità contemporanee senza perdere coerenza. Un equilibrio che non arriva per caso, ma da un confronto continuo, dalla sperimentazione e dalla volontà di valorizzare ogni sfumatura artistica.
A rendere ancora più solida l’identità sonora del disco contribuiscono il contributo di DJ Fastcut nel featuring con Wiser e il lavoro di Reakt Studio di Torino, che ha curato mix e mastering dell’intero EP. Una squadra che ha permesso a Kosta di trasformare idee, sensazioni e attitudine in un progetto compatto, dove ogni scelta tecnica è al servizio della musica.
Con Hano abbiamo approfondito proprio questo aspetto, entrando nel dietro le quinte della lavorazione dell’EP: dalla sintonia con Youart alle contaminazioni musicali, passando per la cura del suono e i brani che hanno richiesto più tempo prima di arrivare alla versione definitiva.

YOUART produce l’intero EP. Come avete costruito un’identità sonora così varia senza perdere coerenza?
Bella domanda!
In realtà io e Youart, senza saperlo, eravamo fatti l’uno per l’altro. Non avevo mai trovato un feeling del genere con un producer.
Abbiamo iniziato a sperimentare insieme in un progetto pensato per i social e, piano dopo piano, siamo arrivati alla conclusione che quello sarebbe stato il sound capace di rappresentarci davvero.
Alla fine, siamo riusciti a costruire un’identità sonora molto varia, ma senza perdere coerenza.
All’interno del progetto convivono soul, funk, boom bap e sonorità contemporanee. Da dove nasce questa contaminazione?
Nasce dai gusti di entrambi e da tante combinazioni diverse.
Ho sempre creduto che le canzoni non siano soltanto canzoni. A volte diventano degli strumenti. Se devo affrontare un live porterò determinati pezzi, mentre in una battle avrò bisogno di brani che coinvolgano il pubblico in maniera diversa rispetto a un semplice pezzo d’ascolto.
In questo album convivono il cuore soul e funky, ma anche tutta la grinta e l’energia da live. Tanto che abbiamo utilizzato le risposte del pubblico e le abbiamo inserite nel ritornello di “Cazzi Tuoi”.
DJ Fastcut mette il suo tocco nel featuring con Wiser. Com’è stato confrontarsi con uno dei producer più riconoscibili della scena?
È un onore enorme. Lo conosco, lo ascolto e lo supporto da più di dieci anni.
Per me è stato un regalo incredibile, anche perché non ha voluto nulla in cambio e ha creduto nel mio progetto. C’è chi punta soltanto ai soldi e chi, invece, sceglie di credere nelle persone. Credo non serva aggiungere altro.
Avete scelto Reakt Studio per mix e mastering. Quanto conta oggi il lavoro sul suono finale rispetto alla scrittura?
Conta tantissimo. Oggi gli standard sono sempre più alti e un buon mix e master fanno davvero la differenza.
I ragazzi di Reakt Studio hanno preso subito a cuore il progetto e si sono gasati quanto me. È nato un rapporto vero, non una semplice collaborazione. Credo che saranno i miei punti di riferimento anche nei prossimi anni. Se lo meritano.
C’è un brano dell’EP che ha richiesto più lavoro degli altri prima di arrivare alla versione definitiva?
A dire la verità tutti i brani hanno ricevuto le stesse attenzioni.
Alcuni, però, hanno richiesto qualche accorgimento in più che ha reso il lavoro più complesso. Penso soprattutto a “Cazzi Tuoi” e “Come Farlo” featuring Wiser. Ci sono volute diverse combinazioni prima di far suonare tutto esattamente come volevamo. Alla fine ci siamo riusciti ed è questo che conta davvero.
Se dovessi scegliere una sola traccia per raccontare chi è davvero Kosta nel 2026, quale sarebbe e perché?
“Ultimo giro”. È il brano che racconta meglio chi sono, il mio carattere, ciò che odio e ciò che amo, quello che uso e quello di cui abuso. In poche barre c’è semplicemente Kosta.

