Graffiti"Overline Jam", il dietro le quinte raccontato dagli organizzatori

“Overline Jam”, il dietro le quinte raccontato dagli organizzatori

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Per chi non la conoscesse la “Overline jam” è una delle manifestazioni più importanti a livello nazionale che si occupa di graffiti e cultura urban in generale.

Si svolge ogni anno nel periodo estivo a Baronissi in provincia di Salerno ed è arrivata quest’ano alla sua 14esima edizione. Quest’anno sono stato a Baronissi (purtroppo) proprio pochi giorni dopo la jam e quindi mi sono dovuto accontentare di fare le foto alle opere realizzate giusto poche ore prima dagli artisti.

Ho voluto quindi recuperare contattando Andrea, uno degli organizzatori per farmi raccontare la storia della “Overline jam” e qualche curiosità a riguardo.

Overline

Quando e come è nata l’idea di “Overline”?

“Overline” è nata un pò per gioco dalla volontà di un gruppo di giovani appassionati di graffiti e di cultura hip hop in generale. La nostra è diventata infatti col tempo una vera e propria associazione culturale di cui fanno parte dj, skater, breaker ecc… ma anche semplici amanti di questo mondo. L’idea è nata dopo l’iniziativa di un politico locale che in occasione di una manifestazione dove noi avremmo dovuto dipingere dei pannelli, ci chiese invece di realizzare le nostre opere direttamente sui muri in modo che sarebbero poi rimaste. Adesso può sembrare una cosa banale ma ti assicuro che all’epoca non era così scontato trovare persone che ti permettessero di fare una cosa del genere. Da lì iniziò questa avventura e nessuno di noi avrebbe pensato che potesse arrivare così in alto e durare per così tanto tempo.
All’inizio fu davvero molto difficile perchè pur avendo tanti amici le risorse erano veramente poche ed era difficile organizzarsi. Eravamo praticamente solo noi e la festa era solo un occasione per ritrovarsi. Quando poi ci siamo detti “ma perchè non proviamo ad invitare qualcuno da più lontano, che non sia solo della nostra cerchia di Salerno o Napoli?

Ci venne così l’idea di coinvolgere i ragazzi di Padova dell’EAD. All’epoca non c’era Facebook, non c’erano i mezzi che ci sono adesso quindi i contatti erano molto difficili (già tra noi in Italia, figurati con gli stranieri). La nostra forza fu fin da subito l’appoggio della gente del posto, addirittura un anno mentre stavamo “preparando” il muro per la nuova edizione qualcuno chiamò i vigili preoccupato perchè pensava che stessimo rovinando i graffiti. Giusto per farti capire l’attaccamento che le persone hanno raggiunto per questa manifestazione…

Comunque col tempo iniziammo ad invitare anche writers stranieri come ad esempio Does della Love Letters (uno dei primi) e tanti altri… Dal 2012 abbiamo aggiunto anche i concerti, tra gli altri abbiamo ospitato Primo (R.I.P.) Tormento, Mezzosangue, Rancore… solo per citarne alcuni.

Tormento e Primo Brown

Con gli anni poi si sono aggiunte tante altre attività, questa festa è diventata un vero e proprio contenitore. E’ un pò come se fosse la festa del paese, in quei 3 giorni oltre ai graffiti si fanno attività riguardanti il rap (come abbiamo detto), la break, i dj, un concorso fotografico intitolato ad una nostra amica che purtroppo ci ha lasciato, Anna Gallo, tornei di basket, di pallavolo…

 

“Anna” by Sera
Loste
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Come vengono scelti i writers che partecipano? E la location è sempre la stessa o cambia?

I writers vengono selezionati da noi, ovviamente ci arrivano tantissime richieste e soprattutto quest’anno in particolare siamo stati sommersi… purtroppo avendo posti limitati (circa 40-45 writers) non riusciamo ad accontentare tutte le richieste che ci arrivano da ogni parte d’Europa, e del mondo in alcuni casi. Abbiamo avuto l’onore ad esempio di ospitare PER degli FX di New York (R.I.P.) .

La location è sempre la stessa, abbiamo la fortuna di avere questi 3 parchi a Baronissi che sono immensi con dei muri bellissimi circondati da giardini, fontane ecc.. è una location veramente “simpatica”. Poi può capitare di fare internventi separati, sia a Baronissi che a Salerno o nell’avellinese…

Ceser e Saker

Quando arriviamo a una Jam vediamo quello che succede in quel giorno, puoi raccontarci invece cosa accade nelle settimane (o nei mesi) precedenti, durante la preparazione?

Questa è una bella domanda! Ti basti pensare che al momento stiamo già cominciando a mettere le basi per l’edizione 2023!
C’è un lavoro duro, complesso e soprattutto stressante nella fase di preparazione. Bisogna preoccuparsi dei fondi, contattare gli artisti, occuparsi del progetto grafico ecc… Diventa un lavoro quasi a tempo pieno, ti porta via davvero tante ore della giornata.
Io ad esempio nell’ultimo mese mi dedico quasi esclusivamente alla buona riuscita della manifestazione. Quest’anno eravamo qualcuno in meno ma meglio organizzati, devo ringraziare coloro che ci aiutano come Mirko Loste che ci dà sempre una mano con la grafica ed è venuto anche qualche giorno prima per darci una mano.
Si, in effetti devo dire che è molto duro come lavoro, persone che prima non erano nell’organizzazione non si rendevano conto, poi entrando a far parte del team hanno dovuto ammettere che pianificare tutto costa tanti sacrifici! Non solo prima, anche durante la manifestazione…

Mr. Blob (2020)
Ramz (2020)

I retroscena sono tantissimi… ci sono litigi, discussioni che avvengono nei gruppi Whatsapp per decidere chi far venire a cantare e altre cose… Quest’anno se devo dire la verità i rapper non è che ci abbiano proprio “snobbato“, ma essendo stati fermi a lungo per la pandemia in molti hanno aumentato il loro cachet all’inverosimile e quindi è stato davvero difficile stargli dietro a livello economico oltre che comunicativo.

Ho visto che avete diversi sponsor, come si convincono attività commerciali a contribuire economicamente a eventi come questi?

Per il 70% si tratta di sponsor locali. Quelli invece più “rinomati“, diciamo quelli noti a livello nazionale si convincono con i numeri, presentando il nostro progetto e la nostra mission.
Ci tengo a ringraziare Astrofat e Loop Colors che ogni anno ci accompagnano in questo viaggio.
Comunque non credo che ci sia una “pozione magica” per convincere uno sponsor a contribuire all’evento, credo che la migliore pubblicità è essere sempre sè stessi, può sembrare una frase fatta ma è davvero così. Noi ci presentiamo per quelli che siamo, chi vuole contribuire contribuisce, dal canto nostro ti posso dire che non abbiamo mai guadagnato niente, anzi… l’evento è totalmente gratuito, regaliamo tutto, soprattutto la nostra compagnia!

Johnny Marsiglia

Nei confronti delle altre manifestazioni, (ad esempio l’Urban Giants che forse è la più simile alla vostra) c’è una sorta di rivalità?

Assolutamente no… e non te lo dico solo per retorica. Con i ragazzi di Milano ci sentiamo anche e io stesso sono stato all’Urban Giants 3 o 4 volte, anche loro sono scesi da noi… Marte, Prosa, Poms e altri, ragazzi simpaticissimi.
Anzi a dire la verità vedere gli altri che vanno avanti ti dà anche uno stimolo in più a, è anche occasione per prendere spunti sulle attività da fare.

 

 

Shine Royal
Shot
Emeid
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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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