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Il ritorno di Trumen Records: ecco come gli NFT cambieranno il mercato della musica (e non solo)

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Sicuramente avrete sentito parlare degli NFT, la nuova frontiera della circolazione di opere d’arte, ma molto probabilmente non avete le idee chiare su cosa siano e come funzionano.
Perchè ne parliamo in questa sede? Perchè abbiamo fatto una lunga chiacchierata con Roberto Di Stefano aka Jahcool, ovvero il CEO di una realtà importante per il rap italiano che torna ufficialmente in attività dopo un periodo di pausa: Trumen Records.
Ebbene, nel suo nuovo corso Trumen Records ha deciso di puntare su questo nuovo formato vedendoci il futuro del mercato musicale. Roberto ce ne parla nel dettaglio spiegandoci il funzionamento e le sue idee a riguardo, quindi se avete le idee un pò confuse (come noi) ve le potete chiarire leggendo le prossime righe.
Ma andiamo per gradi… prima vogliamo sapere che fine aveva fatto Trumen Records e perchè ha ripreso l’attività in questo periodo.

Roberto Di Stefano aka Jahcool

Trumen Records è stata per un periodo in pausa. Cosa è successo? E come mai è tornata?

Dopo 10 lunghi anni di impegno, dedizione e duro lavoro, dopo aver vissuto un momento di grande trasformazione del mercato discografico e un forte attenzione su diversi miei progetti e artisti che ho sviluppato negli anni, essendo per la maggior parte stai veicolati verso Major e/o diverse realtà importanti mi son voluto prendere un momento di riflessione.
Nel 2018 sono diventato Papà e ho deciso di lavorare su me stesso, concentrandomi sulla mia crescita personale, attraversando un periodo di ricerca, di studio e motivazionale, mi son formato per poter portare un’innovazione nel mio lavoro e ritrovare il mio perché nella musica oltre che nella quotidianità.

Essendo stato molto compresso da tutto ciò che mi circondava e da tutte le responsabilità in ambito lavorativo, dalla vita che facevo in studio,eventi e varie attività che mi vedevano molto impegnato, avevo riscontrato che non riuscivo più a godere della bellezza e della profondità della vera essenza per me, la musica.
La volontà di tornare nuovamente nel mercato discografico nel 2021 con una veste differente è motivata dal fattore del interesse dell’ambiente Web 3 e NFT, difatti da quando ho chiuso la struttura “fisica”, che in qualche modo mi limitava a star sempre chiuso in studio, da quando ho portato Trumen a lavorare solo online come network musicale son riuscito a crescere molto più rapidamente e in modo più costruttivo, proprio considerando i molteplici cambiamenti del settore discografico e del periodo storico in cui viviamo.

Il mio continuo studio e fattore del cambiamento mio personale, di non volerlo trasformare e fare solo per l’ego personale, ma in qualche modo per far del bene e lasciare il segno in qualche modo, per portare un velo di cambiamento nel sistema musicale ma anche di sviluppo dei miei progetti musicali.
Con la stessa determinazione di prima, con un supporto tecnologico differente grazie alla mia capacità di fare network con persone e realtà ma con una consapevolezza differente e con la volontà di scoprire nuovi talenti e proiettarli all’interno delle nuove frontiere del mercato discografico digitale.

Al momento il mercato underground è molto in fermento, ci sono molte realtà simili alla vostra, qual è il vostro rapporto con la “concorrenza”? Vi è mai capitato di “litigarvi” degli artisti?

Il mercato negli ultimi 10 anni si è fortemente sviluppato, proprio grazie al successo esponenziale della musica urban nel mondo e di riflesso in Italia, anche grazie agli artisti che ne hanno fatto da portavoce e sono riusciti anche nel nostro paese a riportare un sound unico, originale e con una forte competizione.

Ci sono realtà fortissime, sia nel passato che nel presente non mi son ritrovato mai a competere per l’acquisizione di un artista o per un progetto discografico, credo che il rapporto umano sia fondamentale per la crescita di quest’ultimo e non esiste nessun contratto al mondo che possa legare fortemente due personale, o società per quello che concerne che possa competere con il rapporto che si può creare tra artista/manager anche grazie all’impegno e dedizione che uno ci mette. Il mio segreto è la resilienza.

Non sento una vera e propria competizione, proprio perché di carattere io sono una persona che ama collaborare, crescere insieme ad altre realtà e credo che questo sia la chiave del successo di ogni progetto, oltre la resilienza per raggiungere i propri obbiettivi personali e/o per appagare il proprio ego.

La Trumen Records è nata nel 2008, qual era l’ambiente che avete trovato allora e cosa pensate sia migliorato oppure peggiorato ai giorni nostri rispetto al 2008?

Sicuramente il cambiamento che abbiamo attraversato dal 2008 in poi, anche attraverso la digitalizzazione e l’era di internet da Myspace fino a Facebook, da iTunes a Spotify, sino ad arrivare ai social come TikTok, instagram che oramai sono la vetrina più importante per la commercializzazione e promozione di un progetto musicale, basta vedere la semplicità e velocità con la quale, diversi dinamismi che in passato erano sicuramente più lunghi e meno sbrigativi come gli accordi di licenza, di distribuzione e possibilità di autopromuoversi non era cosi alla portata di tutti.
Sicuramente ora è tutto più semplice, ma anche molto più competitivo, sta nel differenziarci dagli altri, nel trovare la nostra originalità ., mentre la qualità delle produzioni musicali, il flow degli artisti, il gusto, la ricerca e l’originalità dei produttori si è alzato notevolmente, purtroppo non è nella stessa situazione l’attenzione dell’ascoltatore, perché è diventato molto più rapido, le stories dei socials ci hanno penalizzato a farci risucchiare da una consapevolezza differente, quello di aver tutto subito e veloce perdendo la qualità e l’attenzione del nostro fan diretto.

Sono felicissimo di vedere che anche nel nostro paese siano nate diverse realtà, negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale di collettivi, società musicali e artisti di successo.

So che Trumen Records ora si sta affacciando alle nuove frontiere del mercato discografico, con un’apertura ad esempio agli NFT. Mi spiegheresti di cosa si tratta?

In questi ultimi anni, oltre a perfezionarmi nel mio percorso da soundengineer, ho studiato digital marketing e ho esplorato il mondo crypto/NFT e Web 3 con forte volontà di formarmi per esser pronto al processo di cambiamento. Nell’ultimo decennio il web ha inciso profondamente sul nostro modo di ascoltare la musica e di conseguenza sul mercato discografico, ha stravolto il lavoro e il business model della discografia, e cambiato anche il rapporto tra artista e fan e del “consumo “ della musica in ogni suo ambito.

Il movimento del Web 3. di cui gli NFT ne ha fatto parte è basato sulle opportunità offerte dalla tecnologia blockchain, di una struttura decentralizzata e che promette di sconvolgere ancora una volta il mondo della musica. Qui ho visto un cambiamento e un’opportunità importante, sono anche convinto che in qualche modo Internet ci possa restituire indietro quello che ci ha tolto per colpa della pirateria, ed ora che tutto è alla portata di tutti resta sempre più difficile adoperarsi al consumo di musica quotidianamente senza trarne il giusto valore, come il riconoscimento all’arte e all’unicità di un prodotto.
Ho vissuto in pieno il cambiamento del mercato discografico da quando si stampavano i CDs/vinili e ci si appoggiava a società di distribuzione fisica per negozi e grandi magazzini sino alla digitalizzazione della musica e alla nascita delle piattaforme di streaming.
Ho abbracciato da circa un anno la volontà di approfondire un mercato alternativo, quello che offre il Web 3, cercando di dare una svolta alla musica e a tutti i sistemi che adottiamo per poter lavorare in questo settore.
Proprio per questo ho deciso di collaborare con Onlymusix, marketplace e piattaforma di creazione e distribuzione di NFT musicali, una giovane start up forte e attenta al movimento in atto.
Sono felice di ricoprire il ruolo di a&r Music Manager all’interno di essa proprio perché sposa in pieno il mio perché, la mia volontà di cambiamento e di cercare di aiutare il più possibile gli artisti talentuosi e realtà indipendenti.
I primi esperimenti sugli NFT nella musica sono stati fatti già qualche tempo fa.

Sono convinto che in qualche modo Internet ci possa restituire indietro quello che ci ha tolto per colpa della pirateria

Gli NFT  applicati alla musica permettono di rendere unico un file audio e di dare una certificazione di proprietà a chi lo acquista, come accade con l’arte in generale e le collezioni di vario tipo.
Questa strada è stata seguita da volti noti e meno noti, artisti noti come Calvin Harris, The Weeknd, Deadmau5, Steve Aoki. hanno associato al loro ultimo album tre NFT diversi: il primo dava diritto al vinile in edizione limitata, il secondo dava accesso alle prime file per i futuri concerti, il terzo a dei collezionabili esclusivi.Solitamente un brano musicale NFT non incorpora diritti di proprietà sul pezzo.
Stanno nascendo molte realtà pronte a sviluppare questo mercato sempre più imponente, come il noto SnoopDogg dopo aver acquisito l’etichetta storica “Death Row Records fondata nel 1991, ha annunciato che sarà la prima etichetta NFT
Chi acquista gli NFT, innanzitutto lo fa per finanziare il progetto in cui crede, una forma anche di investimento concreto o avere qualcosa del suo artista preferito, come si farebbe con una maglietta, o un gadget conquistato ad un concerto. È una forma di collezionismo e di vicinanza al proprio idolo, ma con qualche vantaggio in più.
Siamo stati abituati a comprare gli album digitali, ad ascoltare musica dalle piattaforme, ma nel caso degli NFT si ha anche una certificazione che può avere un mercato (il valore può crescere nel tempo e dunque permettere un guadagno successivo all’acquirente e al creatore e di conseguenza ai vari “investitori” del progetto).
In alcuni casi l’artista può anche decidere di incorporare nello “smartcontract” (Contratto che determina il tipo di licenza e l’utilizzo che si può fare) che governa l’NFT anche dei diritti di proprietà.
Accade soprattutto per gli artisti meno noti. Ma in futuro potrebbe diventare una pratica comune.

Chi acquista gli NFT, innanzitutto lo fa per finanziare il progetto in cui crede

Cosa diresti a uno che non ne sa niente di NFT (come me) per convincerlo ad acquistare un opera di questo genere?

Immagina un’opera unica, che la puoi possedere solo tu, che non è copiabile, quindi non è riproducibile. Insomma unica!!
Non a caso, gli NFT sono legati a prodotti digitali unici, o quanto meno rari, in realtà, tecnicamente parlando, gli NFT sono certificati di garanzia di unicità, oltre a essere contratti di proprietà, che assicurano all’acquirente di poter dimostrare di essere proprietario dell’oggetto comprato.

Immagina di possedere il master di un disco come Mi Fist o Mr. Simpatia, dischi che hanno fatto la storia del rap italiano, se fosse stato gia presente questa tecnologia ad ora avrebbero un valore inestimabile!!
Ogni NFT è legato a un prodotto che esiste nel mondo reale, come un video, una grafica digitale, musica, o un oggetto da collezione all’interno di un videogioco e simili.
Non sono intercambiabili ma è possibile ovviamente acquistarli e venderli. Tutte le transazioni avvengono esclusivamente in forma digitale e vengono registrate sulla blockchain.
La caratteristica principale degli NFT è la rarità, e per questo vengono assimilati a vere e proprio opere d’arte digitale.

Molti artisti, pittori ecc stanno mintando la loro collezione nella blockchain proprio per digitalizzare le loro opere e renderle ancora più uniche, rare e anche con un valore economico di maggiore importanza.
Grazie al mint, un NFT entra a far parte di una blockchain e inizia ad “esistere” al di fuori delle mani di chi l’ha creato Questa è la prima fase di vendita tra il creatore dell’NFT e l’utente/fan che ne acquisisce la proprietà come primo, e cosi di conseguenza.
Questo processo permette ai dati di un NFT di essere inseriti in modo irremovibile e pubblico su una blockchain, una volta registrato su Blockchain un NFT, è possibile seguirne gli spostamenti tra i diversi proprietari.

Immagina di possedere il master di un disco come Mi Fist o Mr. Simpatia, dischi che hanno fatto la storia del rap italiano, se fosse stato gia presente questa tecnologia ad ora avrebbero un valore inestimabile

Ci sono moltissimi aspetti da approfondire, anche tecnicismi che possano sempre molto complicati ma in realtà tutti questi aspetti, generalmente controllati da uno smartcontract diminuiscono o azzerano del tutto tutte le macrostrutture e processi di lavoro che siamo obbligati a fare poiché il progetto musicale di un artista possa vedere luce nel mercato e anche creare un ritorno economico. Dalla produzione, al management, distribuzione e marketing sono moltissimi i vantaggi che si possono provare nella creazione di un NFT all’interno di un marketplace.

In che modo gli NFT possono cambiare il mercato, il modo di concepire l’arte e il diritto d’autore?

La musica tokenizzata può essere un’opportunità per gli artisti, da quelli emergenti a quelli più noti. Sicuramente è un modo nuovo di sperimentare una relazione più diretta con gli ascoltatori, una forma differente di controllare i diritti delle proprie opere e di decidere come poter far sfruttare l’utilizzo commerciale e l’interconnessione tra loro.
Sono uno strumento unico e può “sbloccare” numerosi vantaggi come l’accesso a contenuti esclusivi, e un approccio diretto tra artista e fan, oppure nell’ambito di eventi anche il tikecting dei concerti, lo streaming decentralizzato che puo “premiare” l’ascoltatore e/o il fan più sfegatato con un ritorno di token, quindi ripagarlo economicamente anche attraverso l’utilizzo che fa l’acquirente.
Certo rimane la difficoltà di farsi conoscere, in assenza del supporto di un’etichetta discografica è possibile poter far fronte a tutti i processi in autonomia, sicuramente venendo affiancati da un’etichetta o da una realtà come Onlymusix si può esser aiutati ad aver le idee chiare sul perché vogliamo realizzare il nostro NFT e quelli sono i vantaggi rispetto al mercato tradizionale.
Insomma, il marketing rimane fondamentale per la promozione e commercializzazione del nostro progetto, anche se sarà di nuovo tipo, più improntato a costruire relazioni genuine con la community proprio per far crescere l’importanza, il valoro e per poter arrivare a più persone.
La maggior parte dei token non fungibili, è un file di metadati che è stato codificato utilizzando un’opera che può o meno essere soggetta alla protezione del copyright o potrebbe anche appartenere alla categoria di pubblico dominio.

Ad ogni modo, l’opera originale è necessaria solo in una prima fase del processo poiché utilizzata per creare la combinazione unica del tokenID e dellindirizzo di contratto.
Questo porterebbe a pensare che gli NFT abbiano molto poco a che fare con il diritto d’autore, anche se c’è un crescente interesse a riguardo, in parte perché molte delle opere oggetto di trasformazione in NFT, e successivamente scambiate, sono protette da copyright, ma anche a causa della mancanza di chiarezza su ciò che si ottiene esattamente quando si acquista un NFT.
Una delle questioni chiave è la confusione, spesso diffusa, in merito ai diritti che gli acquirenti acquisiscono quando acquistano un NFT. Alcuni buyer pensano di comprare l’opera d’arte sottostante e tutti i diritti che la accompagnano. In realtà, stanno semplicemente comprando i metadati associati al bene e non all’ opera stessa.
Non è possibile in alcun modo appropriarsi della creazione dell’opera stessa, un po come la tutela del diritto morale, in cui il creatore dell’opera oltre a rimanerne proprietario a vita da la possibilità di farne acquistare altre copie uniche del suo NFT guadagnandoci cosi ogni volta che questi ultimi vengono acquistati da altri.

E anche molto più semplice la condivisione delle royalties in ambito Web 3. Proprio perché non bisogna aspettare semestri interi per poter vedere qualcosina derivato dalla digitaldistribution e poi rendicontare di conseguenza le royalties tra artista labelecc ma con NFT sul marketplace è possibile inserire diversi “indirizzi” del proprio wallet per poter splittare i pagamenti tra i diversi “attori” dell’opera, esempio label, musicisti, artisti, management ecc..

Qualche mese fa era fuori “Voci” in versione NFT di Jaidem. Come mai proprio lui per la versione NFT?

Per me “Voci” di Jaidem, il primo disco ufficiale prodotto da Lupus Mortis, pubblicato per la mia label Trumen Records e distribuito da Artist First è una rinascita, una mia rivincita personale, per me stesso e per stabilire da dove sono partito.
Ho seguito il progetto dalle fasi iniziali, dalla postproduzione, alla direzione artistica sino al marketing e alla distribuzione, credo molto in questi due ragazzi e voglio fare del mio meglio per loro.
Essendo molto talentuosi e anche molto giovani, ho voluto dare luce al mio primo progetto NFT che segna anche collaborazione tra me e Onlymusix, ho voluto sviluppare oltre alla pubblicazione tradizionale una versione differente con diversi contenuti esclusivi, dalle strumentali del disco, i masters in HD, videoclip esclusivo e una gestione in coproprietà del master per chi lo acquista. Proprio per far in modo che essendo il primo album ufficiale dell’artista in continuo sviluppo, si possa creare un valore nel tempo e far in modo di sostenere il progetto anche economicamente attraverso i fan che lo acquistano.

Voci,  tipicamente trap e rap, è un disco con un mood introspettivo e riflessivo. Il concept del disco si lega al titolo, diventa un mezzo di comunicazione fra l’Io narrante e l’ascoltatore,

Vi lascio qui il link diretto: https://www.onlymusix.com/nft/jaidem/221/242

Da pochi giorni è fuori il nuovo singolo di G. Anubi. Previsto un disco per lui ?

G. Anubi è un ragazzo molto umile e sono venuto in sua conoscenza grazie ad un artista con cui ho lavorato tempo fa: Meis.
Ho trovato il suo sound e il suo modo di raccontarsi e di fare musica molto originale e coinvolgente, proprio per questo ho apprezzato il suo progetto e abbiamo iniziato a lavorare insieme. Balmain è una traccia molto attitudinale, tratta di come una persona che può avere vari problemi nella vita, che siano amorosi, sociali o personali, cerchi sempre di camuffare lo stare male attraverso lo “sperperare” al materialismo e alla bella vita e di come certi avvenimenti personali posso cambiare anche il modo di pensare, se pur giusto o sbagliato “SOLDI SFRATTATI DAI MIEI BALMAIN” vuole proprio dire questo.
E’ il primo singolo estratto di un progetto molto più ambizioso, siamo agli inizi del percorso di questo artista ma promette molto bene!

Balmain

Come si lavora alla creazione di un disco e alla sua promozione oggi, rispetto a ieri ?

Quello che mi viene da dire rispetto a questo è che per me non è cambiato molto, sin da sempre si è partiti dal curare nel minimo dettaglio la produzione musicale, al suono e alle liriche e melodie.
Sicuramente con l’avvento dei social e di mille piattaforme digitali ora rispetto a prima son cambiati i mezzi e proprio grazie ai social media, gli artisti hanno guadagnato la possibilità di accorciare la distanza dai fan e di coltivare un rapporto continuativo e non solo in prossimità della pubblicazione di un album o della partenza di un tour.
Oggi è facile vedere i musicisti parlare della propria quotidianità in una storia su Instagram  oTikTok o improvvisare un pezzo per il piacere di intrattenere i fan facendo dei video in diretta, cosa che prima non era possibile tutto questo.

Abbiamo anche visto come molti artisti hanno assunto atteggiamenti da influencer, anche se si pensa al rapporto simbiotico che sviluppano con i brand e chi è influenzato o meno anche dall’impatto politico che viviamo.
Le case discografiche hanno dovuto imparare a gestire una comunicazione diversa dal passato per ritmo, stile e formato. I social media hanno imposto regole alle quali conformarsi, partendo dalla necessità di un piano editoriale ben preciso da riempire di contenuti continuamente e non soltanto in occasione delle release più importanti.
Tali contenuti, inoltre, devono adeguarsi ai formati che ogni singola piattaforma predilige in un certo periodo di tempo. Ad esempio, negli ultimi due anni TikTok ha sconvolto il lavoro di tutti i social media manager obbligandoli alla produzione di video brevi, arricchiti da musica ed effetti speciali.

A causa dei social media è anche cambiato il modo di lavorare del reparto A&R (Artist &Repertoire) che si occupa di scoprire nuovi talenti.
Non serve più frequentare i locali come una volta per scovare artisti di talento, ora la vera ricerca è su internet.
Il problema nasce però se si guardano solo i numeri, che è possibile pomparli in modo fake o in modo organico anche attraverso campagne mirate ma l’A&R si troverà di fronte al grande dilemma: provare a coltivare il talento ancora sconosciuto o puntare su quello che ha già un buon numero di follower o di ascolti in streaming?

Ecco dove comincia la frustrazione di chi ricopre il mio ruolo.

I social media hanno imposto regole alle quali conformarsi, partendo dalla necessità di un piano editoriale ben preciso da riempire di contenuti continuamente e non soltanto in occasione delle release più importanti.

In una recente intervista Murubutu ci ha detto che la scena del rap underground trae vantaggio dalla grande esposizione mediatica che sta avendo il rap. Sei daccordo?

Assolutamente si, rispetto a prima la velocità con la quale si entra nel mercato si è ridotta al minimo storico.
Basta pensare quanto la musica urban abbia avuto un impatto cosi importante e formativo in tutto il mondo, e con quanta rapidità gli artisti raggiungono il successo e nascano sempre di più collaborazioni internazionali.

Visto che abbiamo parlato di un supporto “futuristico” come l’NFT, vorrei fare un passo indietro e parlare del vinile. C’è stato un grande boom di questo formato, ora com’è la situazione? Voi continuerete a stamparli?

Sicuramente anche in fase pandemica il digitale ha fatto passi in avanti, basta pensare quanto sia cresciuto lo share a livello mondiale sullo streaming digitale, quanto sia calato il supporto fisico come il CD e, li dove c’è stata una crescita esponenziale del 20% del mercato discografico, il vinile che ricorda un po il nuovo NFT digitale come oggetto di collezione, anche lui è cresciuto moltissimo negli ultimi anni. A casa possiedo una collezione di oltre 1000 vinili, la maggior parte 45°, sono un appassionato e mi piace ancora sentire il fruscio tra la puntina e il vinile e la profondità dell’analogico.

Ho stampato il primo vinile 45° nel 2009 con una mia produzione e con una dei Michelangelo Buonarroti, una delle formazioni migliori reggae Italiano con la partecipazione di Fido Guido, Reverendo, Zuli e Gamba the lenk e Rvj King proprio in quel periodo dove promuovevo moltissimo il sound reggae/dancehall.

In questo periodo non è prevista la stampa di supporti fisici di alcuni progetti in quanto sia in un momento di progettualità di sviluppo di nuovi NFT anche di qualche mio precedente disco che ho prodotto negli anni.
Vedremo un po!

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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