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Intervista alla Sangue Blu crew: unione di stili differenti per un impatto finale omogeneo

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Quella di cui andiamo a parlare oggi è una crew nata nel 2017 dall’unione di diversi writer provenienti dal Nord Italia. Il suo nome è Sangue Blu (SB crew) e di seguito potete trovare l’intervista oltre ad una vasta selezione di foto.

Quando è nata la Sangue Blu Crew, chi erano i primi membri e chi sono quelli attuali?

Il progetto della Sangue Blu Crew nasce il 31 ottobre 2017 durante una murata a tema Halloween in Milano Certosa (zona che viene usata molto spesso per i nostri progetti) alla quale parteciparono quelli che poi sarebbero diventati i primi membri della crew, uniti semplicemente dalla voglia di dipingere assieme e farlo al meglio, convogliando le diverse conoscenze collettive in un unico progetto: Siret, dal comasco, che ai tempi faceva lettering; Smek da Milano nord; Gans, dalla Toscana (uscita poco dopo) e Wolf Two, dal magentino.
Durante il primo anno poi, si sono aggiunti al progetto: Siler, molto legato a Smek e molto abile nei figurativi e Dikens23, dopo un evento tenutosi ad Imperia. Solamente nel 2022, dopo vari contatti, abbiamo incluso Walt Onerz nelle nostre fila.
Ad oggi quindi contiamo 6 elementi di cui 4 che fanno lettering e 2 figurativi.

Smek

Diken23

Con quanta frequenza disegnate insieme e come scegliete gli argomenti per le vostre murate?

Disegniamo solitamente tra le due e le tre volte al mese, sia come crew che come singoli, per tenerci allenati o passare semplicemente una giornata in buona compagnia.
Attualmente i nostri progetti ci stanno portando però a diminuire la quantità di pezzi mensili per dedicarci a progetti più sviluppati sia in dimensioni che in complessità come ad esempio la murata “biomeccanica” a Bovisio Masciago.
Per quanto riguarda le idee per le murate, queste nascono libere e sono proposte da ogni singolo elemento, esposte poi alla crew e successivamente discusse e sviluppate insieme.
Di solito partiamo dall’idea principale trovando prima una colorazione coordinata al tema del progetto e poi ambientando il tutto con un background comune a tutti, a volte ci teniamo anche qualche libertà da applicare eventualmente in loco.

Partecipate spesso ad eventi in giro per l’Italia? Avete mai pensato di organizzare qualcosa di vostro?

Principalmente disegniamo nelle zone di Milano e provincia è però capitato in diverse occasioni di spostarci tra il centro e il nord Italia tra cui: Empoli, Verona, Brescia, Imperia e Torino; partecipando anche a Jam come: ‘Writing day’, ‘Street player’, ‘Yellow jam’, ‘Wubik 50’, ‘Hell of fame’, ‘Cemento vivo’, ‘Kick in the door’, ecc.

Nel 2018 abbiamo organizzato dai nostri contatti social un contest di sketch online diviso su tre categorie con in palio la possibilità di fare una murata insieme su un progetto comune e di vincere alcuni spray omaggio o una maglietta, abbiamo avuto circa 50 partecipanti all’iniziativa. Più avanti abbiamo organizzato una jam nella provincia milanese: ‘The wall of wolf street 28’, dove hanno partecipato circa 30 artisti da diverse parti del nord Italia.
In generale poi organizziamo spesso murate che coinvolgono altri artisti di zona e non.
Restiamo comunque sempre aperti alla possibilità di organizzare eventi futuri.

Come vedete la scena attuale dei graffiti a Milano, e come la rapportate a quello che avete visto in passato? Quale periodo storico vi è rimasto più impresso?

In realtà non diamo troppa attenzione alla scena attuale, puntiamo semplicemente a fare il meglio per noi e per poter crescere rispetto ai nostri stessi standard delle murate precedentemente realizzate, nonostante questo però riteniamo che il confronto con la scena possa essere uno stimolo ulteriore per evolverci ancora.

Ogni periodo della storia attuale dei graffiti ha il suo valore e la sua importanza, senza i pionieri di questa disciplina probabilmente quest’ultima non sarebbe arrivata dov’è oggi. L’evoluzione è continua e grazie anche al perfezionamento dei materiali è sempre più viva.

A parte gli spray qualcuno di voi si diletta con altre tecniche pittoriche, o anche quelle digitali?

Sì, quasi tutti noi seguiamo percorsi personali al di là del writing:
Wolftwo fa calligrafia su carta, Smek fa tele con acrilici e aerografo, Siret fa tele, lavori in digitale e disegna con pantoni, Dikens fa stampa 3D e stencil, Walt fa grafiche e disegni in digitale con i quali preimpostiamo le murate più elaborate partendo dall’immagine vergine del muro.

Con quale criterio scegliete nuovi membri da inserire nella crew?

L’ammissione di un nuovo membro avviene in maniera naturale nel momento in cui, dopo aver dipinto più volte assieme creando così un rapporto di amicizia, ci si rende conto di aver trovato una persona con alta compatibilità artistica e caratteriale che possa diventare un valore aggiuntivo per la crew.

Cosa vedete nel futuro del writing? Cosa pensate dell’avvento della street art che in poco tempo si è presa un po’ la scena, a scapito dei graffiti “tradizionali”?

L’avvento della Street art non è altro che un’evoluzione condizionata dal contesto storico-sociale in cui viviamo, fino a 30 anni fa il fenomeno del graffitismo era visto sotto un occhio più vandalico che artistico dalla collettività, mentre ad oggi la situazione è molto diversa.
La pittura con tecnica aerosol ora è tollerata e a volte sponsorizzata dagli stessi enti comunali, basti pensare alla concessione di muri “legali”.
Le tecniche e i materiali si sono evoluti apportando degli input in più e il fatto che siano stati concessi muri legali ha dato modo agli artisti di avere maggior tempo di studiare e sviluppare stili e tecniche più elaborate e curate.
A nostro parere il graffito inteso come lettering viene completato dal figurativo, più accettato e visto sotto il termine di street art.
In futuro probabilmente il writing si evolverà ancora, andando ad essere sempre più accettato dalla società.

Visto che fate spesso murate insieme, pensate che sia meglio che in una crew i writer tendano ad assomigliarsi come stile in modo da avere un risultato omogeneo oppure ognuno deve trovare il suo stile anche se cozza con quello degli altri?

Siamo una crew che nasce da zone e scuole di pensiero diverse tra loro ma col tempo, condividendo tra noi varie tecniche e lavorando a lungo a stretto contatto, abbiamo imparato in maniera naturale a coordinarci per essere tutti su una linea comune, ottenendo un’omogeneità senza forzature e obblighi. Ciò non vuol dire però che il singolo non possa avere il suo stile personale, anzi, cerchiamo comunque di mantenere ed evidenziare le peculiarità che ci contraddistinguono l’uno dall’altro proprio per aumentare il valore della murata stessa, arricchendo il lavoro poi con un’ambientazione studiata ed organizzata.
La parte più importante e complessa sta proprio nel trovare l’equilibrio tra gli stili dei singoli e l’impatto visivo finale dato dall’unione degli stessi.

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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