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Intervista a Mario Jin che ci aiuta a conoscere meglio il fenomeno del “mural advertising”

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Mario Jin è un artista protagonista nel panorama milanese che si divide tra la realizzazione di graffiti con un suo stile personale e riconoscibile e un importante percorso nel cosidetto “mural advertising“.
In questa chiacchierata gli abbiamo chiesto di approfondire entrambi gli aspetti della sua “vita artistica”.

Ciao Jin, quando hai iniziato a fare graffiti, come sei entrato in contatto con questo ambiente?

Ciao, iniziato a dipingere alla fine degli anni ’90 e, tra alti e bassi, diciamo che non ho mai smesso. Ho cominciato quasi per “gioco” con alcuni amici e mio fratello tra Corsico e dintorni, inizialmente armati di pennarelli e spray; prima facendo solo tag, poi qualche throw up fino ai primi personaggi stilizzati.

Hai fatto lettering in passato o ti sei sempre dedicato ai figurativi?

In passato ho fatto qualche lettering, ma ho sempre preferito dipingere figurativi; è quello con cui riesco ad esprimermi meglio e nel mio gruppo iniziale ero l’unico a farlo, e quindi facendolo mio al 100% ho sviluppato uno stile personale.

Con Mr. Pollo al “Meeting of Styles” a Gran Canaria

Di quali crew hai fatto parte e quanto giudichi importante fare parte di un “gruppo” nel mondo dei graffiti?

In passato ho fatto parte delle crew Dsa, Tmh e Nuclear 1; credo sia molto importante far parte di una crew, ma naturalmente dipende dal gruppo in cui ti trovi: può farti crescere come farti regredire e bloccare la tua evoluzione stilistica / artistica; ci sono artisti validissimi che non sono in nessun gruppo e spingono più di crew intere. Sicuramente è molto importante scegliere bene la gente con cui condividere esperienze e visioni “artistiche”.

Ci sono diversi eventi dedicati ai graffiti in Italia ai quali partecipi, quale pensi sia il più “riuscito”, quello dove hai trovato l’ambiente migliore?

Gli eventi di graffiti sono sempre positivi. Ho partecipato a molte jam e mi sono sempre divertito. Ho preso parte a tanti eventi anche fuori dall’Italia. Quelle all’estero anche solo per il fatto di uscire dai confini nazionali, sono molto stimolanti, ti portano a visitare un nuovo paese a conoscere gente e culture più o meno lontane dalla nostra… è una cosa che ti fa crescere sia a livello artistico che personale.

Hai realizzato diversi interventi di “Mural Advertising”, come funziona? Come si entra in contatto con i clienti importanti?

Ultimamente ho fatto diversi lavori di “mural advertising“: nella maggior parte dei casi vengo contattato direttamente dal cliente, ma altre volte è capitato di dare una mano ad amici che ci stavano già lavorando, o di sostituire altri che in quel periodo erano impegnati su altri progetti e mi giravano la commissione. Così mi sono ritrovato su una piattaforma a dipingere una parete di un palazzo di 4 piani! Certo aver dipinto agli eventi su superfici via via sempre più grosse mi ha dato una sempre maggior visibilità.

 

Per questo tipo di lavori come funziona il processo creativo? Viene totalmente imposto dal cliente oppure viene data anche un pò di libertà all’artista?

Per le creatività purtroppo non c’è molto libertà per l’artista, poi naturalmente dipende dal tipo di cliente e dal tipo di commissione, c’è chi è più attento alla parte artistica e si mette in gioco, ed altri che ti presentano la grafica da realizzare senza nessuna possibilità di modifica.

Perchè pensi che questo tipo di advertising stia prendendo così piede tra i grandi brand?

Credo che questo tipo di advertising abbia preso piede per come attrae il pubblico: crea stupore e curiosità in chi la vede realizzare. Mentre dipingo le pareti, la gente si ferma, fa foto e video da mettere sui social. Il fatto che i più famosi brand di moda internazionali li abbiano adottati come format per creare pubblicità in tutto il mondo, ha indubbiamente contribuito alla sua diffusione in diversi settori.

Quanto tempo e quante risorse richiede fare un lavoro del genere?

In generale il tempo di realizzazione è scandito dalle tempistiche dell’affissione e varia in base a quanto tempo le aziende e le agenzie che ci sono dietro riescono a mettere in piedi la cosa; poi naturalmente dalle dimensioni e difficoltà del soggetto da rappresentare. A volte ti danno una manciata di giorni per realizzare una creatività che richiederebbe almeno due settimane di lavoro!!!

Rayban

 

con Fosk

Andrea Bastia
Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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