(Foto di Luca Pinotti) Mondo Marcio
(Foto di Luca Pinotti) Mondo Marcio

In occasione dell’uscita di Uomo!, l’ottavo album in studio di Mondo Marcio, siamo andati a incontrare l’artista nella bella cornice della Key Gallery a Milano, zona Isola, per l’occasione customizzata con tutte le passioni del rapper milanese: streetwear, vino, cbd… e ovviamente il disco.

Il Prof lascia il suo segno
(Foto di Luca Pinotti) Il Prof lascia il suo segno

E mentre la location di classe distrae il nostro Luca Pinotti che oltre ad essere il mio fotografo e un designer in rampa di lancio, anche Francesca, la nostra assistente e nota esperta di vini, si rende molesta con lo Staff cercando di comprarsi subito una cassa del vino di Marcio, io tiro le fila ricordando a tutti che siamo qui per lavorare e mi siedo accanto a Marcio per iniziare la nostra chiacchierata.

Hai dichiarato che questo sarà l’ultimo album della tua “prima vita”. Ci hai messo tutto dentro o hai lasciato qualcosa in sospeso?

Penso proprio di sì, son soddisfatto. Ci son giorni che apro Instagram, vedo cosa sta succedendo intorno, e dico “non centro molto con questo contesto” e, quindi, se dei presupposti grossi, dentro e fuori da me, non cambiano, allora sì questo è definitivamente il mio ultimo disco della mia prima vita.

Allora proviamo a fare un po’ di bilanci. Che peso ha questo disco oggi?

Sarà la gente a dirlo. Per me ha un peso grande perchè sono 3 anni di ricerca musicale e interiore per trovare le cose più vere da mettere nell’album. C’è tanta vita.

Che peso ha avuto la tua carriera nella storia della musica e della musica rap?

Avrei sperato, fino a qualche anno fa, che fosse la Scena a dirlo, o dei colleghi, ma ho imparato che qua hai soltanto quello che ti prendi con i denti. E quindi ho dovuto mettere nel disco dei fatti che sono iniziati nel 2006 con la release di Solo un uomo, che è stata una vittoria per tutta la Scena. Ma al tempo non è stata vista come tale, bensì solo come una vittoria mia. Quando invece ha aperto la strada a tanti artisti dopo di me. Sia a livello di contenuto: il pezzo sulla mamma è diventato un trend, fare i video all’estero è diventato un trend, il fatto di mangiarsi le parole quando rappi è diventato un trend… sia a livello di mercato.

Senti, ho notato che tu hai qualche capello bianco…

Da quando ho 20 anni! (mi interrompe subito Marcio)

Mondo Marcio
(Foto di Luca Pinotti) Mondo Marcio

… come me, io però non ho il tuo coraggio e porto il cappello…

Leggi qua (mi interrompe nuovamente Marcio indicandomi un cartellone con il claim del disco) “Eliminare i proprio difetti significa rimuovere ciò che ci rende unici”. Quindi, via il cappello!

E il cappello vola via.

Guarda che stai bene, sale e pepe! (risate di tutta la sala… n.d.r.)

Onestamente l’ho superata ‘sta cosa oramai 20 anni fa… però in realtà volevo chiederti, cercando di non fare troppo il filosofo della società di oggi, e magari rimanendo nel mondo della musica di oggi o, meglio ancora, nel mondo della musica rap di oggi… dove in realtà l’apparenza sembra più importante della musica stessa. Dove, anzi, sembrare più fighi, più fashion, più giovani, sembra quasi un obbligo. Tu non nascondi la tua età e i tuoi difetti… è una controtendenza totale.

La mia età sono 32 anni, i capelli bianchi ci sono… al di là di quello che mostro io, come dici, è l’epoca del consenso. Però spesso ci dimentichiamo che questo consenso arriva da completi sconosciuti. Per cui tanto vale fregarsene del giudizio di altri e fare la propria roba.

Giusto. Ma, senti, allora cosa farai nella tua seconda vita?

Deve ancora iniziare…

Non me lo vuoi dire ma hai già in testa qualcosa oppure…

È un work in progress (sorride, sornione…n.d.r.)

Chi raccoglierà l’eredità di Mondo Marcio?

Nessuno. È inraccoglibile.

Perché nessuno è in grado o…

No, perchè non sono ancora morto (risate, n.d.r.)

Senti nel disco, c’è qualche rima, qualche strofa o qualche pezzo che ti rappresenta più di altri o ti piace di più?

Il disco è fatto per essere ascoltato in loop dall’inizio alla fine, non ci sono pezzi riempitivi e finisce come inizia, con mia madre che dice “Dopo di te chi ci sarà?”, tanto che la prima traccia, tecnicamente, è l’undicesima, apposta perchè deve arrivare dopo l’ultima. Va sentito tutto.

Facendo i complimenti mi lascio scappare che il disco l’ho sentito tutto, con piacere, rimanendo quasi colpito dall’aver avuto modo di ascoltare un disco Rap, come sembra ormai in disuso, non skippando praticamente nulla, ma lasciandomi trascinare dal racconto. In sala ci sono alcuni colleghi giornalisti che concordano e allora Mondo Marcio prende la palla al balzo per una riflessione sulla “monotonia” come problema reale della musica di oggi, causata dal fatto che si fanno i dischi troppo giovani, troppo in fretta, senza un’adeguata ricerca musicale, e questo li rende di breve durata. “Se dai poca varietà, ti annoi” conclude Marcio.

Per salutarti ti lascio con una domanda/curiosità tipica da rap game: quando è uscita la traccia “Dio del rap”, anzi quando ho letto il titolo “Dio del Rap” la prima cosa che mi è venuta in mente è stata “King del Rap” di Marracash. La domanda è: è voluta la cosa? Va a ripescare vecchie storie, vecchi rapporti…

In realtà no. Non c’è nessun riferimento. Poi queste son annotazioni di uno che sta nel settore. Vista la competitività tipica del genere è normale vedere robe anche dove non ci sono. Ma in realtà era solo per mettere un punto e dire: “Son tornato”.

Ok, però Dio è più di King.

Ride.

Il Prof e Mondo Marcio
(Foto di Luca Pinotti) Ecco il nostro Prof con Mondo Marcio durante l’intervista. Guardate che belli “sale e pepe” tutti e due…