J-AX e la CBD, il ritorno di Grido e il colpo grosso di Space One.
J-AX e la CBD, il ritorno di Grido e il colpo grosso di Space One.

Sono passati più di due anni dall’ultima volta che ho scritto un articolo su Ax, era il Febbraio del 2017. 

Durante un’ospitata a Radio Deejay, in tour col nipotino Fedez, Mr.Aleotti si era lasciato andare ad un bellissimo momento nostalgia in cui si erano ripercorsi i momenti significativi di una carriera piena di successi e di amici persi lungo il cammino. 

Un momento di rara fragilità che mi aveva portato ad intitolare il pezzo “J.AX, il supereroe triste”. 

Nonostante dall’articolo emergesse abbastanza significativamente il mio affetto per l’artista, mi dedicò una storia Instagram in cui sia lui che lo scudiero Fedez mi perculavano al grido di “triste sarà tua sorella”. Ah, si intenda, tutt’ora il momento più alto della mia discutibile carriera. 

Vista come è andata a finire forse un po’ di ragione ce l’avevo. 

Se la combo Ax-Fedez era dal punto di vista commerciale una bomba, dal punto di vista sentimentale era una pugnalata al petto. È il famoso “Teorema Ibrahimovic”: comprarlo voleva dire 30 goal a stagione ma quando ti diceva che ti tifava sin da bambino scoppiavi a ridere. 

E adesso? Finita la magica operazione nostalgia con il socio ritrovato Jad, cosa riserverà il futuro? Non possiamo saperlo, ma posso garantire che sia io che quella “triste” di mia sorella faremo sempre il tifo per lui. Perché, nonostante tutto, se vieni dai ’90 in J-AX continuerai a sperare. Proprio come si fa con i supereroi. 

A proposito, questa settimana ho letto un articolo sulla Stampa dove si parlava della scelta dell’artista di ritirare dal proprio store cbd (Mr.Nice) i prodotti derivati dai cannabinoidi in seguito alla discussa sentenza della cassazione che classifica la loro vendita come reato. 

Da buon imprenditore, il re del “Rap&roll” sta probabilmente aspettando che sull’argomento lo Stato faccia finalmente chiarezza, evitando così di incappare in inutili e dispendiose battaglie legali. 

La scelta non è piaciuta a Matteo Gracis (Chi?), direttore di Dolcevita e grande sostenitore della canapa e dei suoi derivati. 

«Basta una sentenza della Cassazione e si tira indietro. L’antiproibizionismo non funziona così. In un momento come questo, la presenza di una figura come quella di J-Ax è fondamentale e Mr. Nice era un punto di riferimento per tutte le altre attività. Allo stesso tempo, il rapper avrebbe tutte le risorse economiche necessarie per intentare una battaglia legale», conclude Gracis.

Per quanto la posizione del negozio non passerà alla storia per coraggio insurrezionalista, il punto di vista del giornalista ricorda il famoso e immortale detto dell’antica Grecia “tutti i froci cor culo degli altri”. Mi sembra abbastanza lapalissiano che quel negozio sia stato aperto per fini commerciali. Se devo portare rancore a J-AX, preferisco insistere su “Maria Salvador” (La canzone). Quella sì che ha fatto dei danni irreparabili, altro che la Marijuana. 

E il resto della banda?

Una decina di giorni fa è uscito “One Shot”, il nuovo singolo di Grido. È stata una piacevole sorpresa. Le barre ci sono, la strumentale (Mastermaind) funziona e nonostante il discorsetto iniziale “sono super real”, va sempre applaudito il tentativo di un artista che cerca di tornare alla ribalta con qualcosa di genuino piuttosto che con i balletti e i capelli colorati. 

Però… il pubblico? Riuscirà a ritagliarsene finalmente una fetta? Chissà, francamente visti i tempi che corrono viene da augurarselo. 

Altrimenti rischia di passare come quella tipa che è carina, simpatica e con un bel lavoro ma che poi alla fine non si scopa mai nessuno. Forza e coraggio, l’Hano è con te. 

Menzione speciale per SpaceOne. Ho scoperto grazie alle storie di Instagram che il secondo violino/bracciodestro/buttafuori/amico/boh di J-AX si è sposato. 

Raga, lo dico senza invidia e con la massima stima di chi le poche scopate le ha portate a casa solo con la simpatia: esteticamente è un’unione che potrebbe essere paragonata a Roberto Bolle che va a ballare sul cubo, a Cracco che cucina da “Sora Lella” e Messi che va a giocare nel Crotone. Evviva gli sposi ma la sposa di più, evviva Space One e Forza Crotone!

Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra, frequenta un Master in Digital Journalism e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo. ALTRE COLLABORAZIONI: Rolling Stone, Noisey, Il Milanese Imbruttito