Avrei potuto chiedere un accredito stampa in quanto giornalista. Avrei potuto chiedere un pass in quanto giornalista del rap. Avrei potuto stressare qualche amico della Scena o addirittura qualche amico di Ax. E invece no. Mi son pagato un biglietto. Su ticketone, con largo anticipo per evitare che finissero. Poi ieri sera un paio d’ore prima buone mi son messo in fila, controlli e sono entrato.
Perché il concerto di ieri sera di J.Ax al Fabrique, il primo di 10 date soldout, non era un concerto. Ma una festa.
Un viaggio in 25 anni di carriera che avrebbero raccontato la sua vita, ma anche la mia, ma anche la nostra. Ma anche l’Italia.

E io volevo festeggiare così come facevo 25 anni fa e poi 24 e poi 23 e poi 15 e poi 10… con le code, la folla, la stanchezza, l’emozione. La toilette sempre lontanissima. Ci sarebbe stato Jad, ci sarebbero stati gli Articolo 31. Non volevo nemmeno sapere la scaletta. Volevo solo festeggiare insieme.

Non ero lì per lavoro, non avrei dovuto scrivere nulla. Ma la serata, il live, mi hanno lasciato delle emozioni e dei ricordi che sto buttando giù adesso, alle 2 del mattino.
Non ero lì per lavoro ieri, non sono entrato come giornalista. Per cui questo non è un report. Niente foto backstage, niente stories coi rapper.

Se ti aspetti di scoprire cosa è successo ieri, quali canzoni, quali ospiti, smetti di leggere. Non è questo l’articolo che fa per te.
Se speri di vedere delle foto o dei video della serata cambia Magazine. Io ieri sera sono andato al Fabrique col cellulare spento.
Come nei ’90, come ai live nei ’90, dove non solo non avevi il cellulare perché non esistevano, ma era assolutamente vietato riprendere in alcun modo la performance dal vivo. Era ben scritto sui ticket dell’epoca. Ricordo una volta, al Propaganda di Milano, un tipo ha provato a tirare fuori una Kodak usa e getta, tempo un secondo è arrivato un buttafuori, grosso come se si fosse ingoiato DJ Enzo dopo che si era ingoiato Il Cile, leopardando tra la folla e ha sradicato macchinetta e braccio del malcapitato fotografo improvvisato trascinandolo via dalla prima fila. L’hanno ritrovato i Nas nell’umido all’esterno del locale.

Per cui fermati qui se vuoi avere notizie di quello che J.Ax ieri, emozionandosi in maniera evidente, ha definito il mio concerto più bello di sempre “…e ho fatto San Siro eh…”. E non credo fosse retorica.

Qui di seguito non troverai un report, ma emozioni di 25 anni di Ax, di Articolo, di Hip Hop, di Rap, d’Italia, di Noi.

Ieri sera mi sono tornate in mente tante immagini. Tanti anni:

  • da quando telefonavo a un numero di Milano per sentire una segreteria telefonica con la voce di Ax e Jad che mi aggiornavano sulle novità. Non c’erano i social.
  • da quando dopo un party al Tunnel di Milano mio fratello pensò bene di inseguire J.Ax fino al Vitara parcheggiato sotto la Stazione Centrale beccandosi una portierata in faccia dalla sua fidanzata di allora.
  • da quando mi arrivò l’invito a casa per la serata di lancio di Così Com’è all’Apollo Danze (esiste ancora?) di Milano, ma sulla busta c’era scritto Finni e non Fini, ma entrai lo stesso. Ero solo.
  • da quando mia mamma volle ascoltare “Strade di Città” e poi leggere “I Pensieri di Nessuno” per capire che fine stesse facendo suo figlio.
  • da quando feci ascoltare Messa di Vespiri, la canzone non il disco, a mio padre, ma lui non capì nemmeno una parola.
  • da quando mi sintonizzavo tutti i pomeriggi tutti alle 16 su Radio Deejay per quella mezzoretta di OneTwo OneTwo (“The Original”…) con sempre dentro un sacco di chicche, storie, aneddoti, freestyle. Ieri sera non hai fatto freestyle, unica cosa diversa rispetto a un live dei ’90.
  • da quando, anni dopo forse il 2006, non certo l’anno migliore della carriera, mi pompavo “Di Sana Pianta” che secondo me resta un gran disco.
  • da quando pochi anni dopo ti difendevo online sostenendo che come scrittura, liriche e rime restavi un numero 1 e un mio amico su FB sosteneva di poter trovare almeno 5 rapper superiori. Mi fece i nomi, ma sono così spariti in un lampo che nemmeno me li ricordo.
  • da quando provavo a rappare sulle strumentali che trovavo nei singoli in vinile, ma ero scarso come pochi.
  • da quando poi manco ce l’avevo il giradischi a casa, ma i vinili me li son sempre comprati tutti lo stesso.
  • da quando sostenevi che “il tempo lo tenevi, ma dalla testa in giù eri scoordinato come pochi”… e vedendoti ieri sera nulla è cambiato 🙂
  • da quando dopo un live de La Pina e gli Otierre, sempre al Tunnel di Milano, con tutta la créme della Scena Hip Hop italiana sotto, intorno e sopra il palco, io mi feci coraggio e venni a salutarti, ma solo un pugnetto perché non riuscii a dire nulla.
  • da quando vidi la copertina di Domani Smetto e mi intristii, perché capii subito cosa stava succedendo.
  • da quando che “Ohi Maria” fosse una canzone sulla droga dovette spiegarmelo il mio compagno di scuola Paride perché io ero un babbo.
  • da quando poi con Paride venimmo al nostro primo concerto al Rolling Stone di Milano, che ora non c’è più. Arrivammo alle due subito dopo scuola, eravamo tra i primi 10 e finimmo in prima fila. Mia prima e unica volta. Era il Messa di Vespiri tour, credo 1995.
  • da quando a quel concerto tu ti presentasti con un completo in velluto marrone a costine inguardabile. Anche ieri sera avevi il completo, ma stavi meglio.
  • da quando ti vidi per la prima volta da Red Ronnie su TMC che cantavate, credo (qui la memoria comincia a farsi rarefatta…), È Natale ma io non ci sto dentro, ma io ero convinto che Ax fosse Jad e Jad, Ax.
  • da quando, poi anni dopo sempre da Red Ronnie, faceste “Così mi tieni”, B-side di Così e Cosà, uno dei miei pezzi preferiti, che probabilmente ricordiamo in tre.
  • da quando ti beccai al Pow Wow di Milano dove i Gemelli Diversi presentavano il loro primo album e tu salisti sul palco a fare freestyle e a un certo punto ti sei ritrovato in mano due microfoni. E non bastavano comunque.
  • da quando a un live al Forum, credo Nessuno Tour (1999?), te ne venisti fuori con una frase del tipo “… qui vedo gli Atipici, qualcuno dell’Area Cronica,…., gli altri mi sucavano il cazzo 10 anni fa, me lo sucano ora e me lo sucheranno per i prossimi 10 anni!!” e ieri sera, durante lo slot col 31 l’hai detto tu stesso che ti stava risalendo l’ego dei 20 anni e ti sei lasciato andare a una frase simile.
  • da quando ho dovuto scegliere un nome per la mia rubrica qui su Hano. E l’ispirazione l’ho presa da una tua barra, vediamo se ti ricordi in che canzone l’ho trovata. Anzi vediamo chi la indovina tra i lettori.
  • da quando il mio Editore qualche hanno fa voleva chiederti la prefazione per un mio libro, ma la cosa mi imbarazzava. Lo fece lo stesso ma l’entourage dell’Etichetta comunque ci rimbalzarono 🙂
  • da quando, ehi, mi sto rendendo conto di avere un sacco di aneddotti sul Rap, potrei scriverci un libro. Lo volete un libro del Prof sul Rap? Su le maniiii?
  • da quando ti difendevo nella faida con Neffa. E poi vi ho ritrovato nel disco insieme.
  • da quando poi hai fatto pace con tutti, ma di tutti quei pezzi per me il top resta la strofa che hai fatto in Vergogna (The Anthem) di Fabio B con Gruff.
  • da quando cambiavi le parole alle canzoni, tipo in Funkitarro dove “camminata” diventava “fisicata”. Ma ieri non ti sei ricordato.
  • da quando vi ho visto a Jammin su Italia 1 fare “Mollami” in acustica con gli Extrema.
  • da quando mi ritrovai a comprare un’orrenda Compilation di rap italiano di cui non ricordo il nome, ma sarà stata qualcosa della Flyrecords o simile, solo perché c’era dentro un pezzo degli Articolo che mi mancava, si chiamava “6 quello che 6” e non mi è nemmeno piaciuto. Ma perché quelle rime alternate ABAB tipo un poeta decadentista francese?
  • da quando al primo Live che faceste al Forum di Milano tu e Jad veniste sputati fuori da una piattaforma mobile su fino al tetto del Forum. Era il Così com’è tour e ieri, quando è arrivato Jad, siete spuntati fuori nuovamente dal nulla! Chissà se questa cosa l’avete richiamata o è solo nella mia testa.
  • da quando io me li son sempre fatti tutti i tuoi live, ma mi son fatto anche quello di Jad l’inverno scorso all’Alcatraz e mai avrei immaginato di rivedervi ancora. Grazie.

Basta dai, potrei andare avanti all’infinito.
E invece voglio solo ringraziarti per avermi regalato una festa come si deve. E sono certo che è stato così anche per te. Le abbiamo viste le lacrime dopo l’ultimo pezzo. Ma io son convinto che ti sei sciolto, rilassato, emozionato, commosso, quando sei rientrato sul palco, dopo lo spazio degli Articolo che sicuramente nella testa ti generava ulteriore stress, per cantare “Intro“.

Anche se la mia schiena non ha retto come ai bei tempi oltre due ore di show consiglio a tutti quelli che vogliono festeggiare con J.Ax 25 anni di carriera e di storia di andare al live, di non leggere i report, di non guardare le stories su Instagram. Di non rovinarsi la sorpresa. È una festa, per tutti.

PS: A me rimane un solo desiderio. Anzi ti rimprovero pure! Ma la vogliamo fare una volta una live il mio pezzo preferito “Cavalieri senza re” con tuo fratello Grido che sono 22 anni che aspetto!!?!? “Schiaccio ON sopra il mic….”