Soundtrack: Oggi Come Ieri (Remix)

Ho iniziato ad ascoltare rap da bambino. Erano gli anni della golden age, quel periodo in cui c’erano tanti gruppi e poco spazio nei media. Gemelli DiVersi fu uno di quelli che riuscì a scalare le classifiche e a entrare nelle case degli italiani.

«Rima nel cuore con La cricca e la partita si fa seria»

Due band, La Cricca formata da Thema e THG con Rima Nel Cuore composta da Grido e Strano, si unirono per formare una b-boy band di tamarri. A primo acchito, odiai il primo singolo. Si intitolava “Un attimo ancora”, uscì quando avevo 8 anni. Lo passavano continuamente ogni radio e qualsiasi tv, ci mancava solo di sentirlo pure alla sagra della porchetta, anzi di sicuro si ascoltava pure là. Tuttavia, la mia avversione non era dovuta a quell’exploit, bensì al fatto che il ritornello fosse in bocca alle mie coetanee. Faceva così: «Dammi solo un minuto, un soffio di fiato, un attimo ancora / Stare insieme è finito, abbiamo capito, ma dirselo è dura». Ora, capisco la valenza di un tormentone, ma con chi starebbero e cosa avrebbero dovuto finire delle bimbe sotto il metro e mezzo che profumavano di latte e Nesquik?!?

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«Quando il tempo prendo rendo il movimento sopra al sample inarrestabile / Il funk è una sirena a cui resistere non è possibile / Mi fa strippare, fa saltare chi sta qui ad assistere»

A me piacevano le rime. Con buona pace di Strano e Jenny B, quando iniziavano le strofe si fermava il mondo. Quello biondo e il tipo pelato erano i maghi e io ero lo spettatore di uno spettacolo che non volevo finisse mai e le parole che casualmente imparai subito a memoria furono quelle di Grido (negli anni ho capito che il caso non esiste e se continui a leggere ti mostro delle esperienze che mi hanno dimostrato questo concetto*). Ero acerbo, troppo piccolo per cogliere gli incastri degli americani, seppure rimanevo incantato lo stesso quando venivano trasmessi su Rete A. Venivo dai singoli rap che già avevano avuto successo, quindi quella tecnica di canto e quei suoni non erano cosa nuova. A dire la verità, il ’98 fu proprio l’anno della svolta per me, in quanto si formò il mio primo zoccolo duro rap: Articolo 31, Sottotono e Gemelli DiVersi. Quelli che venivano considerati dei sucker venduti e commerciali furono il mio primo approccio al rap, Deo gratias. Ho approfondito quest’arte crescendo e, ovviamente, ho tenuto sempre a mente questa sorta di origini, quindi “Gemelli DiVersi”, il primo e omonimo album dei quattro all’interno del quale c’era il famigerato singolo, andava divorato. Non ci fu cosa più giusta. Quell’album, ancora oggi, è una pietra miliare del mio background. Sedici tracce, i sample della voce di Ax e Space One, Strano che in un pezzo rappava ancora, brani profondi, pezzi scanzonati, un piccolo alone di pop e tanta cultura Hip Hop che andava dal principio di crew al concetto di strada passando per i significati di unione e di rivalsa. È anche grazie a quel disco che ho compreso cos’è la doppia H.

«Solo l’inizio, puoi immaginarti il resto»

Oggi “Gemelli DiVersi” compie 20 anni e le cose sono cambiate. THG è il Takagi di platino, Grido fa il solista dopo la parentesi Weedo e Gemelli DiVersi è un brand che, a quanto pare, non avrebbe dovuto avere seguito e che di uguale ha solo il nome. Forse le cose non torneranno più come un tempo ed è giusto che sia così, però spero che in tanti guardino indietro per imparare e conoscere. Io lo continuerò a fare per emozionarmi ancora.

*Una delle esperienze che mi hanno mostrato l’inesistenza del caso, è il motivo per cui sono stato allo showcase di “Segnali di fumo”, un’altra è stata scoprire che Grido legge quello che scrivo da quando non sapevo scrivere così come io ascolto la sua musica da quando provava a fare musica.

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*L’ennesima è stata quando sono entrato in studio da Takagi e ne sono uscito con un suo regalo.

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«Per tutti quelli che ci seguono in questo assurdo rally / Per la mia gente, come dicono i Gemelli»