Venerdì 1 febbraio 2019 è uscito – su Spotify, digital store e in copia fisica – “Tenebra è la notte“, il nuovo album di Murubutu, prodotto da Mandibola Records e Glory Hole Records.

Il disco, che vede la partecipazione di MezzosangueCaparezzaWillie PeyoteDutch NazariClaver Gold e altri artisti di spessore, è corredato da un progetto grafico curato da Bert Graphics, con l’illustrazione in copertina ad opera dell’illustratore Capitan Artiglio. L’affascinante figura femminile presente nella cover incarna infatti diverse delle sfumature della notte, tema principale dell’ultima opera di Murubutu: misteriosa, affascinante, cupa, tanto familiare quanto aliena.

I tratti femminili donati alla notte non erano quindi intesi in ottica erotica, o altro, quanto più in ottica figurativa e narrativa, dando vita ad una raffigurazione metaforica.

Facebook però sembrerebbe aver completamente frainteso la natura dell’opera: il social network ha infatti penalizzato e censurato l’immagine, ritenendola di natura volgare e pornografica. Con nostra somma sorpresa, visto e considerato che l’immagine in sé non ha nulla di scabroso o scandaloso. Inutile cercare di combattere i filtri di Facebook, la prendiamo con ironia: per lo meno ora abbiamo la certezza non potremo proporre le illustrazioni del prossimo album al maestro Milo Manara, probabilmente troppo estroso per gli standard di Zuckenberg. Non per quelli di Mediaset in prima serata a quanto pare, ma questa è tutta un’altra storia…

Tenebra censored

La Glory Hole Records, Mandibola Records e Murubutu sostengono la libertà di espressione artistica e continueranno a farlo, qualunque siano i filtri presenti su Facebook, Instagram e su altre piattaforme mediali. Il rap non può e non vuole censurarsi, è la sua storia ad insegnarcelo.

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