The new John Lennon e Yoko Ono: la moglie di Young Signorino è recentemente finita al centro della polemica. Come? Il suo ex manager, Dj, governante, psichiatra, commercialista, babysitter, chi più ne ha più ne metta Karkadan (sì, lo stesso di “Ragazzi fuori” dei Club Dogo) ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair rivelando come alla base della interruzione del loro rapporto professionale ci fosse stato lo zampino della moglie. 

Proprio come molti accusano Yoko Ono di aver rincoglionito definitivamente John Lennon, così la moglie di Signorino è stata accusata di aver “rovinato il progetto Young Signorino”, che è un po’ come accusare qualcuno di avere sporcato in discarica ma tant’è. 

 

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Per chi avesse di meglio da fare che seguire le sue epiche gesta, il ragazzo si sarebbe sposato lo scorso primo ottobre con tale Jessica Loren, ragazza di cui si sa poco e un cazzo e che non sembra avere un profilo instagram pubblico con le tette di fuori. Il che è di per sé una notizia di suo. Chissà come si sono conosciuti. Probabilmente al supermercato: lei a caccia della “diavolina” per un barbecue e lui che le attacca bottone con la storia “ah sì quella la fa il mio papà” (Signorino ha più volte dichiarato di ritenersi il figlio di Satana). Non lo sapremo mai. 

Abbastanza divertente come molte riviste più o meno grandi abbiano riportato la “notizia” a colpi di “Young Signorino si è sposato in gran segreto…” ecc. Ragazzi, questo manco la gente ai concerti riesce a portare, figuriamoci organizzare un matrimonio…

Le accuse di Karkadan sono abbastanza pensanti. Stando alle parole del manager, questa donna non sarebbe altro che una “gold digger” desiderosa di cavalcare l’onda del “successo” del giovane artista assumendone la direzione artistica. La stessa “Coma Lover” non sarebbe il frutto del vecchio management, ma l’opera prima di questa nuova gestione. Considerando poi una serie di contratti pendenti legati alle potenziali etichette discografiche e alle possibili date del tour, la situazione sembra tutt’altro che rosea. 

Lo stesso (ormai ex) manager non ha escluso che le cose possano arrivare davanti ad un giudice. 

Finita qui? manco a parlarne. Sì, perché dopo aver finalmente avuto la conferma che il 99% delle cose uscite dalla bocca di Paolo Caputo, questo il nome di Mr. Signorino, erano stronzate col botto, quest’ultimo aveva poi scaricato la responsabilità proprio sul vecchio amico e consulente, reo di avergli “suggerito” quelle dichiarazioni. 

“Nessuno gli ha mai detto cosa dire. Ha inventato tutto lui. Dal figlio, al coma, dalla clinica psichiatrica al figlio di Satana. Ovvio che una volta fatte quelle dichiarazioni non potevo smentire il mio stesso artista…”

Dall’intervista di Vanity Fair dell ‘8 ottobre

Se ancora ce ne fosse bisogno, è l’ennesima dimostrazione di come questo circo mass mediatico di riviste di settore e non decida di credere a qualsiasi minchiata pur di fare due click. Anche perché, a volerla dire tutta, per scoprire che uno in clinica non ci è mai stato e che non ha un figlio, non servono abilità investigative da premio Pulitzer. Così come era già stato fatto con Liberato, la stampa si presta consapevolmente nella creazione di questi fenomeni da baraccone. Poco importa se il ragazzo disturbato lo è davvero, l’importante è fare due click in più. Una triste e meschina versione 2.0 di quelli che facevano i video per prendere per il culo i bambini down.  

Caro vecchio Young, che cazzo ti sei sposato a fare? Non hai visto che Rovazzi e J.Ax hanno sfanculato Fedez ancora prima che arrivasse all’altare? Sposarsi porta sfiga, ascolta me. 

In ogni caso fossi in voi valuterei la possibilità di fare un’acqua concorrente con quella da 8 euro della Ferragni. Lei Acqua santa e voi…vabbè, ci siamo capiti.

Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra, frequenta un Master in Digital Journalism e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo. ALTRE COLLABORAZIONI: Rolling Stone, Noisey, Il Milanese Imbruttito