(Foto di Luca Pinotti)

Incontro Shade a chiusura della conferenza stampa di lancio di Truman, il suo nuovo disco uscito venerdì scorso. Una conferenza che il rapper ha affrontato a metà tra l’emozionato e il padrone di casa. L’esperienza non gli fa difetto oramai e gli studi paralleli nel doppiaggio e le arti teatrali gli hanno consegnato una padronanza del palco e del pubblico invidiabile. Però è anche vero che l’uscita di Truman segna uno spartiacqua importante nella carriera del rapper di Torino per cui vedere l’elegantissima sala dell’Odeon di Milano piena di giornalisti e amici deve avergli messo anche un po’ di emozione addosso. La scarica con qualche battuta e una intro ripresa dal film The Truman Show che recita in apertura di giornata.

Finito il can can mediatico tra stampa, tv e tanti amici passati a salutarlo (riconosciamo Grido, Eddy Veerus de Il Pagante, gli Arcade Boys, i ragazzi della Nazionale HH di calcio e qualche Youtuber…) riusciamo a ritagliarci un angoletto con divano e cartelloni pubblicitari per scambiare qualche chiacchiera e riflessione su Shade, Truman, il Rap e l’anno che verrà, per dirla alla Lucio Dalla.

Nelle pagelle di fine 2017 ti avevo dato 10…

10? Grazie!

Non ti ricordi? Quando mai avrai preso un 10 nella vita??!

In matematica in quarta superiore… giuro…

[Qui Vito ignora che se mi chiamano Prof è proprio perché nella vita reale sono anche Prof di Matematica, ma decido di non metterlo alla prova…]

Va bene faccio finta di crederci… comunque il voto era accompagnato da questo commento:

“Finalmente sta ottenendo il successo che merita. Un ragazzo serio, pulito, onesto, che ha fatto la gavetta, che lavora. Prova, sbaglia, riesce. E fa le rime”. 

Quanto ti riconosci in questa descrizione? E quanto è vera la sensazione che questo periodo e questo disco possano segnare un momento di svolta della tua carriera?

Sei stato troppo buono… mi piace che fa le rime hai dovuto specificarlo poiché ultimamente non è una roba così scontata. Gavetta sì, la considero la parte più importante del mio percorso. Mi ha formato e fatto capire cosa significa stare nel mondo del rap italiano che continuo a rispettare nonostante magari faccia un genere diametralmente opposto. C’è una frase molto bella che mi ha detto Bassi: “Tu sei sempre stato questo, anche quando eri piccolino e facevi le gare di freestyle eri lo Shade che io vedo in “Bene ma non benissimo” quindi non sei cambiato”. E ha aggiunto “Se una mamma ascolta te e ascolta me, e mi riconduce a te, io sono contento perché mi accomuna a uno che rispetto.” Quindi sono lusingato dalle tue parole e da questa parte della scena che, nonostante io possa essere più commerciale o pop, mi riconosce delle skill e del rispetto.

Va beh, allora a questo punto dimmi qualcosa che non ho ancora capito di te, che è nascosto o che non ho visto io. O magari qualche difetto… a parte i calzini di oggi. (Shade oggi è vestito con un completo sopra una camicia leopardata, dei mocassini e dei calzini a far pendant che spero vivamente Luca Pinotti, il nostro fotografo, abbia immortalato).

A parte calzino e mocassino niente male di oggi! Sono lunatico. Cambio idea molto spesso, non sono mai convinto, mai sicuro. Per fortuna adesso ho attorno delle persone che mi aiutano molto, che mi dicono di fidarmi. E un difetto che ho è che non esco tanto dalla comfort zone che mi creo. Per esempio dopo “Bene ma non benissimo” la cosa più facile era farne un’altra identica, uno schema un po’ alla Rovazzi, e invece il mio manager si è battuto dicendo “no adesso tu gli fai vedere che sai fare anche quest’altra cosa (Irraggiungibile, ndr)” e infatti…. alla fine hanno sempre ragione gli altri biosogna imparare ad ascoltarli.

Va beh qui si aprirebbe un ginepraio ma lo affrontiamo un’altra volta (ride, ndr…)Il periodo del rap di oggi quanto tocca la tua musica e le tue scelte? Ti ha più influenzato o stufato?

Sono al 50 e 50. Le sonorità trap mi piacciono molto, le uso nei freestyle. Però dopo un po’ mi stufano, cosa che magari non mi succedeva ascoltando Mistaman, Bassi, Stokka & Mad Buddy, Turi, Cor Veleno, Club Dogo.. Avevano un sound ben identificato, ma me li ascoltavo e me li ascolto ancora adesso. La trap, dopo 3-4 canzoni, vuoi per contenuti o vuoi per flow, un po’ ti rompe le balle!

Racconti spesso che in giro ti dicono “Non mi piace il rap ma mi piaci tu”. Allora vorrei chiederti: qual è il tuo pubblico? E poi, siamo di settore (e anche un po’ maniac) per cui ti chiedo anche: le rime ci tieni ancora a farle…?

Ti racconto un aneddoto… stavo registrano un freestyle prima di Truman che non ho messo perché volevo fare 400 parole in un minuto incastrando ogni frase con tutte le rime abcd abcd, solo che non risucivo a stare in un minuto preciso e uscire con 400 parole in un minuto e 50 mi scazzava e non l’ho piu messo!

Qui siamo al limite della patologia…

Sì, sì, sono uno psicopatico, maniacale.

Ottimo, senti. Esce il Colle der Fomento il tuo stesso giorno, è uscito Salmo settimana scorsa, Emis Killa poche settimane fa… mi chiedo… bello che c’è tanto rap, ma c’è spazio per tutti?

Rimangono poche fette della torta e per aggiudicartele devi essere diverso. Perché se tu sei la stessa cosa di Salmo fai fatica, e fai fatica anche se non sei la stessa cosa di Salmo! Perché ha fato un disco increbile. So di gente che ha spostato date perché usciva Salmo. Ma intendo anche artisti Pop che riempiono palazzetti. Io faccio una roba molto diversa. Ho un pubblico eterogeneo, ci sono i bambini, che oltretutto a volte ripetono cose dette in qualche freestyle e mi vergogno un po’…, ma anche quarantenni…

Occhio a come parli…

Ma no Prof, è un onore per me! Ci sono anche adulti che mi dicono “mi piace la tua roba” e ho questa fortuna di essere trasversale.

In conferenza ti han chiesto di scegliere dei pezzi rappresentativi all’interno di Truman e hai fatto fatica a premiare uno piuttosto che l’altro. Ma una rima che più delle altre ti rappresenta o racconta questo disco me la dici?

Ce n’è una. Nel pezzo con Ax (Tutti a casa, ndr). Tutta incastrata che fa:

“Pare sia normale fare male alle persone care pur di arrivare a fare successo, Tu sei così infame che se fossi bipolare parleresti male pure di te stesso”.

Questa mi rappresenta molto. Sia se penso al mio percorso che all’esser veri e sinceri. Magari nella vita ho avuto a che fare con infami che per un ritorno parlerebbero male anche di se stessi.

Shade
Tutta l’intensità di Shade nel raccontare come è nato Truman (Foto di Luca Pinotti)

Chiarissimo. Senti, sul concetto di Youtuber, se n’è parlato anche in conferenza. Io vengo dal rap per cui per me non c’è mai stato un dubbio: Shade è un rapper, punto. Però in giro mi è capitato a volte di sentire “Shade? Ah, sì lo Youtuber!”. Quest’aurea di Youtuber che ti porti dietro da anni ti ha mai infastidito?

Non è un fastidio. Magari mi da fastdio quando danno dello Youtuber a me e del vero rapper a qualcun altro e poi vai a guardare e… “no cacchio allora io sono Biggie in confronto!”. Serve più a loro il canale Youtube che a me, perché nel loro caso l’immagine conta più della musica. Io non veicolo l’immagine, ma il contenuto. A me piace fare i video, ma c’è comunque il rap alla fine della favola. Ripensa a Turi. Io mi scassavo con tutto il suo storytelling, più simpatico e meno intesito.

A tal proposito, gli ospiti del disco (J-Ax, Nitro, Grido, Emma Muscat, Federica Carta, Bouchra) hanno sorpreso alcuni in conferenza, a me invece non più di tanto. Oltretutto c’è un amico in comune che ha fatto uno strofone mi pare?

Guarda Grido è stato un grandissimo. Pensa che mi ha mandato la strofa un’ora dopo che gli avevo girato il pezzo (Il tuo anno, ndr).

Chiudiamo così: sappiamo tutti che sei tifoso della Juve e abbiamo visto in rete le gag per la somiglianza con Bernardeschi. La mia domanda è: tu sei il Bernardeschi del rap italiano? Un ragazzo di talento, creativo, uno che cerca il suo spazio, spesso decisivo, ma non ancora un titolare fisso?

Mi sento un po’ così effettivamente. Al di la della somiglianza estetica… ovviamente lui è la mia versione più bella, ricca e famosa. Lui entra dalla panchina e decide le partite, io sto cercando di trovare la mia continuità, come sta facendo lui, e trovare il mio posto in squadra. Per me è già bello giocare nella Juve che vuol dire competere al livello massimo, con rapper come Salmo o altri cantanti Pop che vendono centinaia di dischi e son contento di essere riuscito anche io a fare quella cosa lì e giocare in serie A.

A questo punto ti chiedo: allora chi è il CR7 del rap italiano?

In questo momento CR7 è Salmo. Dopo aver fatto uscire questo disco ha mandato a casa tante persone. 

Lasciamo Shade e il suo mocassino chiudere questa giornata faticosa che immagino sarà solo l’antipasto di un periodo vorticoso tra instore, radio e promozioni varie. Quando uscirà questa intervista Truman sarà già stato super streammato e commentato e vi sarete tutti fatti già un’idea. Io quello che posso dire dopo questa chiacchierata è che l’idea che mi ero fatto di Vito esce rafforzata. Un ragazzo di talento, onesto e pieno di idee, che merita soddisfazioni perché ogni passo l’ha fatto con coscienza e ogni risultato l’ha raggiunto col lavoro. Ricordiamoci che Bernardeschi non sarà ancora titolare fisso nella Juve, ma, col talento e, soprattutto, il lavoro, è diventato già una presenza fissa della nuova Nazionale di Roberto Mancini, per cui forza Vito, falso nuevo o esterno alto o anche mezzala, anche tu in questo sterminato campo di calcio chiamato rap italiano hai dimostrato di saper fare tutto, e bene, per cui in bocca al lupo, scegli un angolo, rincorsa breve e calcia in rete.

Shade
Shade a rapporto dal nostro Prof racconta i segreti di Truman (Foto di Luca Pinotti)