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La “Gita al mare” di una donna forte e indipendente raccontata da Luana Corino

Una storia narrata con un brano e un video che sono le facce di una stessa medaglia

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Un rapporto iniziato in sordina poi diventato intenso e duraturo quanto un fuoco di paglia che, infine, ha lasciato strascichi di dolore, passione e consapevolezza. È questa, in sintesi, la storia che Luana Corino racconta in “Gita al mare”, il suo nuovo singolo prodotto da Yazee in collaborazione con il chitarrista Rudy Michelutti nonché antipasto dell’EP di prossima uscita dal titolo “Vertigini”.

Nel brano, Luana canta dalla prospettiva di una donna che subisce la brusca fine del suo rapporto amoroso a causa di un uomo che va via senza alcuna spiegazione, un partner che sembra non avere tempo nemmeno per una telefonata con lei per parlare del più e del meno. Nella sua fragilità dovuta alla fine della relazione, la ragazza trova il modo per esternare i propri sentimenti da cui trae la forza per pensare, per affermare la sua posizione e per afferrare la sua indipendenza narrata attraverso un video, a cura di Luca Tartaglia e di Scripta Manent Visual, che trasmette sapientemente le sensazioni del testo. Infatti, nella clip viene enfatizzata sia l’assenza lasciata dal compagno noncurante sia l’autonomia e la determinazione di una donna che decide di partire per quel viaggio già programmato in passato dalla coppia, una gita che, appunto, rappresenta la metafora di tutto il progetto.

Luana Corino Gita Al Mare Cover

Luana - Gita al mare (Cover)
Luana – Gita al mare (Cover)

Ho parlato con Luana del brano e mi ha svelato quanto c’è dietro il nuovo lavoro dicendo:

«Mi è capitato spesso di pensare, soprattutto in passato, che essere troppo me stessa non andasse bene! Come se non mi sentissi all’altezza delle aspettative o di fantomatici canoni.
Ho fatto un lungo viaggio per arrivare ad un livello di scrittura totalmente sincero, per accettare le mie insicurezze, le mie fragilità e renderle il mio punto di forza.
Non voglio più omettere questo aspetto, voglio che chi mi ascolta lo sappia, e magari che si riconosca.
“Gita al mare” è l’inizio di questa mia micro-rivoluzione. Ho sempre fatto un genere di musica difficile per il pubblico italiano, ho pensato che tanto valeva farlo come piaceva a me, mostrando un aspetto delle donne molto diverso dal modo in cui ci raccontano o le donne stesse si raccontano.
Non volevo la storia di una donna cazzuta e con le palle, gli uomini hanno le palle, noi siamo molto più complesse. Abbiamo la dolcezza, l’intelligenza, l’eleganza, l’empatia, la gentilezza. Siamo madri, generiamo la vita, siamo responsabili dell’educazione della futura Michelle Obama o del prossimo Trump. Le donne hanno una responsabilità enorme nei confronti dell’umanità molto più degli uomini, nonostante siano ancora loro a guidare il mondo! Raccontare il falso mito della donna con le palle, vuol dire continuare a sminuire il nostro ruolo. Sono gli uomini che dovrebbero iniziare ad avere la vagina.
La protagonista di “Gita al mare” è tutto questo. È fragile, dolce, innamorata, forse delusa, forse ferita, ma è anche forte e indipendente. Non ha paura della solitudine e non si piange addosso. C’è una donna diversa dietro questo pezzo, una donna che forse ancora nessuno aveva raccontato»

Il brano e il video sono le facce di una stessa medaglia, sono due parti complementari come avrebbero dovuto essere i soggetti della storia. Da un lato abbiamo una canzone soul con delle tonalità calde che accompagnano l’ascoltatore su di una musica coinvolgente, dall’altro abbiamo un video che si interseca in maniera attenta e precisa con le parole del testo richiamando alcune caratteristiche degli anni ’80, da sempre presenti nel background dell’artista, grazie all’outfit e alla fotografia di talune scene. È un progetto interessante e melodico uscito in estate, ma fuori dai canoni delle hit estive che merita di guadagnarsi ascolti su ascolti in vista di “Vertigini”.

Donato Cerone
Donato Cerone
Lucano dal mezzo sangue pugliese (un po' come nel film di Harry Potter, ma senza il principe). Mi occupo di comunicazione digitale, amo l'economia di azienda e ogni forma organizzativa. Mi piacciono le parole, ancor di più se sono incasellate tra gli schemi metrici e le melodie su quattro quarti del rap, quelle della musica rock o del cantautorato. Sono appassionato di supereroi, come quelli dei fumetti che hanno spazio su grande schermo e serie tv, ma nella vita vera preferisco gli sfigati.

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