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Il rapper Gixo torna dopo 8 anni e pubblica il singolo “Tempo al tempo”

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Tempo al tempo” è il nuovo singolo del rapper pugliese Gixo, che ha deciso proprio con questo pezzo di tornare a fare musica dopo ben 8 anni di silenzio. Non è un caso che questo brano parli del tempo, infatti è proprio di come è passato il tempo che l’ha tenuto lontano dalle scene che Gixo vuole parlare nelle rime che compongono questa canzone.

L’altro aspetto che mi ha colpito di Gixo e di questo brano è la costruzione del tutto particolare, infatti le parti rappate sono molto energiche, quasi uno sfogo verso il tempo e il suo incedere. Invece la parte cantata ha un atmosfera più soft, come se Gixo volesse provare a “capire” il tempo, infatti dice “diamo senso al tempo, diamo Tempo al tempo“.

In realtà il rapporto di Gixo con il tempo è molto più complesso e lo potrete capire leggendo le prossime righe nelle quali ha risposto a qualche nostra domanda.

Ciao Gixo, nella prima parte del tuo nuovo singolo “Tempo al tempo” ti rivolgi direttamente proprio al “tempo” come se fosse una persona… come mai questa idea? Dicci quanto ritieni importante il tempo.

Il tempo è relativo, su tutti gli aspetti. Credo sia la cosa che, più di ogni altra, possa assumere
forme, durata, condizioni e punti di vista in ognuno di noi.
Il tempo può essere amico, nemico, neutrale. Può offrirci delle esperienza positive, come può
distruggerci.
Mi rivolgo al tempo come se fosse una persona perché sento su me stesso questo suo
cambiamento continuo, questa mutazione che mi cambia senza esclusione di colpi.
Dopo otto anni di inattività, a livello musicale, non potevo evitare di parlare del tempo.
Mi ha spesso ingabbiato, con l’aiuto delle indecisioni, della paura del futuro e dei pensieri negativi legati al passato.
Ritengo, quindi, di avere un rapporto così personale da affrontarlo come se fosse una persona.

Questa canzone suona un pò come uno sfogo da parte tua, è corretto? Ma quali sono le motivazioni di questo sfogo?

Parlo al tempo cercando di combatterlo, soprattutto quando crea momenti brutti, sia personali, sia storici.
Il tempo ci cambia e/o ci mette “in gabbia”; cambia il nostro corpo, la nostra mente, le nostre relazioni. Insomma: il tempo gioca sempre, con noi!
Mi rendo conto che non sia possibile vincere il suo “scorrere”. Mi piace parlare con lui, sfogarmi per gli sbagli che commette attraverso il “caso”, oppure quando mi aiuta a portare a termine i miei obiettivi.
A volte sembra che il tempo non abbia nessun effetto, su di me. Quest’ultimo è capace di
trasmettere così tanta confusione, da portarti a un processo di autodeterminazione in cui, su alcuni aspetti, senti che tu stia invecchiando, mentre su altri no.
In questo periodo i miei sfoghi nei suoi confronti fanno riferimento alle ingiustizie sociali di ogni
tipo, non solo quelle in merito alle guerre che colpiscono il mondo intero.

Questo singolo arriva dopo un lungo periodo di assenza dalla scena musicale, cosa ti ha spinto a tornare al microfono?

Il tempo ha voluto che mi fermassi per un bel po’, evidentemente per iniziare un percorso di crescita musicale e umana.
Ho fatto tanti errori, come ogni essere umano di questo mondo.
La mia voglia di tornare a fare musica deriva dall’aver raggiunto una consapevolezza personale, e ovviamente dalla voglia di far ascoltare alla gente quello che ho da dire.
Il tempo ha voluto anche che incontrassi le persone giuste che, nel bene o nel male, mi hanno aiutato ad iniziare di nuovo quest’avventura. Credo che la relazione e la comunicazione con gli altri sia sempre stimolante e utile per imparare cose nuove da poter comunicare, in qualche modo.

La musica è uno dei migliori strumenti di comunicazione; siccome mi piace tanto comunicare con le persone (ma anche con gli altri esseri viventi), ho sempre aspettato, con la giusta dose di ansia, il momento giusto per poter tornare.
ho dato “Tempo al tempo”.

Vieni da San Nicandro Garganico in provincia di Foggia, parlaci dell’ambiente in cui sei cresciuto, rapportato alla tua voglia di fare musica ed emergere grazie ad essa… Quanto può influenzare il
posto in cui si vive il percorso musicale di un artista?

Oh, il posto in cui si vive influenza tutto il percorso musicale di un artista.
Fortunatamente, quando iniziai il mio percorso musicale e di conoscenza della subcultura hiphop, il web aveva già un impatto importante sull’informazione e sulla conoscenza personale.
Quando iniziai ufficialmente a mostrarmi al pubblico, nel 2010, San Nicandro Garganico non aveva un ambiente hip hop e musicale, in generale. Per cui, soprattutto nel periodo relativo all’uscita dei singoli e dell’album con i 71015, siamo stati la “novità” del territorio, pur facendo cose che in realtà non avevano nulla di nuovo.
Sicuramente, invece, il posto da cui provengo, con tutte le difficoltà sociali che ha, è stato di
ispirazione per la mia scrittura e per il mio modo di pormi, pur essendo cambiato con lo scorrere del tempo.

Sei un educatore socio pedagogico e uno studente di psicologia, sarebbe interessante capire quanto questo tuo percorso professionale e di studi entri in gioco quando devi scrivere un testo.

Credo che il lavoro che faccio e il percorso di studi su cui mi sto specializzando siano ormai il fulcro e la motivazione principale per cui faccio scrivo testi e faccio musica.
Sono un amante delle comunicazione efficace, in tutte le sue sfaccettature. Il mio lavoro da
educatore mi permette di migliorare sempre di più nella comunicazione, nel rapportarmi alle
persone e nel capire, soprattutto, che ognuno di noi ha una storia, e che sarebbe bello raccontarla.
Anche il mio percorso di studi magistrali in psicologia mi sta aiutando.
Devo tanto alle discipline scientifiche ed umanistiche, in generale.
Devo tanto anche al mio interesse, iniziato nel 2014, all’attivismo per i diritti umani e degli altri animali.
Ho sempre immaginato la canzone “Tempo al tempo” (con tutti i suoi riferimenti culturali, che tra l’altro ognuno può interpretare a modo suo) come un momento di confronto tra due persone, in cui è presente in modo palese l’angoscia per il passato e la paura per il futuro, cosa che viene rappresentata attraverso il doppio schermo, all’interno del videoclip.
“Tempo al tempo” è un inno al “qui e ora” (Hic et nunc), una visione di vita che riprende il famoso “Carpe diem” di Orazio, fino ad arrivare alle attuali tecniche educative e psicologiche di “mindfulness”. Il qui e ora significa ricordare il passato, aspettare il futuro, ma vivere a pieno il presente.
Il mio percorso di formazione continua mi permette di avere bene in mente cosa scrivere.

Sempre partendo dai tuoi studi, quale pensi sia il male della società di oggi? Perché sono
convinto che un male ci sia… Cosa secondo te sta rovinando i rapporti tra le persone?

Credo, personalmente che il tempo mi possa dare delle risposte, seppur personali, a questa
domanda.
In base alla mia esperienza da rapper, senza entrare troppo nei dettagli, sono consapevole che c’è una mancanza di contenuti nei testi della maggior parte delle canzoni; questo credo sia lo specchio dei valori della società. Il rapper potrebbe comunicare tantissime cose, in ogni ambito.
Parlando da educatore e da futuro psicologo, credo che la mancanza di gentilezza ed empatia sia la cosa che più di tutte stia rovinando i rapporti interpersonali.
Parlando da attivista, infine, credo che la parola chiave sia “intolleranza“, nei confronti della
diversità sociale e individuale, in ogni ambito.
Attraverso la musica vorrei comunicare una “pedagogia degli oppressi”, dar voce a tutte le
sofferenze personali e sociali, di ogni grandezza.
L’esperienza che più mi ha formato e che mi ha permesso di ritornare a scrivere per gli oppressi è stata il viaggio nei Territori Occupati della Palestina.
Ci tenevo a ringraziare ogni persona che ho conosciuto durante questo viaggio che, attraverso la sua sofferenza, mi ha insegnato tanto!

sono consapevole che c’è una mancanza di contenuti nei testi della maggior parte delle canzoni. questo credo sia lo specchio dei valori della società.

Adesso che sei tornato quali progetti hai per il futuro?

All’inizio non avevo un progetto chiaro del mio futuro. La mia unica intenzione era quella di
ritornare con un nuovo singolo che potesse darmi la spinta e la motivazione per continuare il mio percorso musicale.
Ora, grazie anche a diversi amici/collaboratori, abbiamo una chiara idea di come lavorare.
Sto già lavorando ai nuovi singoli e all’album, un progetto bello, elettrizzante e molto, ma molto, particolare.
Per adesso, però, sto pensando a spingere il più possibile “Tempo al tempo“.

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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