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Blan1 riflette sulla pandemia e pubblica il nuovo album “Anni ’20”

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Il periodo di pandemia ha sicuramente avuto molteplici effetti sugli artisti e lo abbiamo potuto constatare nelle varie interviste realizzate negli ultimi due anni.

Per Blan1, rapper e producer proveniente da Lecco di cui abbiamo già parlato in occasione dell’ultimo album “Martire felice”, questo periodo ha avuto un impatto davvero importante che si percepisce chiaramente nel suo nuovo lavoro “Anni 20”.

Dire che si tratti di un concept album incentrato sulla pandemia probabilmente risulterebbe eccessivo, ma sicuramente in diversi brani questo argomento viene affrontato di petto e il rapper lecchese non si fa problemi a confessare la propria situazione di disagio di fronte alle restrizioni dovute al Covid 19. Disagio dovuto, oltre alle difficoltà nelle interazioi personali, anche ai problemi lavorativi, che un pò tutti abbiamo vissuto sulla nostra pelle.

Assembramenti e congiunti” è il brano dove probabilmente questa insofferenza viene esternata maggiormente, ma anche pezzi come “Libertà di movimento” e “Vuoto” (pezzo in cui ho avuto il piacere di partecipare) sono veri e propri sfoghi dettati da un periodo di clausura forzata che sicuramente bene non ha fatto al morale, ma ha ispirato testi sinceri e schietti come questi.

C’è po la tracklist “Anni 20” che fa un pò da anthem a tutto il progetto ed è un pò il resoconto di tutta la storia vissuta in prima persona da Blan dai tempi dell’adolescenza fino ad arrivare, appunto, agli anni ’20 che stiamo vivendo adesso.

Non mancano ovviamente i momenti di cazzeggio come ad esempio nel pezzo “LC street veterans” o “Amazzoni parte 2” che vanno a stemperare un pò la tensione, o anche “Explicit” che è anche uno dei miei pezzi preferiti dell’album insieme a “Nel teatro dell’assurdo” brano in cui vengono elencate alcune “assurdità” che fanno parte della nostra società.

Insomma, “Anni 20” non si può definire un album allegro ma è sicuramente un album vero. E’ un resoconto di quello che abbiamo passato negli ultimi due anni (e non c’è niente di allegro) visto dalla prospettiva di un 33enne che l’ha vissuto sulla propria pelle assorbendo le energie (positive e negative) che tutta questa situazione gli ha provocato, e le ha messe dentro un album.

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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