È sempre bello. È sempre bello scoprire che Coez ha pubblicato un nuovo disco alle porte dell’estate. È sempre bello realizzare che le tue scarse chance di scopare hanno così ricevuto un boost del 300% e che, considerato che partivi da un -400% forse un bacio a stampo lo portiamo a casa. È sempre bello sapere che questa estate in radio, in mezzo alle varie “bailando” e cantanti babbi italiani che provano a fare la versione 6.0 di Danza Kuduro, ci sarà spazio per della bella musica. 

Silvano è uno degli artisti a cui abbiamo voluto più bene nel tempo. Siamo stati contenti di accompagnarlo in questo viaggio che lo ha portato dopo anni di musica sempre bellissima, a raggiungere quello che si è sempre meritato. Sin da quel “Non erano fiori” che continua ad essere uno dei miei dischi italiani preferiti all time. 

Ricordo ancora quando l’ho intervistato per la prima volta circa due anni fa, prima della sua data estiva al Carroponte. Non vivendo in Italia era stata per me quella la prima occasione per rendermi conto di come la sua musica fosse finalmente esplosa, arrivando a raggiungere il livello di popolarità che nella mia autoradio aveva raggiunto molto prima. 

Ora un bivio si pone davanti a me. Potrei continuare a scrivere questo articolo dilungandomi su come il disco sia bello, su come Coez sia riuscito nell’ardua impresa di non far sentire l’ansia da prestazione che inevitabilmente deve averlo accompagnato (specie dopo il successo stordente di “Faccio un casino”), o potrei forse raccontarvi come camminare lungo il Tamigi con “Fuori di Me” nelle cuffie sia stato il migliore antidepressivo per una giornata di merda. Oppure… potrei buttarla in caciara. Sacrificandomi per tutti quei teneroni che aspettavano il nuovo disco del Coez per accrescere il proprio arsenale di canzoni “strappamutanda” con cui partire all’assalto della propria anima gemella, o presunta tale.    

Ragazzi, come dirvelo… Io scrivo per Hano, mica per Repubblica e parafrasando Al Pacino in Profumo di Donna “due strade si sono aperte davanti a me e io ho sempre scelto la più facile”, quindi eccoci qui a cercare di capire come i freschi versi dell’Albanese (all’anagrafe Silvano Albanese) più amato dagli italiani possa farvi portare a casa l’agognato limone ad occhi chiusi con la ragazza con cui finirete inevitabilmente per innamorarvi nelle vostre vacanze in giro per il mondo. Poco importa che sia sposata, poco importa che le vostre speranze di successo siano le stesse di Anastasio di cantare alla Festa dell’Unità. Con Silvano al vostro fianco tutto e possibile e, se proprio dobbiamo perdere, lo faremo in grande stile. 

Mal Di Gola

Limone Minestra Riscaldata: Voto 7

Ideale per ripartire alla carica di un vecchio amore finito male. L’andamento lento e malinconico del pezzo contribuisce a creare una sorta di buco spazio temporale che dovrebbe aiutare la fanciulla a dimenticare i 346 motivi per cui mettervi assieme era stato l’errore più grande della vostra vita. 

Munizioni: 

“…è vero ci si voleva bene da togliere il fiato…ho una foto in cui stai bene senza di me…”

È sempre bello

Limone della Speranza: Voto 7

Quasi antitetica alla canzone precedente “È sempre bello”, brano che dà il titolo al disco, è un brano da primo limone, probabilmente da amorazzo estivo, di quelli cresciuti tra un ombrellone e una Pina Colada e che un giorno finiranno assieme al braccialetto dell’open bar. La canzone è talmente bella che la ragazza non dovrebbe rendersi conto che il fatto che tu beva Pina Colada dice forse anche troppo sulla tua sessualità. 

“…è bello se rimandi un po’ quando stai per venire, Ha un fascino più forte tutto ciò che può finire…”

“…E tu che abbassi gli occhi quando dico che sei sempre più bella…” 

Catene

Limone Occasionale: Voto 6.5

Pezzo da 90 se provate a vendervi con le ragazze come “belloccio maledetto”. Di quelli che hanno sempre fatto il cazzo che gli pare ma che PROPRIO A STO GIRO E PROPRIO PER LEI avete deciso di mettere la testa apposto. Probabilmente non sarà abbastanza per farvi stare assieme ma un Limone con herpes incorporato non si rifiuta mai. 

“…Mi serve un elastico, sì per tenermi insieme… Ci serve un elastico, sì per tenerci insieme…” 

Domenica

Limone da grande amore: Voto 8

Alcuni fortunati hanno il gran culo di non dover andare a caccia di niente e di nessuno. Facile, hanno già al proprio fianco la compagna della vita. Questa è la canzone giusta per dirle che, nonostante i grandi cazzi che la vita ci presenza a cadenza settimanale, sarebbe bello che fosse sempre una Domenica da passare insieme… Serie A permettendo. 

“…E’ come se fossimo bambini, come se fossimo destini che si corrono accanto con le mani nel vento…” 

Fuori di Me

Limone rabbioso a mulinello: Voto 9 

Forse la canzone che più prediligo nel disco. La suggerisco per un super limone da grandi occasioni in seguito a litigata epocale dopo che lei ha scoperto che sei andato avanti di due episodi del Trono di Spade senza aspettarla. Chiarificatrice. 

“…Ho pensato a quanto siamo piccoli anche visti da vicini, e se le stelle sono sole penso a quanto siamo soli noi…”

La tua canzone

Limone d’addio: Voto 7

Certo, il titolo sicuramente fa tre quarti del lavoro, un po’ come “Your Song” di Elthon John che è la perfetta traduzione. In realtà ci sembra una canzone da tirare fuori nei colpi di coda di una relazione, una sorta di goal della bandiera di una partita che è probabilmente già finita da tempo. Triste ma bella. 

“…Sai, le canzoni non vanno mai via. Questa è la tua, sara sempre qua per quando la vorrai. Per quanto mi odierai…” 

Gratis

Limone da primo appuntamento: Voto 6.5

Qui è nuovamente l’entusiasmo a farla da padrone e, a giudicare dai primi versi e da quel “vedi che c’è da bere gratis”, ci piace immaginare che si tratti di due che si sono incontrati ad un open bar marcio del Fuorisalone. Di quegli incontri casuali in cui devi avere una capacità di saperti vendere che a confronto Jordan Belfort nel Lupo di Wall Street era il nipote scarso del Baffo Roberto da Crema. 

“…E com’è che ogni nuvola che vedo sembra il tuo cuscino? Ci voglio fare un giro…”

Ninna Nanna

Limone introspettivo: Voto 6

In questi tempi di amore social è importante sempre ricordare che la condivisione di determinate canzoni al momento giusto, è parte fondamentale di una perfetta strategia vincente. Vi consigliamo di conservare i versi di questa canzone per quei momenti in cui dovete cercare di convincerla subdolamente che sotto sotto siete un tenerone deluso dall’amore. Una sorta di lavaggio del cervello subdolo che, se riuscito, dovrebbe farle credere che voi in discoteca cercavate l’anima gemella e che quella sera non eravate disposti a pomiciare anche con la macchinetta dei preservativi al cesso.

“…Dottore: Come va? Dico: Tutto bene. Ma io qui non ci sto bene. No, non ci sto bene più…”

Vai con Dio

Limone della Fede: Voto 10

Mossa strategica definitiva. Al Coez mancava solamente una canzone con cui persuadere le giovani fanciulle di Famiglia Cristiana. Era ora che ci fornisse delle munizioni per provare l’assalto al castello inespugnabile del “preferisco aspettare”. Grazie Silvano. Grazie. 

“…Oh, vai con Dio… Oh, Vengo anche Io…”

Aeroplani

Limone da tradimento: Voto 7

Lo so, la legge di Murphy impone che la tipa di cui vi innamorate in vacanza sia 10 volte su 8 fidanzatissima. Questa è la vostra occasione per dirle di lasciarsi andare, che si vive una volta sola e che nella vita si soffre abbastanza nei sedili stretti di Ryanair per potersi perdere i piaceri della vita. 

“…Apri le mani come quando giocavamo a fare gli aereoplani…”

E tu cosa aspetti a scriverle il tuo primo post sponsorizzato da Coez? Io mi sono già portato avanti!

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Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra, frequenta un Master in Digital Journalism e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo. ALTRE COLLABORAZIONI: Rolling Stone, Noisey, Il Milanese Imbruttito