Vi ho già parlato del “Castello di Zak” in queste pagine, guidandovi nella bellissima giornata trascorsa al suo interno ormai diversi anni fa insieme al padrone di casa Zak (al secolo Jemai Zakaria) che ci ha introdotto nel suo mondo e in quello del “Castello”

Ebbene, il fotografo milanese dedito ai graffiti, Giovanni Candida (già autore della pagina Facebook Walls of Milano), ha deciso di condividere la sua testimonianza riguardante questo magico posto, attraverso il libro “La fabbrica della Street Art“.

Il libro è disponibile in rete anche su Amazon a questo link.
Ecco cosa ci ha raccontato Giovanni a proposito del libro e della sua esperienza.

Come hai scoperto “La fabbrica della Street art” e come sei entrato in contatto col “padrone di casa”?

La fabbrica si vede dalla tangenziale prima dell’uscita di Cormano, ci passavo davanti ogni sera tornando a casa ed era impossibile non notarla mentre si andava coprendo sempre più di enormi lavori di streetart. Incuriosito dal luogo, nel 2014 provai a girarci attorno senza tuttavia trovare un’entrata. Una volta, però, passando di lì vidi un lavoro di Tenia: lo chiamai e gli ho chiesi di poterci entrare. Tenia mi disse che conosceva la persona che ci abitava e mi diede il numero di Zak. Quando andai a visitare il Castello la prima volta c’erano “solo” i lavori di Tenia, Canemorto e Tilf ma nel giro di qualche anno questo spazio industriale si è trasformato in un museo di Street art aperto a tutti e sempre più famoso.

Zak viene da una agiata famiglia di Tunisi che i casi della vita hanno portato a fare la scelta di vivere in questo luogo marginale. Zak è un personaggio il cui racconto di vita è avvincente, affascinante anche nella sua vita quotidiana; frequentandolo, ho capito che Zak è una persona di grande cultura, cita i classici, è un poeta come la tradizione araba vuole, parla diverse lingue, tra cui diversi dialetti arabi.

Ed è grazie alla sua grande volontà e grande spirito che un luogo abbandonato, una volta una discarica, si è trasformato in un museo della streetart conosciuto in tutto il mondo e casa di decine di giovani artisti.

Perchè la decisione di dedicargli un libro?

La decisione è stata presa insieme all’editore Meltemi che conosceva anche lui Zak e il “Castello”. Ci siamo subito trovati d’accordo a raccontare questa storia fantastica illustrata dalle fotografie che io ho scattato in questi ultimi 5 anni. Il racconto è stato poi arricchito dai contributi di Moni Ovadia, Ghali (che al castello ha girato i video di alcune sue canzoni), di Claudia Zanella (giornalista), Tatiana Ciocca (ex sindaca di Cormano) e dei genitori di Niko un ragazzo autistico che al castello, con Zak, ha trovato un luogo dove, grazie alla pittura, riesce ad esprimersi liberamente.

Quale sorte pensi tocchi ora alla fabbrica?

Il castello è in mano ad un curatore fallimentare e di tanto in tanto viene messo all’asta. Non sappiamo che fine farà se verrà venduto. Stiamo cercando di ottenere una tutela dalle belle arti per proteggere questo spazio magico con tutte le sue opere e le sue storie.