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Come fare un buon video rap? Dietro le quinte di “Battlefield” della Rockwilderz Entertainment

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Nell’immaginario di tutti il video di un pezzo rap è quello farcito di belle donne seminude che sculettano a bordo piscina ed un rapper che solitamente fuma un sigaro cubano sventolando banconote in aria…

E in effetti non è neanche tanto male come contesto, ma stereotipi a parte, con questo articolo vogliamo andare a capire che tipo di lavoro c’è dietro alla realizzazione di un video rap di alta qualità.

Per farlo abbiamo chiesto a Puro aka Soultrain della Rockwilderz Entertainment, un etichetta con sede a Londra ma che si occupa di rap italiano. Guardando i video dei loro artisti, pubblicati su Youtube mi ha colpito subito la qualità delle scene, oltre che ovviamente la musica che deve essere sempre in primo piano.

Parliamo in particolare del video del pezzo “Battlefield” in cui i protagnonisti sono proiettati appunto in un campo di battaglia, equipaggiati di tutto punto proprio come dei soldati.

Ciao Puro: da dove si parte per realizzare un video di qualità come “Battlefield”?

Innanzitutto da un “topic“. Questo è un pezzo che non parla di guerra, ma che ha il campo di battaglia come tema centrale, metafora che rappresenta spesso il Rap game. Quindi abbiamo cercato in tutto e per tutto di ricreare un’ ambientazione credibile, aiutando anche con il vestiario che fa molto la differenza.

Quali sono i costi per realizzare un video come quello di Battlefield?

In realtà tutto dipende dalle skills organizzative, se si vuole stare tranquilli e fare tutto con calma senza intoppi, si possono spendere anche 10.000 euro per un video del genere se si pensa al numero di comparse, la location, i costumi ecc… Questo però è decisamente lontano dalla nostra portata. Noi abbiamo fatto leva sul fatto che con il covid non si potessero fare i “soft air“, riuscendo ad avere il posto tutto per noi per una giornata senza troppi sforzi economici e con lo stesso principio abbiamo tirato in ballo un team che pratica questa attività, che ormai fermo da mesi non vedeva l’ ora di “sgranchire” le armi. Il risultato è quello che vedete, “attori” che sanno quel che fanno e una location che calza a pennello.

Quanto tempo ci si impiega per fare un video del genere?

Come spiegavo poco fa, il tutto ruota attorno alle doti organizzative. Noi iniziammo a girare intorno alle 11.00 e terminammo intorno alle 18.00 con una pausa pranzo nel mezzo. Eravamo però già pronti con i cambi e le scene erano già state ponderate dal Videomaker. Ci siamo divertiti quel giorno.

Per fare un video di qualità bisogna ingaggiare degli attori veri e propri?

Sicuramente è il metodo più semplice e più azzeccato. Però chi non ha almeno un paio di amici che hanno nel sangue l’ interpretazione o che non sono affatto a disagio davanti alla camera?? Nei music video tra l’ altro non dovendo parlare il tutto si semplifica all’ espressione facciale e del corpo. Poi quando c’ è un qualcosa di talmente particolare, come succede nel cinema, spesso si preferisce affidarsi agli esperti del settore e i soldati di questo team di soft air rendono l’ idea alla perfezione.

Voi avete fatto tutto in casa Rockwilderz o vi siete affidati ad un agenzia apposita?

Tutto da noi come per ogni video. Buttiamo giù il concept, valutiamo le location, decidiamo il vestiario sul quale puntiamo molto per l’ idea dell’ immagine  che deve rispecchiare il nostro stile musicale, e ci siamo. Oltre a questo il nostro video maker Philip della Travel Media Ink è il nostro punto di riferimento.

Di chi è stata l’idea di trasformarvi tutti in soldati?

Beh diciamo che  una volta aver deciso con Cypha Killa di che si trattava il pezzo, il featuring, il beat, automaticamente ci siamo detti “di questo brano bisogna assolutamente realizzare il video a tema” e così è stato.
Oyoshe nella prima strofa che introduce l’ argomento, purtroppo non è potuto essere a Londra per le riprese, Trizzy Track al beat, producer statunitense che ha prodotto nomi del calibro di Cam’ Ron. Tutto era di qualità, non potevamo che mantenere alto il livello.

Pubblicare un video quali benefici porta in pratica ad un pezzo rap?

Un video porta sempre benefici perché l’ impatto che ha è sicuramente più forte. il video ti tiene incollato allo schermo e fa scorrere il pezzo dando forza alle parole. In più nel nostro caso è importante per l’ entertainment che vogliamo portare col nostro progetto Rockwilderz.

E’ necessario secondo te fare un video che segua l’argomento della canzone o (come capita sempre più spesso) il video può distaccarsi completamente dal significato del pezzo diventando così una vera e propria opera a sé?

Non necessariamente, può aiutare ma non per forza. In tanti video si cerca anzi l’ astrattismo più assoluto, creando un concept magari in studio che a primo impatto non ha nulla a che vedere col testo, ma che magari ha un significato nascosto. Un video è comunque una rappresentazione artistica, alle volte diretta e mirata, delle altre più profonda o magari velata.

Consigli a chi vuole fare un video di un suo pezzo rap e non sa da dove cominciare?

Primo consiglio è cercare sempre di guardare molti video e soprattutto oltre le semplici immagini, i dettagli fanno la differenza così come nei film. Io alcuni videoclip li conosco a memoria, perchè rivisti mille volte per carpire il significato. Nel momento in cui ci si trova in prima persona a dover farne uno, il bagaglio personale può aiutare molto. Altro consiglio è non dover realizzare per forza street video, ce ne sono milioni. E’ giusto farli e li abbiamo fatti tutti, ma fare uno sforzo e creare qualcosa di più particolare non fa mai male.

Rockwilderz Entertainment

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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