Per gli stolti che non se ne fossero accorti, Elettra Lamborghini, regina dei reality e primo caso mondiale di pelle leopardata, ha fatto una “canzone”. “Stigrancazzi”, per usare un espressione celebre nel mondo del giornalismo internazionale, ma non è questo il punto. L’ho fatta pure io una canzone (e molto meno ascoltata) senza avere ne il culo booty ne le Lamborghini, figuriamoci se non può farla lei. Ma andiamo con ordine.
Il primo episodio di questa saga, mi raccomando la lettera a, comincia qualche settimana fa quando l’esuberante Elettra è stata ospite di Alessandro Cattelan ad EPCC (menzione speciale per il buon Ale che è riuscito a trasformare un’intervista di 15 minuti sul nulla in qualcosa di divertente e gradevole: maestro).
L’intervista, grazie alle neanche tanto sottili prese per il culo del conduttore, ha raggiunto vette di comicità inattese. Da “quel libro era una palla atomica” riferito a sua santità il Dalai Lama, passando per “a me il latte di soia fermenta e mi ubriaco” (la comunità scientifica è tutt’ora al lavoro per capirne le dinamiche), a quella che, ai fini della nostra storia, è stata la rivelazione più sconcertante di tutta l’ospitata: “A me mi vedi provocante, ma sono una suora. Un pò figa di legno. A me piacciono i ragazzi di una volta, perchè anche io sono vecchio stampo”. Lo sguardo laconico e un pò spento di Cattelan che risponde con “Si vede”, è già storia della televisione.
Io, che ho la colpa di essere troppo diffidente, alla frase “sono una suora” ho alzato le sopracciglia talmente tanto che sulla fronte si è creato un turbinio di rughe che se unite con un pennarello avrebbero rivelato la mappa per la fonte della giovinezza. Stupido che non sono altro, che non voglio credere che al giorno d’oggi una ragazza come Elettra non possa emozionarsi per quei piccoli gesti che da sempre fanno sobbalzare i cuori di queste giovani inguaribili romantiche: una lettera, un mazzo di fiori o un peluche. Sono andato a letto quella sera, dilaniato dai sensi di colpa per non essere stato in grado di darle un chance, fermandomi, per l’ennesima volta, a giudicare una persona dalle apparenze. Stupido Diego.
Seguendola sui social dai tempi di “Riccanza” (programma televisivo culto di MTV), non mi sono lasciato certo sfuggire come la pubblicazione del video di “Pem Pem” fosse dietro l’angolo e già fantasticavo su come la buona Lamborghini avrebbe visivamente dato sfogo a questa sua inattesa vena ecclesiastica e nostalgica dei bei tempi in cui i “giovanotti” ti aprivano la portiera della macchina. Mi chiedevo se “Pem Pem”, ad esempio, si riferisse al bussare alla porta di un angelo per suggerire a Miss. Leopardo la carriera ecclesiastica. Una versione 2.0 dell’arcangelo Gabriele. Ancora un paio di giorni e sapremo.
13 Febbraio 2018: Elettra Lamborghini pubblica il video di “Pem Pem”
Ci siamo. Con un giorno d’anticipo sulla festa degli innamorati, mi sintonizzo sul canale YouTube di Elettra sicuro che la sua passione per l’amore “vecchio stampo” emergerà inequivocabilmente.
Pochi secondi e capisco come il concetto di “suora” di Miss Lamborghini ricordi il concetto di onestà di Silvio Berlusconi e il concetto di sobrietà di Mario Balotelli.
Un turbinio di culi talmente serrato che si fa onestamente fatica a capire se sia un video di “Brazzers” o una clip musicale. Il testo poi, è un mix tra Pablo Neruda e una ragazza di Brescia che ho conosciuto in Spagna anni fa. Era convinta che il segreto per parlare bene lo spagnolo fosse aggiungere la s e muovere il culo. Francamente non mi sono sentito di darle torto.
Mi ci è voluto qualche minuto, ma in seguito ho poi scoperto come la miniera d’oro legata a questo video non fosse tanto la canzone in sé, quanto i commenti memorabili rilasciati da alcuni degli stilnovisti che si accampano sotto i video di Youtube. Niente potrà riassumere meglio di questo i pensieri legati a questa pagina indelebile della cinematografia contemporanea. Una sorta di rivisitazione porno de “all’ultimo respiro”.
“Facciamo un breve riepilogo: 40% segaioli, 35% convinti che siamo su Youporn, 20% sono qui per vedere i culi e un 5% solo per ascoltare la canzone.
Fracesca Cavallaro, Commento da Youtube
