Dopo aver realizzato produzioni per moltissimi artisti importanti della scena rap italiana, i 2nd Roof sono diventati uno dei nomi più “caldi” del panorama musicale urban e sono finalmente pronti a lanciare un progetto tutto loro: il primo album ufficiale che prende il nome di “Rooftop mixtape vol. 1”
A tal proposito abbiamo scambiato due chiacchiere per saperne qualcosa in più.
La prima cosa che balza subito all’occhio (o meglio all’orecchio) ascoltando il vostro album è la varietà di suoni che siete riusciti ad amalgamare…
E’ vero, le sonorità sono diverse, nell’album trovi beat dance con la cassa dritta, piuttosto che suoni “latin” ma diciamo che di base c’è sempre tanto rap. Noi siamo nati con questo genere, con la cosidetta “golden age” e nelle nostre produzioni lo senti. Poi ci piace tanto il rap europeo, soprattutto francese ed è per quello che il nostro sound ha questa attitudine un po’ internazionale che ci contraddistingue.
Come nasce un vostro pezzo? In genere realizzate un beat pensando già ad un determinato artista, o gli mandate un pò di beat tra quali scegliere?
Beh, direi entrambe le cose… Dipende anche dall’artista. Ci sono pezzi che partiamo a produrre perchè abbiamo già in mente chi vorremmo ci rappasse sopra e quindi cerchiamo di fare qualcosa adatto per le sue caratteristiche, in altri casi invece mandiamo i beat e poi scelgono loro. La differenza tra noi e gli altri producer è che noi produciamo davvero tanto… siamo iper produttivi e quindi a volte esageriamo!
Emis Killa ad esempio ci ha detto che solitamente dagli altri riceve 4/5 beat e quando noi gli mandiamo una cartella con dentro 50 beat (tutti fighi) va in sbattimento per scegliere..
Nel pezzo con J-Ax ad esempio abbiamo voluto ricostruire un po’ l’atmosfera del “Il cielo nella stanza”, il pezzo che abbiamo prodotto per Salmo e che ha avuto tanto successo. Anche in questo caso a cantare il ritornello c’è la bravissima cantante Nstasia.
Parlando di 2nd Roof non possiamo non parlare di Guè…
Guè è uno di quegli artisti con cui è nato un feeling particolare. Quando ha sentito la nostra roba la prima volta gli è piaciuta subito e abbiamo iniziato a collaborare. Nel suo caso possiamo davvero dire di costruire il beat un po’ come un abito su misura, e poi il bello di Guè è che lui partecipa al processo creativo, ci dà delle dritte, degli “aggiustamenti” per fare in modo che il lavoro esca in un determinato modo. E’così che si è costruito il suo stile ed è una cosa che differenzia un big da un altro artista. Per quanto riguarda gli emergenti invece solitamente sono interessati più che altro al fatto che nella tracklist compaia il nostro nome, perché dà prestigio al loro lavoro…
Sappiamo che state lavorando anche con producer emergenti…
Si, essendo noi producer ci piace l’idea di “scoprire” nuovi talenti in questo campo. Crediamo molto nella co-produzione, infatti alle tracce di “Rooftop mixtape” non abbiamo lavorato solo noi ma abbiamo coinvolto alcuni producer emergenti che stiamo spingendo molto. Ad esempio Foreigner che ha co-prodotto il pezzo con Emis Killa e Pyrex. E poi pensiamo che collaborare con altri sia importante perchè appunto, oltre a darti un parere “esterno” su quello che stai facendo ti possono dare quel contributo che perfeziona il lavoro.
Com’è andata la vostra quarantena?
La quarantena è stata per noi molto produttiva, perché in quel periodo numerosi artisti erano nei propri home studio e, dettati dalla reclusione forzata, hanno fatto molti provini su cui poi abbiamo lavorato. Oltretutto, per noi è stata ancora più stimolante, perché nel periodo del primo lockdown abbiamo iniziato a lavorare alla colonna sonora del film “Gully“, che ci ha portato a collaborare con artisti del calibro di Dua Lipa e Don Toliver.

