Bentornato Atto II è il nuovo capitolo del percorso musicale di EasyOne che arriva dopo la pubblicazione del primo atto uscito solo pochi mesi fa. Con questo ep il rapper calabrese conferma la sua forte attitudine hip hip e un attaccamento a questa cultura che lo accompagna ormai da tanti anni. Abbiamo realizzato questa intervista perchè era chiaro che con questo ritorno Easyone avesse molte cose da dire e ci ha accontentato raccontando quello che leggerete nelle prossime righe.

Ciao Bruno, partiamo dal titolo: perchè “Bentornato”? E perchè hai deciso di dividere il progetto in due fasi? Ci sarà un atto III?
E’ chiara l’impronta classica nella tua musica, in cosa ti senti legato al rap anni ’90 e cosa pensi dell’evoluzione che ha avuto questo genere musicale negli anni?
Parliamo della Calabria, la tua terra. Raccontaci di come è stato emergere, quanto sei legato ad essa e quali rapper provenienti dalla tua regione ti hanno ispirato?
Nel primo pezzo “Immortale” parli della cultura hip hop, in quale modo credi che tutti noi possiamo contribuire a rendere immortale la nostra tanto amata cultura?
I pesi massimi, i fan, i giornalisti, i promoter: ognuno fa la sua parte se supporta la qualità, se studia la storia di questa musica e se non la tratta semplicemente come una moda passeggera da spremere dal punto di vista commerciale. Finché ci sarà passione reale e condivisione, l’Hip Hop non morirà mai. In questo brano ho citato tante persone che non ci sono più e che per me rimarranno immortali. Non mi sognerei mai di dire che io sono un immortale, ma sicuramente per il tempo che ho a disposizione e i mezzi, più che immortale mi sento un eroe 😀
In “00 Rapper” vai un pò a stuzzicare la scena attuale, l’approcio che si ha adesso nei confronti del rap. Qual’è il tuo pensiero a riguardo?
In “00 Rapper” ho voluto togliermi qualche sassolino dalla scarpa, punzecchiando l’approccio superficiale che molti hanno oggi verso questa disciplina. Oggi sembra che per fare il rapper basti l’estetica, un bel profilo social e un beat di tendenza. Spesso manca lo studio, manca l’allenamento sulle rime, manca il background. Volevo sottolineare una grande prova di Samir che oltre ad aver cacciato una strofa incredibile ha fatto un beat chillamente a doc.
Personalmente ho apprezzato molto il feat con Maxi , che piano piano sta tornando a pubblicare nuova musica. Come l’hai convinto a partecipare al tuo disco?
Avere Maxi B nel disco è stato un onore immenso. È una colonna del rap in lingua italiana, un liricista straordinario. Come l’ho convinto? In realtà non c’è stato bisogno di grandi strategie: è bastata la musica.
Gli ho proposto il pezzo, ha sentito il beat e l’idea che c’era dietro, e ha subito risposto positivamente. Quando c’è stima reciproca e la base spacca, le cose nascono in modo estremamente naturale del resto come è successo anche con Jack the Smoker nella prima parte del disco o Drimer e Terron Fabio dei Sud Sound System collabo di cui vado fiero. Il fatto che Maxi stia tornando a pubblicare con costanza è un bene per tutta la scena, ha ancora tantissimo da dire.
Da registrare anche una grande prova di Lexotan che ha dato forma e sostanza a due brani fondamentali dell’album: Bentornato e Se cercavi il blu.
Parlando delle produzioni, con chi hai lavorato e come sei riuscito ad ottenere il suono che volevi per questo album?
Parlaci della collaborazione con BM Records e di quanto ritieni sia importante avere alle spalle una realtà che ti supporta in tutti gli aspetti che riguardano la pubblicazione di un disco.
La collaborazione con BM Records è stata fondamentale ma chiaramente nasce da una collaborazione a sua volta nata prima con i ragazzi di Reset Lab e di Enrico Pellegrini che ha dato e continua a dare un valore immenso a miei progetti artistici sotto il punto di vista della comunicazione e creatività oltre che una fotta infinita. Oggi fare musica da indipendenti assoluti è un lavoro titanico; avere alle spalle una struttura, un team di professionisti che crede nella tua visione e ti supporta in tutte le fasi extra-musicali è lusso e io me lo tengo stretto.
In conclusione parlaci della tua contaminazione con la musica reggae, quanto ritieni che questo genere sia legato all’hip hop? In quale “versione” riesci a esprimerti al meglio?

