Trovo sia una cosa molto “hip hop” quando un rapper parla tanto della sua città in un album, quasi da farti immergere nelle sue strade, nei suoi quartieri, un pò come i Dogo (con Milano) o i Colle Der Fomento (con Roma) negli anni 2000 per intenderci.
E’ decisamente il caso anche del nuovo album di MRB dal titolo “Bandana“, un album che ci catapulta nella sua Milano, quella della vita di strada raccontata da chi l’ha vissuta davvero. Questa cosa di mettere in primo piano la propria città è andata un pò scemando negli anni ma anche questa se vogliamo è una caratteristica di “Bandana“: ci riporta indietro negli anni a quando il rap era solo questo, non c’erano classifiche da scalare o dischi d’oro da conquistare, dovevi solo dimostrare di spaccare con le rime.
Al centro del racconto di MRB c’è la società in cui viviamo oggi, con tutte le sue contraddizioni, difficoltà e fragilità. Tutto questo raccontato senza filtri, in modo diretto come solo il rap sa fare. Nonostante non sia stato costantemente presente sulla scena nel corso della sua carriera, il rapper milanese non rinuncia a rivendicare con forza l’appartenenza a questo mondo. Il legame con Milano e con la sua vita di tutti i giorni rimane fortissimo e il modo migliore per raccontarlo rimane quello delle rime su un beat.
In questo viaggio MRB è accompagnato dai suoi amici di sempre, già compagni nella crew Microfili (della quale aveva fatto parte anche Nerone) ma anche altri protagonisti della scena underground come ad esempio Giovane Feddini o Mattak. Lunghissima anche la lista di producer che hanno costruito il tappeto sonoro di Bandana: Fear, Tradez, Neezyboy, Biggie Paul, Fallen, Black Lions, Mugensoul, Slug, Seeno, Jergo.
