Senza Ghiaccio: quattro chiacchiere a Trastevere con Ugo Borghetti e Asp126
Senza Ghiaccio: quattro chiacchiere a Trastevere con Ugo Borghetti e Asp126

Piazza San Calisto, Trastevere, Bar Perù, il Liceo Virgilio. Quante volte nelle canzoni della Lovegang 126 abbiamo sentito citare questi luoghi? Tante, forse quasi in tutte, perché l’influenza della città di Roma la si sente forte all’interno dei loro pezzi. E questa capacità di tirare dentro anche chi questi posti non li vive davvero, è, probabilmente, uno dei loro tanti punti di forza. E sarà per questo che quando mi viene proposto di intervistare Asp e Ugo Borghetti, il primo uno dei fondatori della gang, l’altro uno degli ultimi entrati, non mi viene in mente nient’altro che farla in uno dei loro punti di ritrovo. L’appuntamento è al Bar San Calisto e mentre calco con la macchina i sampietrini, le note e i pezzi contenuti nel loro disco ‘Senza Ghiaccio’ mi accompagnano per tutto il tragitto.

Ugo fa ritardo, intanto io e Asp ci beviamo una birra. Io Heineken, lui Peroni, ognuno per rispettare la propria tradizione. Fra una chiacchiera e l’altra scopriamo di essere coetanei, di ascoltare la stessa roba e, pure, di avere qualche amicizia in comune. Questo ci aiuta a sciogliere il ghiaccio “mi sei stato subito simpatico, se no ‘st’intervista non la facevamo!” mi confesserà in seguito.

All’arrivo di Ugo Borghetti ci spostiamo, lì al bar c’è parecchia gente ed è quasi difficile parlarsi. Ma va benissimo così: cominciamo a girare per Trastevere, i ragazzi della Lovegang passano le giornate in questo e in quel posto, conoscono tutti, si rispettano e sembra esserci grande amicizia fra i titolari dei locali e Asp e Ugo. “Senza di lui non sarebbe uscito questo disco”, ci dice Ugo riferendosi al proprietario di un negozio dove ci fermiamo a parlare. Tutto ciò mi fa capire quanto di quello che c’è nel loro disco sia veramente vissuto nel loro quotidiano.

Perché ‘Senza Ghiaccio’ è un lavoro forte, che sta in piedi da solo, col giusto numero di tracce, tanti spaccati su Roma, sulla loro vita privata, sul loro burrascoso passato e sul presente e sul loro prossimo futuro. Non è un caso che il brano di apertura ‘Gin Tonic‘, che incarna uno dei brani più chill del disco, contenga la frase speranzosa di Ugo Borghetti quale : “‘sti testi diventeranno soldi, prima o poi”.

Ugo Borghetti e Asp126
Ugo Borghetti e Asp126

Fra una sigaretta e l’altra, iniziamo l’intervista. Mi piacerebbe sapere dai due cosa è per loro la Lovegang, visto che abbiamo Asp, un membro storico e l’acquisto del “mercato di gennaio” Ugo. “Io la Lovegang la conoscevo da tanto – confessa Ugo – e come dice Asp, ci siamo trovati subito in sintonia, anche se sono l’ultimo entrato. Io con loro ho trovato l’oro, anche se non facevo parte della squadra, ero già sulla stessa lunghezza d’onda. Io, appena conosciuti, sentivo Ketama al telefono e gli cantavo la strofa di ‘Panta Rei’, un pezzo mai uscito, questo per farti capire la situazione. Ho trovato degli amici veri.“.

Perché Ugo confessa di essersi avvicinato a gente sbagliata, facendoci capire che la musica, per la Lovegang è lo step finale, prima c’è un’amicizia che li lega in maniera indissolubile. “Fin dall’inizio, – ci dice Asp – l’idea di fare le canzoni per noi era un modo di celebrare gli amici, poi per qualcuno è diventato un lavoro ma c’è molto altro prima.

Parliamo quindi di ‘Senza Ghiaccio’. I due sembrano diametralmente opposti nello stile di fare musica, eppure la squadra funziona. Come è nato il disco? Ugo però non capisce perché considerino il suo uno ‘spoken word’: “A me non sembra questo il mio stile, me lo hanno accollato, mi dà fastidio perché comunque qualcuno deve darti per forza un’etichetta, io invece vivo le mie canzoni come fossero il mio diario, lo spoken word sembra sia molto più recitato rispetto a quello che faccio io.” . Asp invece ci spiega la genesi di ‘Senza Ghiaccio’ : “Abbiamo fatto prima una canzone ‘LambrateGianicolo’ una traccia che è piaciuta tanto alla gente ma sopratutto a noi stessi, poi abbiamo fatto un altro pezzo…queste mantenevano comunque uno stesso filone e abbiamo pensato di fare un disco! C’è da dire che il Fettina, il nostro produttore, ci ha mandato cinquanta basi su cui poi abbiamo iniziato a lavorare. Da lì è nato tutto.”

Ugo e Asp però non hanno iniziato a duettare dal loro ultimo disco uscito, ne è passata di acqua sotto i ponti dal loro primo pezzo. E allora sono curioso di sapere cos’è rimasto di loro e cosa non, da ‘Tarallucci&Vino’ fino a ‘Senza Ghiaccio’. È Ugo a confessarsi per primo : “Io non riesco più a fare pezzi contenti, me lo hanno detto tutti. Non so se Asp se n’è accorto. Pure adesso abbiamo la parte due di Tarallucci&Vino, questo è uno spoiler che ti do in esclusiva! È un periodo mio personale in cui non riesco a scrivere cose molto chill, anche in ‘Ballantines’ l’ho fatto ma è stato un po’ forzato, non è stato così naturale come ho fatto magari in ‘Campare di Campari’ o altri pezzi.“. Asp invece mantiene ancora la sua linea : “Io la vivo ancora in maniera giocosa, mi diverto, mi interessa più di tutto fare un pezzo perché provo piacere nel farlo, non mi piace fare cose con delle scadenze. Questo sicuramente è rimasto uguale. Quello che è cambiato, prima ‘sta roba la facevo in maniera così naif, ora ho un minimo di attenzione al fatto che comunque arriva a più gente, quindi non posso farla solo perché mi piace o per farla sentire ai miei amici.“.

Inevitabilmente cominciamo a parlare di rap, Asp e Ugo disquisiscono sulle tecniche, sui flow, sul rap americano e allora mi inserisco chiedendogli quali sono gli artisti che li hanno influenzati maggiormente durante la loro vita o che anche semplicemente ascoltano molto spesso. C’è un ex aequo da entrambe le parti per considerare Noyz Narcos il rapper più forte dell’umanità e dell’universo. Asp appoggia anche Il Turco, Primo Brown e Dargen D’Amico fino a D’ Cuore, all’interno della scena italiana, in America invece primeggiano i Camp Lo (“questi li conoscono in pochi, mettili!“), Big L, Currency e Gucci Mane. Ugo è più attaccato alla scena underground romana come Muggetto, Chicoria, Supremo, Lino a cui si aggiungono Bobby Shmurda (“l’Ugo Borghetti americano!“), Eazy E e Schoolboy Q.

Ugo Borghetti e Asp126
Ugo Borghetti e Asp126

Fine dell’excursus, torniamo a loro. Chissà se dopo aver citato tutti questi rapper, i due intervistati si sentono anch’essi parte della scena rap italiana e romana. Tendono più che altro a precisare però che : “Noi non abbiamo mai rotto le palle a nessuno, facciamo la roba nostra e finisce là, tanto che è difficile anche volerci male. Noi non facciamo i coatti, non cerchiamo rogne o attenzioni in qualche maniera. Non abbiamo mai fatto i padroni nella scena, non crediamo in questo atteggiamento e non ci è mai interessato fare i criminali nella musica. Perché pensiamo che chi faccia il criminale non abbia bisogno di fare le canzoni.La risposta in coro di Ugo e Asp.

Dopo averci girato intorno, è il momento di saperne di più su ‘Senza Ghiaccio’. Entriamo quindi nel dettaglio della realizzazione dell’album. C’è Asp che ci confessa di scrivere a base fatta, mentre Ugo scrive anche prima di sentire la produzione e questo è facilmente capibile anche dallo stile diverso dei due artisti nell’affrontare il ritmo, il flow, la traccia. I pezzi, mi dicono, sono stati realizzati in giro, per strada, e registrati a casa del nonno di Asp, con un computer con il mouse rotto, con due canne e dieci Peroni in frigorifero.
A questo punto Asp si allontana per prendere una birra e Ugo è in vena di confessioni : “Ora posso dirtelo, questo disco senza di lui non sarebbe mai uscito. Io sono stato veramente male, lui è un santo, ha ingoiato tanta merda, mi è stato accanto, sia lui, sia Franchino…” Asp ha sgamato e sdrammatizza dicendo : “Sta a parla’ male de me, vero? Guarda che t’ho sentito!.

In ‘Notte Assurda’ Asp dice “ed essere tristi è curiosamente bello“. Io invece sono incuriosito dal mondo che apre questa frase. “Le emozioni sono sempre importanti e belle anche quando sono negative, anche la malinconia spacca. Magari puoi vederla anche come un qualcosa di brutto che hai passato, poi scrivendoci un pezzo sopra e ripensandoci quella cosa assume un altro significato.” ci dice il proprietario della barra. Ugo invece la intepreta diversamente : “Io me la sono immaginata in un altro senso : anche se fai qualcosa che ti incupisce, che ti fa stare male, lo fai perché lo vuoi e, anche se il senso è completamente sbagliato, tu stai comunque bene stando male.“. Asp conclude la disputa con “La poesia è nell’orecchio di chi ascolta.” Ugo precisa che Asp è l’unico suo amico laureato raccontandomi poi aneddoti sul giorno della discussione, che rimarranno fra noi.

‘Macchinette’ invece contiene un pezzo del documentario ‘Barricata San Calisto’ in cui si parla del luogo dove ci troviamo ora, sottolineando come però le cose siano cambiate, sopratutto nei bar e nei luoghi di ritrovo. “Io da quando è morto il Vichingo, quel bar dove vado io da sempre, lo sento cambiato. Sento cambiata proprio la mentalità che c’era una volta, dove ci conoscevamo tutti ed eravamo sicuri di trovare qualche nostro amico al bar dove passavamo le giornate. Ora non è quasi più così. – ci spiega Ugo – Tra l’altro l’idea di inserire quello skit è stata di Drone126, perché noi non sapevamo cosa metterci. Io volevo metterci un altro discorso ma era troppo per un disco ufficiale, così ci siamo fidati di lui ed è venuta una cosa molto bella.

‘2009’ è un pezzo iconico del disco, un pezzo che mi è rimasto impresso per la quantità di emozioni che lascia passando tra i ricordi, l’amarezza e la voglia di rimembrare i tempi andati. Così ho bisogno di chiedere ai due un bilancio di questa decade passata, che li ha fatti arrivare fin qui. È Ugo ad aprirsi subito, come in tutta l’intervista : “Io rifarei tutto, qualsiasi cosa, l’unica cosa che cancellerei sono le sòle (truffe, per i non romani) che ho fatto agli amici, aver fatto cose spiacevoli a persone che magari mi stavano accanto.Asp è più conservativo, invece : “Non ci ho mai pensato, in realtà, però su due piedi penso che terrei tutto, è tutto comunque importante.“.

Ugo Borghetti e Asp126
Ugo Borghetti e Asp126

‘LambrateGianicolo’ è forse il miglior pezzo del disco e si sente la naturalezza con la quale Asp e Ugo riescono a tirarti dentro quella situazione, quasi come la stessi vivendo con loro. La stessa naturalezza con cui Ugo mi risponde subito alla domanda : “A me verrebbe sicuramente più difficile dirti qualcosa che non ho fatto e che non ho vissuto. Ma non per chissà che cosa, ma anche perché chi ascolta i miei pezzi mi conosce e può sicuramente dire quali sono le cose vere che dico e quali no.“. “Io invece mi perdo quando parlo – precisa Asp – quindi fare una canzone mi aiuta in tal senso. Io fatico abbastanza ad aprirmi con le persone che conosco e quando scrivo qualcosa non sento questo impedimento, questo blocco, anzi, è forse l’unico momento in cui sono di più me stesso. Magari siamo noi due ad avere poca fantasia nel non riuscire a raccontare cose che non ci appartengono!

Ci siamo sviscerati, abbiamo camminato in giro per il quartiere, conosciuto da vicino la realtà di Asp e Ugo ma anche della Lovegang; ho però ancora qualche sassolino dalle scarpe da togliermi. Vorrei sapere la scelta dei featuring, rimasti all’interno della loro cricca di amici, quali Pretty Solero e Franco126. “Andare a prendere qualcuno perché ti serve il nome non è una cosa necessaria o utile ai fini del disco. Per esempio, anche quando suoniamo, magari non è che annunciamo che ci sarà anche Franchino come ospite sul palco, perché ci pare brutto che magari pare che vogliamo speculare sul nome suo. Oltretutto non vogliamo che venga un pubblico perché c’è quell’artista x o y che fa una canzone e se ne va, vogliamo essere noi il motivo per cui sei lì. E così ha funzionato anche per la scelta dei featuring. Noi avremmo potuto mettere Massimo Pericolo nel disco, ma l’avremmo fatto esclusivamente perché è un amico, non perché lo vedevamo calato nel suo ruolo all’interno del nostro album, parlando dal punto di vista musicale ovviamente. Solero e Franco invece ci stanno bene, perché fanno le cose che matchano con le nostre“. Andatelo a dire a chi riempie le tracklist di nomi oggi, cari Ugo e Asp.

Ugo Borghetti e Asp126
Ugo Borghetti e Asp126

È tardi, su Roma comincia a farsi buio, cala il freddo, Ugo e Asp mi hanno confessato di tutto e di più e io sono contento che l’intervista sia andata in questo modo. Ugo conclude l’intervista, mentre gli chiedo dei live, dicendo che : “Quando sono salito sul palco a Roma e ho visto tutte quelle persone che cantavano le nostre canzoni, mi sono proprio bloccato. Noi non riuscivamo a sovrastare il pubblico da quanto cantavano forte per noi. Pensavo poi mi fosse successo perché ero nella mia città, invece è capitato anche a Napoli. Questo mi ha dato davvero soddisfazione e per un po’ ho pensato di non essere un completo fallito e di essere riuscito a fare qualcosa.
Asp invece ci tiene a dirmi che probabilmente la sinergia con Ugo non finirà ma, anzi, è facile che continui. “Questo registralo, il merch di ‘Senza Ghiaccio’ è la cosa più artistica mai uscita, quindi compratevelo, prendetevi anche il disco col sotto bicchiere. E oltretutto vi do uno spoiler, uscirà un pezzo a breve fra me e Ugo featuring un altro artista, è un pezzo che doveva far parte del disco ma siccome siamo un po’ rincoglioniti, ce lo siamo scordato! È un pezzo che vi farà ridere ma anche piangere. Ah, studiatevi il pezzo di Ketama in Cancun, che quando non ci sarà lui, sceglieremo uno a caso dal pubblico per farglielo cantare. Ciao!

Ugo si allontana e rimango a chiacchierare ancora un po’ con Asp. La nostra chiacchierata volge definitivamente al termine e io esco da quest’intervista sicuramente un po’ più culturalmente ricco di prima. Controllo di aver registrato tutto, salvo il file sullo smartphone e me ne vado. Non saluto Ugo, non sapendo fra quanto tornerà. Purtroppo mi sta per scadere il parcheggio e non ho intenzione di foraggiare la giunta comunale coi miei soldi. Ma che posso farci, Roma è così, d’altronde, e sono sicuro che la Lovegang, – e chi meglio di loro – lo sa.