Soundtrack: Lo straniero

Tre anni fa veniva pubblicato “Numero Zero – Alle origini del Rap Italiano“, il documentario che racconta gli albori di quest’arte nel nostro Paese anche grazie alle testimonianze dei protagonisti di quei tempi, ora la pellicola entra a far parte del catalogo di Netflix.

Dopo “Rapture“, ora anche il rap made in Italy trova spazio sul più grande servizio di streaming riguardante film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento. Un grande traguardo che spinge la musica italiana anche all’estero e che permette ai giovani di conoscere le radici di quella che oggi è una musica molto in voga tra i teenager.

Di seguito, le parole del regista Enrico Bisi.

Quando decidi di fare un film, inizialmente speri di trovare qualcuno che ci creda insieme a te. Poi ti servono i soldi e un gruppo di persone affiatate con cui lavorare. Poi cerchi di farlo al meglio, cercando di essere all’altezza dell’argomento che vuoi raccontare. Ci vogliono anni, tanti, e fatica. Finito il film trattieni il fiato per le critiche e le reazioni. Poi speri che la gente lo possa vedere. E tu vuoi vederlo con loro. In sala, agli eventi, nelle piazze. Poi speri che esca il dvd. Vuoi che costi poco e che sia un bell’oggetto da acquistare. E poi magari che ci sia pure una limited edition per collezionisti. Infine, anche se la storia raccontata è radicata al tuo Paese speri che qualcuno dall’estero si accorga del tuo film. Ecco, siamo arrivati fino a qui.

Donato Cerone
Lucano dal mezzo sangue pugliese (un po' come nel film di Harry Potter, ma senza il principe). Mi occupo di comunicazione digitale, amo l'economia di azienda e ogni forma organizzativa. Mi piacciono le parole, ancor di più se sono incasellate tra gli schemi metrici e le melodie su quattro quarti del rap, quelle della musica rock o del cantautorato. Sono appassionato di supereroi, come quelli dei fumetti che hanno spazio su grande schermo e serie tv, ma nella vita vera preferisco gli sfigati.