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La vita di Egreen raccontata nei 10 minuti di “Incubi”

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Definire un semplice storytelling il nuovo pezzo di Egreen “Incubi” prodotto da Fid Mella sarebbe decisamente riduttivo, infatti nei 10 minuti che compongono il pezzo il rapper, nato a Bogotà fa un resoconto dettagliato della sua vita, artistica e non.

Un ritorno da standing ovation dopo i lavori del 2020 (album pubblicato con la Sony e mixtape) e un periodo non del tutto sereno, come racconta appunto nel finale del brano.
Con la “frenesia” dei pezzi di adesso pubblicare un pezzo della durata di 10 minuti può sembrare una scelta coraggiosa, e in effetti lo è , ma come ha detto lui stesso era “necessario” e personalmente quando sono arrivato alla fine del pezzo ho detto “Come?? Già finito?

Più che di ascoltare una canzone l’impressione è di assistere ad un film dove il protagonista è lo stesso narratore e la storia raccontata non è finzione ma realtà. Nelle rime che compongono “Incubi” Egreen ripercorre i momenti importanti della sua carriera non solo facendone un mero elenco, ma descrivendo anche gli stati d’animo vissuti in quei momenti senza tralasciare i momenti difficili e quelli in cui lui stesso ammette di avere sbagliato.

Dagli inizi, i primi contatti con il mondo del writing al quale è ancora molto legato fino alle prime rime, l’insicurezza del debutto che poi si trasforma quasi inconsapevolmente in un percorso che lo porta ad essere tra i protagonisti del rap italiano:

“Lavoro duro e l’odio logora insieme all’invidia, ma piano piano senza accorgermi traccio la linea”

Fino alla consapevolezza di aver scritto un album che rimarrà nella storia del rap italiano, ovvero “Il cuore e la fame” nel 2013:

“2013 ho la bomba in mano: Nicolino sforna un classico italiano”

Come dicevamo il pezzo è anche molto critico nei confronti di sè stesso, struggente la strofa dove parla dell’incidente che ha ridotto in fin di vita sua madre o il momento in cui perde il nonno materno proprio quando è uscito il suo ultimo album “Fine primo tempo“. Probabilmente anche un accenno alla rottura del rapporto con “Unlimited Struggle” (?):

“Inesperienza porta a sbagli, mi sento un cretino per come ho gestito dei rapporti con testa da ragazzino”

Poi l’exploit con il crowdfunding dell’album “Beats & Hate” quando realizza qualcosa di unico, ovvero raccoglie ben 70.000 euro per la realizzazione dell’album partendo con un target di 20.000.

“2016, 70.000 euro senza Instagram o featuring o un cazzo di ritornello”

Impossibile andare avanti ad analizzare tutte le barre comprese nel pezzo, dentro c’è veramente tutta la sua vita, quella che ha voluto condividere con il suo pubblico e noi non possiamo fare altro che ascoltare e ringraziare.

P.s. piccolo aneddoto: nell’agosto 2020 ho incontrato Egreen in un bowling e anche se è da sempre uno dei rapper che stimo di più non volevo rompergli le palle perchè mi sembrava di invadere la sua vita privata… Allora lui vedendomi un pò in imbarazzo mi mise il braccio intorno al collo dicendomi “dai, facciamo la foto”
Ecco… adesso, dopo aver ascoltato questo pezzo, mi piacerebbe rincontrarlo (magari sempre al bowling) e dargli un grosso abbraccio.

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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