Junior Cally
Junior Cally

Scusate, ma dopo che Esse magazine e Noisey sono riusciti nella fenomenale impresa di dare all’articolo per l’uscita di “Ricercatolo stesso titolo, non volevamo essere da meno. 

Eccoci quindi ad ascoltare il nuovo e secondo disco ufficiale di Junior Cally, opera che segna anche il passaggio discografico da Sugar (con cui era stato pubblicato il precedente “Ci entro dentro”) a Sony. 

Inutile girarci intorno, l’ultima volta che ho scritto un articolo su Junior Cally ci sono andato piano come la polizia al G8 di Genova. Ho cambiato idea? No, continuo a provare forte imbarazzo per tutti gli artisti che nel 2019 si ostinano a pensare che salire sul palco conciati come dei fattorini di Deliveroo sia la mossa del secolo. Potete ben immaginare come fossi ben disposto prima di schiacciare play su “Ricercato”, la sua ultima fatica. 

E invece…

E invece penso che sia un album che racchiuda due anime. La prima, fermamente legata all’iconografia e alle sonorità mascherate dei suoi lavori precedenti, continua a non piacermi. Mea culpa. 

È quella per intenderci di “Tutti con me”, di “Disco kamikaze” e di tutti quei suoni paraculo rubati dall’hardstyle e dall’immaginario delle giostre. Penso sia un filone trito e ritrito e, se il disco si limitasse a questo, resterei dell’idea che l’unico Junior degno di nota sia quello di Dragon Ball. 

E poi ce n’è un altra. Un’anima molto più genuina e introspettiva che lascia intravedere un artista che per ragioni di hype è stato costretto a nascondersi dietro quell’outfit da saldatore zarro di cui ci siamo finalmente liberati. 

Ricercato” potrebbe proprio essere il primo importante passo di un processo di emancipazione dalla maschera, motivo sì di successo e notorietà, ma anche limite.

Anzi, sopratutto limite. Faccio fatica a pensare che un artista si possa permettere di cantare un pezzo bello e sentito come “Ferite” con addosso il casco del Booster. 

Ah, dimenticavo. Ci siamo accorti che Junior Cally è Patrick Cutrone vero?

Torniamo a noi. “Mezzanotte”, “Purgatorio”, “Ferite” e “Nessuno con me” sono tutti brani che lasciano sperare che una volta accantonato il carnevale, Junior Cally sia finalmente pronto a debuttare nel mondo degli adulti. 

Se così sarà, saremo i primi ad applaudire la consacrazione di un altro artista con qualcosa da dire. Perché noi di Hano siamo sì figli di puttana, ma non portiamo rancore a nessuno. 

Buona Fortuna Junior Cally.

Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra, frequenta un Master in Digital Journalism e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo. ALTRE COLLABORAZIONI: Rolling Stone, Noisey, Il Milanese Imbruttito