Se si pensa all’hip hop made in Sicilia non si può non pensare a Othelloman, il rapper palermitano ha da poco ricominciato a far parlare di sè grazie alla pubblicazione del nuovo singolo “Niente a nessuno” con il quale mette in chiaro alcuni concetti (spiegati meglio nel corso dell’intervista).

Ma come dice lui stesso non è il caso di chiamarlo “ritorno”, in quanto Othelloman ha continuato a lavorare e vivere a pieno l’ambiente hip hop in tutte le sue forme. Scopriamo come…

Ciao Othello, si sta parlando tanto del tuo “ritorno” nella scena, ma a cosa dobbiamo questa “assenza” (se così possiamo chiamarla)?

Ciao e grazie per questa chiacchierata.
Ho molto da dire, moltissimo, e chi sarà curioso arriverà in fondo.
Non c’è distorsione della realtà più distruttiva del lasciar pensare che se un’artista non sia sotto i riflettori allora è “assente”.

“Don’t call it a come back/I’ve been here for years/I’m rocking my peers/Puttin’ suckers in fear
Makin’ the tears rain down like a monsoon/Listen to the bass go boom!”

L.L. Cool J aveva già risposto per me. Non chiamiamolo un ritorno.
L’HipHop in Italia, più di qualunque altro posto, ha le idee spesso confuse sui ruoli: vengo da un contesto dove non puoi sperare di fare solo il rapper che scrive e spacca tutto. Ci vogliono i produttori, gli investitori, i manager, i comunicatori, i promoter… oggi, per fortuna, sta succedendo un pò ovunque ma è una realtà relativamente nuova per la nostra nazione.
Io dovevo fare tutto e dovevo imparare a fare un pò di tutto perché ero solo fino a un lungo periodo. Per fare il rap devi aver creato tutto il resto, ci vuole da saper organizzare, capacità di produzione, saper coltivare altri artisti per concretizzare una scena, un pubblico e successivamente un mercato.
A Palermo ho fatto tanto, poi ho vissuto l’Italia, poi ho preso una pausa dai riflettori del rap per progettare in silenzio mentre con Fiorello giocavamo all’Edicola Fiore (per cui ho fatto enormi sacrifici nel trasferirmi a Roma e vivere quei ritmi) e ho lavorato con festival di musica elettronica e con scenari stimolanti che mi hanno rinnovato.
Sono stato in silenzio mentre tutti parlavano, dovevo ricaricare l’energia e capire la direzione in cui convogliarla.
Non ho mai smesso di vivere l’HipHop e vivere HipHop. Per me l’HipHop è trascendente, assoluto.

Ma adesso, se possiamo definire un “ritorno” è se parliamo in termini di ambiente discografico, quindi un ritorno nel mercato, un posto dove purtroppo i numeri la fanno da padroni, le vendite, le visualizzazioni. Ok, è una sfida per dare qualità, giocare con i meccanismi del sistema e capire che, se solo la fama detta le regole e il potere artistico, allora sono pronto a combattere. Ho avuto i miei successi, i miei premi ma adesso voglio rendere al pubblico più vasto i miei skillz, perché ho bisogno di raggiungere altro e mi servono strumenti superiori, questi.

E so che non piacerò a tutti, per fortuna.

Abbiamo sentito i nuovi singoli e l’annuncio del nuovo album, a che punto è la lavorazione? Puoi già svelarci qualche anticipazione?

Spero vi siano piaciuti e incuriosito al punto giusto.
In realtà credo che il mercato di oggi richieda singoli, tanti, una sfilza decisamente superiore agli anni precedenti. Un po’ come negli anni ’60, in cui il 45 giri era più importante dello stesso concetto dell’album perché erano i Juke Box a veicolare la musica. Oggi i social. Anche allora la radio promuoveva, ma gli utenti sceglievano personalmente dalle proposte del Juke Boxe, e sceglievano tra i singoli.
L’album è una necessità espressiva che un artista ha perché è cresciuto in un contesto storico, legato a dei supporti discografici che ormai sono obsoleti, diciamo che adesso ha senso quando una fan base ha voglia di tanto materiale contemporaneamente dello stesso artista. Io sto ricostruendo e non sono mai stato bravo con i social, preferisco i live ma oggi la sfida è questa.

Quindi in realtà sono a un ottimo punto a livello di produzione, anche oltre, ma capirò mese dopo mese quale sarà il momento giusto per annunciarlo, per pubblicarlo e quali tracce includere sotto un titolo unico.

Anticipazioni… mmmhh, ci saranno dei feat. che mi onorano di gran lunga, che vivo come dei riconoscimenti alla mia persona, al mio essere artista; non li dico adesso per strategia. Il suono spazierà dalla sperimentazione libera verso l’elettronica e la musica classica fino a dei classici boombap. Ovviamente non mancheranno le sonorità più “attuali”.

Nel pezzo “Niente a nessuno” rivendichi la tua posizione nella scena, dicendo appunto che non devi niente a nessuno… Spiegaci perchè hai sentito il bisogno di lanciare questo messaggio, e se è rivolto a qualcuno in particolare…

Perché il momento lo pretende. Mi rappresenta molto, così come il video girato con Walter.
In tanti avrebbero potuto riconoscere, supportare e tendere una mano ma, invece, gli esseri umani hanno dato il peggio, gente infame ha approfittato del mio essere pacifico e in buona fede. L’ho pagata cara senza capire la stupidaggine, la malizia o semplicemente la dannosa ignoranza di molti miei interlocutori. Succede.
Forse avrei dovuto agire prima. Forse altri avrebbero dovuto darmi supporto ma tant’è, non è così che funziona e non è così che è stato. Quindi prendo atto e so che posso contare solo su di me, e su FIGHT.
Ho fatto tanto per l’HipHop siciliano e italiano, tantissimo, da quando con David, Primo, volevamo diventare i più grandi, fino alla trasformazione dei sogni in realtà, dai festival al writing, dalla promozione sul territori alla produzione di jam, concerti e contest (vedi Tecniche Perfette); Trasmissioni radio (chiedete ad Albertino o a J-Ax) e clubbin’ con cui ho diffuso il suono e la cultura quando eravamo pochissimi – chi c’era lo sa cosa vuol dire Othello e cosa vuol dire Eddie Palermo negli anni ’90 … e a Palermo non c’era che il deserto … ma poi è germogliata una scena splendida con alcune persone meravigliose ed è giusto che certe cose oggi si sappiano visto che non me ne sono fregiato sufficientemente.

Intanto però tanti infami calunniavano alle mie spalle e distorcevano la mia figura umana e artistica.
E siccome non è solo il rap il prodotto della mia attività per l’HipHop, mi rendo conto che invece oggi devo produrre più contenuto visibile e fruibile da tutti. È paradossalmente più facile. Non voglio più stare dietro le quinte o spingere il culo di chi non fa altro che aspettare il momento giusto per scaricarmi perché pensa che non gli serva più.
È giusto, tutto qui, è arrivato il momento in cui metto un punto a chi non lo capisce da solo, pretendo che mi si porti rispetto come io lo porto a chiunque… e chi mi parla deve sapere che non può sottovalutare ciò che sono e i fatti (attuali e storici).
Il resto sono chiacchiere, non posso vantare la fama e i numeri di colleghi che hanno prima (giustamente) pensato a se stessi e poi prodotto altri, allora il momento impone di prendere le distanze, chiarire le posizioni e il valore specifico e poi determinare tutto il resto.

A chi è rivolto? A tanta di quella gente che se lo capisce tornerà da me mi darà una mano, viceversa non me ne fotte un cazzo, raggiungerò i miei obiettivi.
Ma sono come un elefante, mi ricordo chi mi ha dato, chi si è speso e chi ha solo preso.

Ho prodotto, coltivato e aiutato tanti artisti, e i più nel tempo mi hanno tradito, rinnegato pur di emergere e addirittura infamato pur di mettersi in luce creando in me la figura del nemico agli occhi degli altri.
Più di una volta l’ho fatto ed è successo ancora ma sono forte da resistere e rialzarmi più affamato e determinato.
E sorrido.

Parlaci un po’ del progetto “La Croce”, chi c’è dietro a questa realtà e di cosa vi occupate…
Con tutto quello che ho vissuto non vuol dire che non impari ma, più importante, non vuol dire che non darò ancora fiducia.

Ho un socio, Alberto Di Girolamo, un collega di università, ora giornalista e social media manager che ha condiviso l’idea, con cui vogliamo sfruttare anche le mie esperienze e metterle a disposizione di una realtà produttiva; dopo Right Combo Mastas Ent. (prima etichetta HipHop palermitana che ho fondato nel 1993), serviva una nuova etichetta dedicata: La Croce nasce per questo, è uno strumento di pubblicazione, un’etichetta che vuole dar luce in primis alla scena HipHop/RAP/TRAP palermitana (ad oggi i “crociati” sono Gorilla Sauce, Sali Sala, somtinweird, Phrank e Ryder Jackson) e poi si aprirà ad altri non solo del territorio (abbiamo tantissime richieste e stiamo lavorando bene).

Serve programmare, progettare, trovare investimenti e gli artisti giusti (alcuni dei quali gestiti dal “71417management” che continuano a dar linfa al macro movimento “FIGHT!”).
Lo so fare, lo sappiamo fare.
Non ci basiamo più, però, sulle aspettative, perché se la regola è che la gratitudine non è altro che un’illusione (tranne qualche preziosissimo e unico caso) oggi io devo cercare la professionalità assoluta, dobbiamo lavorare e così, come da professionisti offriamo dei vantaggi, chi sarà attorno a noi e al progetto deve portare vantaggi, deve agire e con i fatti essere un’Artista e una persona che crede nello stesso progetto oltre che con l’arte e la passione con le proprie capacità investire per mettere a frutto, a disposizione, oppure che paghi il lavoro.
Perché non si vive solo di passione ma non voglio metterla da parte.

Ho sentito parlare anche del progetto FIGHT, che mi sembra una gran bella cosa… Spiegaci bene di cosa si tratta.

Tanto nuovo quanto originale, nel senso di legato alle origini HipHop.
FIGHT nasce come movimento per far rinascere, riaccendere il fuoco della scena a Palermo, una visione folle condivisa, abbiamo visto oltre i limiti che normalmente ci venivano imposti dalla cultura stessa della nostra città e dai suoi amari retaggi. L’idea era di fondare qualcosa che muovesse una rete di visionari accomunati dalla cultura Hip Hop. Senza limiti di possibilità, senza limiti di età o provenienza. FIGHT è un progetto nato lentamente, dalle esperienze di Combomastas, messo a fuoco il 17 marzo 2017 con Alberto (il mio socio de La Croce) e Riccardo ed è subito diventato un movimento di rivoluzione mentale, di approccio culturale che parte da Palermo e contagia tutta Italia (abbiamo i FIGHT Ambassador in molte città e siamo sempre pronti a valutare l’ingresso di nuovi FIGHTER motivati e carichi – basta scrivere in DM al profilo Fight Entertainment su Instagram).

Il primo periodo è stato dedicato alla creazione di una rete di persone interessate all’Hip Hop, considerata come cultura che ha cambiato il mondo della comunicazione e dell’entertainment. Incontri culturali e concettuali per comprendere il core di FIGHT: combattere l’intrattenimento che non volevamo, “Fight Entertainment!” per l’appunto. Poi abbiamo scremato. Poi ancora è venuto il momento di costruire quello che vogliamo con il nostro marchio, in cui riconoscerci tutti, e quindi fino all’organizzazione di eventi per far rinascere una scena strutturata e organizzante dell’Hip Hop stesso e delle sue derivazioni, a Palermo e in tutta la Sicilia in primis. Abbiamo collaborato con le migliori organizzazioni consolidandoci, abbiamo portato artisti come Vegas Jones, Marra e Guè, Sfera Ebbasta, Giaime, Nitro, Dani Faiv, mettendo in piedi palchi e realtà che a Palermo in questo settore non si vedevano da tempo, e facendo record senza precedenti, abbiamo avviato la rete con altre città nella regione, alzando il livello e mirando sempre più in alto. Vogliamo portare FIGHT ad essere il riferimento, la family ospitale per chi viene da fuori, per gli artisti Hip Hop (e quando dico artisti Hip Hop intendo rap, trap, e quindi rapper, dj, producers, writer ecc.), dagli instore alle occasioni di collaborazione. Abbiamo dato una smossa alla scena invitando tutti, FIGHTER e non, a organizzare un lavoro, a professionalizzare i processi creativi e mettere in piedi nuove crew produttive e organizzate. Costruire rispettando in primis l’aspetto umano per poi puntare al mercato e fare business intelligente. I FIGHTER sono il corpo di questo movimento, ragazzi dai più piccoli ai più maturi, artisti o semplici appassionati, persone che credono che sia possibile fare rinascere la nostra Palermo (FIGHT CITY) e tutta l’Italia con il concetto di rivoluzione coordinata mossa dall’energia positiva, dalla passione e dalla condivisione (e non parlo di social virtuali).

Dopo la nascita di FIGHT sono tornate alla luce realtà che hanno realizzato quanto fosse giusto questo modo, alcune non riconoscendo la scossa data da FIGHT, altri prendendone spunto, ma oggi vedo e avverto un’armonia propositiva pazzesca come con Sud Attitude. Adesso siamo in una seconda fase di riorganizzazione e sono molto fiero di questo movimento e di tutte le realtà collaterali con una propria identità perché potremo fare rete con maglie più solide. Per questo, ancora più di luglio scorso dopo “Non Fumo Marlboro”, mi sono sentito libero e carico per tornare alla mia produzione artistica personale e con OTHELLOMAN procedere con le nuove pubblicazioni.


Da veterano della scena, cosa pensi delle nuove leve, ti piace la trap? C’è qualche artista che segui particolarmente di questa nuova corrente che sta avendo tanto successo tra i giovani?

Mi piace la Trap, non mi piacciono quasi niente i testi, noiosamente quasi tutti uguali, distruttivi e stupidi, autoreferenziali senza spunti di argomenti e vacui. Ci sta che non si debba necessariamente dare un messaggio ma quando si finisce per dire quasi esclusivamente cazzate a ripetizione… insomma. La bolla sta per esplodere.

Ma la Trap è una figata, è molto musicale, piena di melodie e armonie, l’808 che spinge, costruzioni folli nei beat, ampissima possibilità di mescolare e sperimentare e se non la facessero quasi tutti con i construction kits potrei anche stimare molti produttori. Mi piace Andry The Hitmaker, Charlie Charles, 3D che viaggia in tanti mondi e Sick Luke per la botta che sa dare. Inoltre ho sempre amato l’autotune come strumento, come possibilità artistica. E poi devo riconoscere che l’Italia ha saputo raggiungere uno standard qualitativo altissimo. Peccato che in troppi copino metriche e linee dagli States, però chi, come Sfera o Tedua, ha saputo essere originale, ha fatto e fa la differenza.

Quindi sì, loro due, poi Luché che ha un flow pazzesco, e anche lui ha saputo reinventarsi (ma tutta la Thaurus è un team di fuoriclasse), poi mi piace Lazza (ma vorrei sentirgli creare più flow personali), Capo Plaza per il timbro e la musicalità, e Nayt – che ho difficoltà a inserire nella Trap – ma lo dovevo citare.

Ritengo la Trap una forma espressiva stilistica in più; l’identità e il contenuto devi saperlo dare tu, Artista.

Anche nel tuo stile, nel tuo flow ho notato una particolare evoluzione, parlaci un po’ del tuo percorso e delle tue scelte musicali, anche in vista del nuovo album…

Parto dal presupposto che i limiti dei puristi ottusi della così detta “Old School” mi hanno sempre frantumato le palle; proseguo chiarendo quanto l’HipHop abbia continuato ad esistere grazie alla sua indiscutibile e continua capacità di evoluzione, in particolare quando qualcuno provava a definire dei canoni e mettere dei paletti, l’HipHop sfuggiva per trasformarsi e ampliarsi, per attingere alle nuove tecnologie, alle nuove possibilità espressive in toto.

Non vuol dire che tutto quello che è nuovo sia bello ma capisco anche perché possa esistere un prodotto chiamato Young Signorino. Lo capisco, mi rendo conto, ne prendo atto e lo prendo in giro, diventa importante come riferimento di ciò a cui non voglio tendere.
Sono HipHop per evolvermi, costruisco ogni giorno un mattoncino, come un muratore instancabile e sono fottutamente curioso, ogni stimolo mi porta a voler provare, rinnovare senza dimenticare radici ed esperienze che poi mischio come fossero sample a nuove forme, nuove strutture, suoni e visioni per produrre un frutto inaspettato. L’algoritmo è sempre lo stesso ed è vincente. E non è che “è tutto bello perché classico” o al contrario “è tutto bello perché nuovo”, quando una cosa mi piace e la sposo, la metabolizzo, la elaboro e diventa la MIA espressione di quel momento. E se mi piace, va bene. Così il flow, la ricerca di esso, la mia identità e il suono stesso.

Infine ti chiedo quali sono i tuoi programmi per i prossimi mesi, quali sono i prossimi passi che ci dobbiamo aspettare?

Singolo – Video – Live – Singolo – Video – Singolo – Live, Live, Singolo, Video, … promo promo promo, arte, musica, concetti e cazzeggio. Dove mi capita infilo qualche DJ set, che fa parte delle mie necessità fisiologiche.
Una volta raggiunti i primi obiettivi, avrò tanto altro da raccontare e spero che ci ritroveremo ancora.
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Grazie e massimo rispetto alla longevità di Hano che conosco dai primissimi passi, dai tempi di Netcrew!

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