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Intervista al “Do Your Thang”: vogliamo farci conoscere e ispirare altre realtà come la nostra

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Gang Theory” è il primo album nel quale si riunisce il collettivo romano “Do your thang“, che si sta facendo largo nella scena urban romana e nazionale. Per conoscerli meglio li abbiamo incontrati e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Cover Gang Theory

Ciao ragazzi prima di tutto presentatevi, chi sono i membri del collettivo, quando è nato tutto e perché?

Ciao, il nostro collettivo è composto da producer, musicisti e dj (Alan Beez, Benjamin Ventura, Dj Dibba, Rubber Soul), 6 rapper (Pacman XII, White Boy, William Pascal, Panz, Penny, Jekesa), 1 cantante (SWED) e 1 boss (Federico De Paola). Vivendo tutti a Roma e zona limitrofe ci conoscevamo e collaboravamo già da tempo, ma solo a fine 2019 abbiamo deciso di unire le forze per realizzare “Gang Theory”, il nostro primo progetto corale.

Visto che siete in tanti immagino che non sia stato facile arrivare all’uscita di questo disco, da quando ci state lavorando?

L’idea vera e propria è arrivata due anni fa e anche noi ci aspettavamo un percorso molto difficile. C’è da dire che nonostante la pandemia e il nostro essere molto poco puntuali siamo comunque riusciti a rimanere sul pezzo e a chiudere il progetto senza troppi imprevisti.

Come avete organizzato le serate dei live per la presentazione del disco?

Il 9 giugno abbiamo realizzato un party al centro di Roma per celebrare l’uscita di “Gang Theory” alla mezzanotte. È stato molto bello rivedere i fan e i nostri colleghi con cui abbiamo condiviso palchi ed esperienze ed eseguire in anteprima qualche brano del disco. In realtà però siamo già concentrati sul 22 Luglio, che sarà la prima vera e propria data di presentazione del disco live a Parco Schuster, sempre qui a Roma. Stiamo preparando uno show ad hoc che speriamo di portare in altre città quanto prima.

Ogni pezzo è praticamente una posse track, come mai questa scelta piuttosto che dedicare ogni pezzo ad uno/due artisti?

In realtà abbiamo cercato di ridurre il più possibile il numero di artisti per brano, ma essendo un gruppo molto numeroso e fomentato è stato inevitabile che sgomitassimo su alcuni pezzi. Per come ce lo siamo immaginato, il disco ha un suo equilibrio che viaggia da pezzi con due artisti fino alla Posse in cui ci siamo veramente tutti.

Qualcuno di voi sta lavorando attualmente anche ad un progetto solista?

C’è qualcuno di noi che ha già pronto uno o più dischi, ma dopo un lungo periodo in cui ci siamo dedicati ai percorsi solisti il nostro focus ora è “Gang Theory” inteso come progetto e come gruppo.

Parlateci degli artisti (molto importanti direi) che avete coinvolto, come sono nate le collaborazioni?

Con Willie Peyote abbiamo un rapporto d’amicizia che ci lega da anni e che ha trovato libero sfogo in questa collaborazione. Volevamo farlo da tanto tempo e appena saputo del disco Willie ci ha “minacciati“: non avevamo scelta. Ensi l’abbiamo conosciuto personalmente proprio grazie a Peyote nel backstage della presentazione di Educazione Sabauda a Torino. Successivamente ci siamo incontrati su diversi palchi e alcuni di noi hanno avuto l’onore di aprire i suoi live in più occasioni. Per quanto riguarda il Colle der Fomento anche in questo caso ci siamo conosciuti sul campo: dalle serate del Welcome2theJungle passando per il format di It’s The Joint (organizzato insieme a Danno e Dumbo Station), fino all’opening della data romana dell’Adversus Tour.

Secondo voi si può in qualche modo paragonare la vostra realtà a quella della Machete Crew?

Qualche somiglianza si può vedere soprattutto nella loro prima fase, quando alternavano efficacemente l’attenzione dai progetti singoli ai quelli di gruppo come i loro Mixtape. Sicuramente le cose che distinguono di più i nostri percorsi sono l’aver cercato solo ora un’apertura verso gli artisti con cui avremmo voluto collaborare, lo stampo sonoro e i generi musicali che esploriamo.

Negli ultimi anni siete cresciuti molto come collettivo, il nome Do Your Thang sta girando parecchio, qual’è la vostra mission? Quali obiettivi vi piacerebbe raggiungere con la vostra musica?

Grazie mille dei complimenti, è bello sapere che c’è questa percezione dall’esterno. La nostra mission è da sempre farci conoscere, ma soprattutto far conoscere il tipo di musica che facciamo e ispirare altre realtà piccole e disorganizzate come lo eravamo noi al tempo.

Cos’è per voi Hano.it?

Se c’è un nome che la maggior parte di noi può associare alla diffusione della cultura Hip-hop in Italia è sicuramente il vostro. Sin da quando abbiamo lanciato i nostri primi dischi e anche prima come consumatori, il vostro portale è sempre stato un punto di ritrovo dove conoscere nuovi artisti e farsi conoscere.

Do Your Thang

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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