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Intervista a Wego FTS: il 12 maggio esce “Mad Beast” il remix album di brani di Jangy Leeon

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Come abbiamo detto nel titolo sta per uscire “Mad Beast” un nuovo progetto targato Wego FTS, producer della crew Crazeology e del collettivo Mad Soul Legacy.

Si tratta di un “remix album” di pezzi di Jangy Leeon che Wego ha voluto stravolgere fino a farli suonare come pezzi inediti. A propositi di inediti, oltre a 10 pezzi remixati, l’album conterrà anche 3 pezzi mai pubblicati prima.
Ma per saperne di più su questo lavoro, che ho avuto la fortuna di ascoltare in anteprima, abbiamo parlato direttamente con il suo ideatore: Wego FTS.

Come mai la scelta di fare un album di remix piuttosto che di inediti?

Ci sono svariati motivi. In primis per avere il totale controllo del progetto senza dover giungere a compromessi con terzi, poi aggiungerei che è un modo ingegnoso per snellire un lavoro altresì molto lungo e pieno di imprevisti (tra cui tracce cancellate a causa di vari motivi, attese interminabili per ricevere il materiale audio ecc.) e infine ritengo che sia un’interessante maniera per valorizzare il lavoro fatto precedentemente da chi ha prodotto le tracce originali (cantanti e beatmaker) facendo in modo di farle conoscerle a chi non le conosceva prima e allo stesso tempo farle apprezzare in una maniera nuova a chi già le ascoltava in precedenza.

Stravolgere completamente i brani in modo da farli suonare come inediti“, come si fa ad ottenere questo risultato? 

Se devo essere sincero quando ricevevo gli audio delle voci non ascoltavo apposta l’originale per fare in modo di eseguire il lavoro in estrema libertà senza alcun tipo di influenza. L’approccio è un misto di puro estro e divertimento nel fare le canzoni. Per me la musica è vita, ci gioco come quando prendo le decisioni nel quotidiano, in pratica mischio il mio essere testa di cazzo all’impegno estremo che dedico da anni al beatmaking e paragonerei questo approccio a quello di un chirurgo che recide le membra di un paziente ma da ubriaco… so come si fa, ma me la rischio un po’. “Farli suonare come inediti” è perché sono un genio, anche se underrated come la buon anima di Sean P… ahaha, no, scherzo, è perché sapevo di dover essere all’altezza di grandi produttori nazionali e internazionali come i tedeschi Snowgoons, Weirdo (Crazeology), mio compagno di crew e amico inseparabile, Garelli, St. Luca Spenish, DJ 2P, Fish, Nex Cassel che son tutte persone che stimo e reputo professionisti nel mestiere. Per cui, sin dal principio, la consapevolezza di dover tener alta l’asticella era chiara. Il rap è competizione positiva che ti porta a crescere sempre come qualsiasi disciplina, che sia un’arte marziale o uno sport, per cui ho sfruttato questo tipo di attitudine per creare i remix e farli suonare come se fossero nuovi.

Wego FTS Jangy Leeon

Perchè hai scelto proprio Jangy Leeon per la realizzazione di questo progetto?

Jangy è un fratello, lo conosco dai tempi del liceo, provo rispetto per lui sia come persona che come artista. Ci mette testa e cuore in ciò che fa, da anni. Abbiamo passato momenti forti insieme, belli e brutti, penso che tutto ciò meritasse almeno un album insieme e son contento.

Con quali criteri hai scelto i pezzi di Jangy da inserire nell’album?

Non li ho scelti, Jangy mi mandava le acappella, e io mi ci mettevo sotto a lavorare. E poi gli scrivevo: “mandane n’altra che è venuta na mina”.

Parlaci del tuo lavoro di produttore, come nasce una tua base e quale tipo di rapper sono più adatti a rapparci sopra?

Le mie basi sono il frutto dell’evoluzione di un chitarrista che voleva suonare ma non riusciva mai a trovare gente che aveva altrettanta voglia e che quindi ha iniziato a suonare tekno e musica elettronica con le drum machine ai rave, comprandosi un sound da 10 kw e girando l’Europa solo per il gusto di suonare in libertà senza nessuno che gi rompesse i coglioni su dove o come farlo, per arrivare a produrre rap (un genere che ho sempre ascoltato, da quando dipingevo metro e treni 24 h su 24 tutti i giorni). Tecnicamente non ho uno schema, posso partire da un sample o da una melodia che compongo e poi lascio che tutto scorra. I miei beat son fatti per chi sa rappare.

Parlaci dei tre inediti invece, quale differenza di approccio c’è stata per la lavorazione di questi pezzi in rapporto ai remix che hai realizzato?

Nessuna, approccio tutto allo stesso modo, cercando di fare del mio meglio, per me e per chi produco. Chi fa i beat dovrebbe sempre conoscere molto bene chi ci canta sopra, in modo da creare un vestito perfetto che il cantante può indossare stando a suo agio e avendo stile allo stesso tempo.

Su un noto magazine online leggevo qualche giorno fa che il rap underground italiano sta vivendo un periodo d’oro, grazie all’esposizione mediatica del “nostro” genere musicale… sei d’accordo?

No. L’underground è sporco, trasuda malessere e rabbia quindi non può avere momenti d’oro, se no non sarebbe underground.

Con quale/i rapper (al di fuori della tua crew) ti piacerebbe lavorare e perché?

Jake la Furia, perché è uno zarro che rappa da paura, dipingeva, conosce il concetto delle 4 discipline dell’hip hop e allo stesso tempo lo sfancula senza alcun rimorso, perché in questo gioco ci sei tu e un sacco di squali, esattamente come in piazza o nella vita di chiunque.. e devi avere le spalle grosse, senso dell’umorismo, fare il tuo con passione ma a una certa fottertene perché tanto prima o poi t’accoltella alle spalle pure chi credevi fosse il tuo migliore amico e quindi chi se ne frega di cosa si fa… a volte andrà bene, altre male, ma l’importante è fare, almeno chi non fa un cazzo c’ha qualcosa di cui parlare. Lui mi trasmette questo, per cui ti dico lui. Se poi dovessi pensare a un altro cantante direi Axos perché, oltre a essere un amico, spacca il culo, ha un approccio alla musica versatile e originale, fa rime colte ma allo stesso ricche di doppi sensi e ha un flow che mi diverte ma allo stesso tempo mi tiene sul pezzo quando lo ascolto.

Ci potrebbe essere in futuro un album/mixtape con tutta la Mad Soul al completo, sullo stile (ad esempio) dei Machete Mixtape?

Sorrido a leggere questa domanda. A parte che sarebbe il secondo, nel caso in cui qualche folle si ricordasse “20100 sampler”… a ogni modo, Mad Soul Legacy ha sette vite come i gatti, ne sa una più del diavolo, ma è come un gigante che dorme e se ci passi di fianco e gli spari apre un occhio e si gira dall’altra parte. La traduzione del nome è “L’eredità dell’anima malata” e penso che mai ci fu nome più azzeccato per un gruppo di teste come questa. Sincero, non lo so. Spero di sì ma credo di no, però… è come il tiro da tre da centrocampo all’ultimo secondo che ti fa vincere la partita per un punto: può esistere ma è raro.

Wego – Fuck The System, grazie per le domande e un abbraccio a chi legge e ascolta.

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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