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Intervista a St. Luca Spenish: “Sensation” nasce dalla voglia di dare spazio alla mia fantasia

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St. Luca Spenish, pseudonimo di Luca Spataro, producer classe ’82 noto nella scena hip hop per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Noyz Narcos, Nex Cassel e tanti altri, ha deciso di pubblicare una raccolta di 8 brani strumentali dal titolo “Sensation“. L’abbiamo intervistato per saperne di più.

Cover Sensation

Ciao, come mai la scelta di fare un album strumentale invece di coinvolgere rapper sulle tue basi?

Ciao! La scelta nasce dall’idea di fare della musica che non per forza debba avere delle lead vocali, delle parole. Ho voluto dare spazio alla mia fantasia e alla mia creatività senza pormi vincoli o mettere paletti durante la produzione.

Qual è la differenza di approccio quando realizzi una base per un rapper piuttosto che una destinata a un lavoro strumentale come “Sensation”?

Sostanzialmente non c’è tutta questa differenza. Accendo le macchine, il pc e inizio a giocare. La differenza tra una strumentale e un pezzo è che la traccia strumentale deve essere completa anche senza voce mentre quando produco per i vari rapper o cantanti cerco sempre di trovare dei tappeti che possano dare importanza e spazio alle voci.

Pensi che la figura del producer sia penalizzata rispetto a quella del rapper, intendo ad esempio per visibilità, rapporto con il pubblico o anche per quanto riguarda i live?

Assolutamente si, è penalizzata! Non tutti sanno che il lavoro del produttore è fondamentale per i rapper o i cantanti. Il pubblico in Italia ancora oggi non percepisce questa figura e di conseguenza i live e i dj set sono sempre meno. Bisogna dare importanza ai produttori tanto quanto agli artisti. Entrambe le figure sono essenziali.

St. Luca Spenish

Parlaci de La Victoria Records: quando è nata, di cosa si occupa e quali sono i progetti in ballo?

La Victoria Records nasce lo scorso febbraio. Ho voluto creare la mia etichetta col mio socio Simone Barbieri perché sentivo la necessità di dovermi autoprodurre e prendere le mie scelte senza essere vincolato a nulla. Abbiamo molti progetti che usciranno a breve, quindi seguiteci perché siamo pieni di buona musica.

Credo che sia molto importante la tua collaborazione storica con Nex Cassel, parlaci del tuo rapporto con lui e cosa ti ha colpito nel suo modo di fare rap…

Con Nex ci siamo conosciuti a Palermo quando lui scese per chiudere il suo primo disco “Come Dio Comanda”, abbiamo stretto i rapporti, abbiamo fatto un bel po’ di pezzi insieme e nel frattempo cresceva il nostro rapporto d’amicizia. Con Nex abbiamo fatto e continueremo a fare musica, spero di potervi annunciare molto presto un lavoro di cui vado fierissimo.
Lui crede in me e io in lui, siamo una squadra.

Hai collaborato con molti artisti nella tua carriera, c’è qualcuno con cui vorresti lavorare e non ne hai ancora avuto l’occasione?

Sì, ho lavorato con molti artisti dello stivale e ti dico che vorrei continuare a lavorare con quelli con cui faccio musica quotidianamente. Penso che i rapporti umani vengano prima di quelli lavorativi e la buona musica la si percepisce solo se ci sono questi requisiti. Con questo non sto dicendo che sono chiuso ad altre collaborazioni o a conoscere gente nuova.
Anzi tutto il contrario.
Mi piacerebbe fare musica con Clementino, che reputo uno dei più veri della scena.

Quali sono i tuoi producer di riferimento, quelli a cui ti sei ispirato quando hai deciso di iniziare a produrre basi?

Sicuramente Timbaland, Pharrell e Chad Hugo (Neptunes), Scott Storch, Rza e Alchemist.
Loro per me sono stati fonte d’ispirazione per anni.

Se facessi adesso un album con ospiti dei rapper, nazionali e internazionali, quali nomi ti piacerebbe coinvolgere?

Mi piacerebbe fare delle collaborazioni coi ragazzi della mia label, che spaccano veramente oltre i classici amici del  panorama nazionale, per quello internazionale sicuramente Jay-Z, Pusha T, Jadakiss e Puff Daddy.

Hai mai fatto collaborazioni con altri producer? Se si quali e se no con chi ti piacerebbe avviare una produzione a 4 mani e perché?

Sì, ho fatto delle prod con altri produttori, ma ti dico che mi piacerebbe molto lavorare con Big Joe, lui per me è davvero fortissimo. Sarebbe davvero una figata perché abbiamo due stili di produzione totalmente differenti che uniti possano dare vita qualcosa di meraviglioso.

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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