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Intervista a Jap & Paggio: il loro ritorno è “Old but Gold”

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“Old but Gold” è l’espressione che usiamo quando parliamo di qualcosa di vecchio che però ha mantenuto intatto il suo valore, nonostante gli anni.

Jap & Paggio con il loro nuovo progetto che porta proprio questo titolo dimostrano di essere ancora in grado di fare del buon rap, stiamo parlando d’altronde di un duo già più che collaudato visto che hanno realizzato insieme ben 3 album tra il 2009 e il 2013.

Per saperne di più del loro ritorno e di questo nuovo lavoro abbiamo chiesto direttamente a loro.

Il ritorno di Jap&Paggio lo avete ufficializzato qualche mese fa col singolo Manette. Come
sono stati i feedback? Le persone si aspettavano questo ritorno?

Si, siamo tornati finalmente. Manette è stato un ottimo inizio della nostra nuova avventura,
abbiamo ricevuto solo Amore dai nostri Fans e poche critiche fortunatamente.
Sinceramente c’era un po’ di timore che dopo 10 anni la gente si fosse dimenticata chi
siamo, ma a quanto pare non è così, probabilmente abbiamo lasciato un buon ricordo.

Come mai avete deciso di tornare insieme con un disco quasi a dieci anni di distanza dall’ultimo?

Il nostro riavvicinamento artistico era nell’aria già da tempo e la ‘reunion’ è nata
spontaneamente. Lo abbiamo fatto ancora perché abbiamo tantissime cartucce da sparare,
tante storie da raccontare e tanti beats da far suonare. Ci teniamo a precisare che noi siamo
legati da più di 20 anni da una solida e vera amicizia, da un rispetto reciproco immenso e
dalla passione per l’Hip Hop.

Old but Gold. Come mai questo titolo?

Essendo coetanei classe ‘77 quindi ormai 47enni, ma ancora vogliosi di dare tanto al rap e
all’Hip Hop abbiamo scelto di dirlo a tutti con questo titolo e abbiamo preferito l’inglese
perché noi ci ispiriamo al rap d’oltreoceano e non a quello italiano.
Un breve gioco di parole che dice quello che siamo e anche quello che troverete all’interno
di esso.

Che tipo di disco è il vostro? Che musicalità proponete?

Il disco tocca un sacco di punti interessanti, spunti metrici di grande livello ad analizzare i
profondi significati talvolta sputati addosso come lava che brucia e beats vari non fatti solo di
campionamenti ma anche interamente suonati che a volte richiamano solo la bellezza del far
muovere le mani che a volte ti fanno riflettere.
Abbiamo sperimentato senza paura in tempi e spazi dove solo i “folli o i geni” possono
arrivare, non ci siamo risparmiati nella nostra libertà di poter fare quello che ci piace come lo
vogliamo.

Se parliamo invece di contenuti e collaborazioni? Quali sono stati i parametri di scelta per alcuni temi piuttosto che altri o per alcuni ospiti piuttosto che altri?

Le collabo che trovate in questo nostro ultimo “giocattolo” sono varie.
In primis abbiamo scelto di ricominciare come avevamo finito: con alcuni amici e personaggi
del rap italiano come Efeizee, Capstan, Ares e Ciopi (Banana Tribe) . Poi da qualche anno e
chi ci segue lo sa, Flesha Diaz è salito a bordo del nostro volo e lo troverete spesso e
volentieri insieme a Dj Berthony aka NakedMan, poi direttamente da Milano abbiamo
ZeusOne che ha spaccato tutto, come non citare quel grande talento di Numb che wow!!! …
ci ha fatto volare con quel rit. e per finire come ciliegina sulla torta ci sono due fantastici musicisti, il bassista Matteo “Red” Signorato e il professore emerito di sax Daniele Pasquali. E questo è solo il volume uno…

Di questo disco sono già fuori due singoli. Manette che ho citato sopra e ora Don’t Stop. In un’epoca come questa, come mai continuate a spingere col video? Non sono un po’ old
fashion?

A noi è sempre piaciuto girare i video, ci divertiamo un casino e tra l’altro si ottimizzano le
canzoni più rappresentative. Anche se oggi vanno per la maggiore i ‘REELS’ (che abbiamo
utilizzato anche noi per le video interviste e per i post da pubblicizzare) la magia che si crea
girando un video e poi riproporlo al pubblico è impagabile. Sicuramente ne uscirà un altro
oltre a ‘MANETTE’ e a ‘DON’T STOP’ ma non vogliamo svelarvi ancora nulla.

Quali sono, secondo voi, i limiti del disco che proponete? E quali sono invece i punti di forza?

L’unico limite che ha questo disco è quello di essere di sole 10 tracce, se dovessero
essercene altri lo deciderà chi lo ascolterà: il nostro pubblico e qualche hater.
I punti di forza sono: la maturità raggiunta dopo tanti anni nel rap-game, la grande complicità
che abbiamo con chi ha collaborato con noi, la libertà nella scelta di temi e musiche,
Il fatto che non troverete nulla di scontato, perché i Jap & Paggio di 12 anni anni fa sono più
grandi sotto ogni punto di vista, un album fatto con serietà e professionalità in cui nulla è
lasciato al caso. Abbiamo finalmente deciso di fare un ALL-IN e il fatto che ci sia ancora
Bassi al mixaggio è di per sé una garanzia…. Ora sta a voi scoprire se è vero oppure no.

Qual è il pezzo a cui siete più legati?

Sinceramente per noi TUTTI i pezzi dell’album hanno uguale importanza e fanno parte di
un percorso logico e allo stesso tempo spensierato. Un grande viaggio, è questo l’unico
modo di spiegare la nostra ultima fatica, un album maturo, adulto, dove finalmente lo studio
di anni diventa occasione di insegnamento per le nuove generazioni. Da ‘BIG PLANZ pt.II’ a
‘NICOTINA’ il funk fa da padrone e ogni volta che riascoltiamo l’intero album non riusciamo a
scegliere una traccia preferita. Le amiamo tutte e questo è quanto.
La nostra è una storia
d’amore seria e duratura quindi buon ascolto con ‘OLD BUT GOLD’
Jap & Paggio

Andrea Bastia
Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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