Dopo la bellezza di 4 album realizzati con Rancore, il “veterano” Dj Myke pubblica un nuovo album insieme a Gabriel, un artista emergente ma dall’indiscutibile talento nel comporre rime e anche nel canto. Come dice il titolo “Voyager” è un vero e proprio viaggio attraverso il quale Myke e Gabriel concretizzano la loro collaborazione che, visto il risultato, speriamo sia solo agli inizi.

“Voyager” è un progetto corposo, 16 tracce ma senza featuring… un po’ contro” alla tendenza attuale di farcire gli album con molte collaborazioni. Ancora di più se pensiamo che Gabriel è un artista emergente… come mai questa scelta?

DJ Myke: Se non fosse esistita la controtendenza, staremmo ancora pensando che
il Sole giri attorno alla terra – a parte gli scherzi, che poi manco troppo – che regola
è? Di mercato? Ok!
‘Sti cazzi.
Io non giudico nessuno, ognuno fa quello che vuole, ma la storia della regola fissa
nel mercato musicale mi fa ridere e/o irrita. Mi piace quando capita, negli album, l’occasione
artistica di una o due collaborazioni. Qui non è capitato: allora, invece di pianificare
un beat a tavolino solo per fare notizia, ho preferito sviluppare il lavoro tutto su
Gabriel.
P.S.: 16 tracce non sono troppe, forse è lo standard di oggi ad essere un pelino
monotono, no?
Gabriel: Si può dire che è stata una scelta voluta quella di non fare featuring, dal momento
che volevamo focalizzarci più sul mio lavoro piuttosto che su quello creato da altri.
I featuring, naturalmente, in tempi attuali servono, ma ripeto: “Voyager” è stato fatto
appositamente per far capire alle persone chi sono veramente, senza dare una spinta di
ascolti per merito di un altro artista.

Quali sono le caratteristiche che ti hanno colpito di Gabriel e che ti hanno spinto ad avviare questa collaborazione?

DJ Myke: Gabriel mi è parso un tipo libero mentalmente, e per me è un gran pregio,
soprattutto nei tempi che viviamo con i bilioni di info che ci arrivano.

Gabriel, ascoltando l’album ho apprezzato le tue doti sia come rapper, sia come “cantante” nei ritornelli interpretati benissimo. Vedi una possibilità nel tuo futuro che il tuo percorso possa cambiare, giusto per capirci… come hanno fatto ad esempio Ghemon o Frah Quintale?

Gabriel: Come ho detto in molte altre occasioni, io non riesco mai per indole a rimanere
statico, devo sempre variare, non riesco mai a stare fermo sia musicalmente che fisicamente, quindi certo!
C’è una grossa possibilità che io possa intraprendere percorsi diversi, anche
perché a mio parere seguendo troppo la routine quotidiana, abbiamo sicuramente una
sicurezza, ma ci stanchiamo molto più facilmente.
Sono un ragazzo che vive alla giornata e questo mi porta a scrivere e ascoltare molti
generi diversi e di conseguenza a variare molto il mio stile.


Non è facile sentire un rapper così giovane ma così intenso e eterogeneo nei contenuti, quali sono le tue fonti di ispirazione, i tuoi “maestri”? a parte DJ Myke 🙂

Gabriel: La verità è che ho moltissime fonti, come già ho accennato in passato, io per
fortuna sono sempre stato “educato” musicalmente parlando, quindi le mie fonti mi hanno portato a intraprendere un percorso nel mondo della musica ma non in un genere musicale. Per esempio, da piccolo ascoltavo moltissimo Grignani, ma ciò non ha comportato un
adattamento al suo genere, si può dire quindi che le mie fonti mi abbiano avvicinato alla musica, ma non dato ispirazione per come farla.

Myke, dopo i 4 album realizzati con Rancore, quali sono le differenze e le analogie (se ci sono) con Voyager?

DJ Myke: Nessuna differenza o analogia! Io lavoro ad ognuno dei miei album ad hoc
(almeno ci provo), poi Rancore è Rancore, Gabriel è Gabriel, ogni album rispecchia
anche un tempo, diciamo, e quindi in ogni tempo le cose cambiano.

Dicci qualcosa sul progetto Men in Skratch, ci sono novità in vista? State lavorando a qualcosa insieme?

DJ Myke: Il progetto Men in skratch… che vi devo dire, è come la prima fidanzata, è
un po’ difficile dimenticarsene, ma da qui ad organizzare un appuntamento con la
prima fidanzata ce ne passa di acqua sotto i ponti! Diciamo che in questo momento,
a livello di progetti nuovi, reunion o altro, sono molto confuso.

La differenza di età ha in qualche modo rappresentato un problema nel vostro rapporto professionale? Siete sempre stati d’accordo su tutto durante la stesura dell’album?

DJ Myke: La differenza di età fondamentalmente sta nella carta d’identità, sarebbe
stato più un problema se magari avessi dovuto entrare a far parte della squadra di
pallavolo del liceo di Gabriel! Lì magari mi sfamavano, ma non so, nel senso che
nella musica conta poco, non è uno sport, anche se ultimamente stiamo calcando
molto sulle generazioni, vecchi, giovani, Lil Pump contro Eminem, eccetera
eccetera…
Risaliamo alla prima domanda come per magia, quindi le regole del ca**o
sono regole del ca**o, se poi il 97,6% sposa queste regole come dogmi, io che ci
devo fare?
Comunque no, non siamo andati d’accordo quasi su nulla, ma va bene così perché il disco è fuori, e senza un minimo di reazione non ci sarebbe stato un risultato.
Gabriel: La differenza di età conta molto poco nell’ambito musicale visto che comunque
Myke, avendo molta più esperienza di me, mi ha indirizzato nell’ambiente, quindi non ha fatto da intralcio.
L’andare d’accordo dipende molto dal carattere delle persone e non dall’età, avendo quindi due caratteri diversi, più di una volta ci siamo trovati in disaccordo.

In questo periodo non si può evitare l’argomento pandemia… come l’avete vissuto e come ha influito sul vostro lavoro?

DJ Myke: Pandemia like praticamente la vita mia! Da internato (che non è un
nascituro con la fede nerazzurra), ha influito abbastanza in bene perché trovavo
parcheggio davanti allo studio.

Gabriel: A mio parere, per quanto riguarda la scrittura, ha influito positivamente, stando
molto tempo in casa trovavo molto più tempo per scrivere e liberare la mente.
Sicuramente, per quanto riguarda l’andare in studio (visto che io e Myke stiamo in due
regioni diverse) è stato più un problema, perché non sempre potevamo incontrarci per
registrare i pezzi, però tutto sommato questa pandemia non mi ha toccato più di tanto.

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Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.