Cold, Ho visto

Il rapper di origini albanesi Cold ha pubblicato nei giorni scorsi il suo primo album ufficiale, dal titolo “Ho visto“. Nella realizzazione del progetto Cold ha avuto l’occasione di collaborare con producer del calibro di Deleterio, Biggie Paul, 2P, Mastemaind e Gccio che hanno contribuito a creare un lavoro di alto livello, un album molto personale nel quale il rapper racconta molto di sè stesso e delle sue eperienze.
Ma andiamo a scoprirlo ascoltando quello che lui stesso ci ha raccontato.

Nei tuoi testi spesso ricorre come argomento quello di venire dalla strada e avere vissuto un certo tipo di esperienze… Quanto tutto ciò ha influito sul tuo modi di fare musica?

Vivere nel mio quartiere mi ha permesso di raccontare determinate cose che, anche se non piacevoli, purtroppo esistono e che ho vissuto per davvero.
La mie esperienze, sia positive che negative, hanno inevitabilmente influito molto sul mio modo di scrivere e approcciarmi alla musica con un linguaggio “da strada” per l’appunto.
Dalla creazione dei beat alla registrazione, difficilmente lavoro solo con il produttore, ho sempre con me il mio team, tutte persone che hanno una storia simile alla mia quindi comprendo appieno di cosa sto parlando nei miei testi.

Mi piace molto avere questo tipo di work session “all’americana“, mi ricorda sempre chi sono e da dove vengo, oltre al fatto che siamo amici quindi oltre che lavorare ci divertiamo insieme in studio.
La strada mi ha aiutato a esprimere pensieri e concetti che con la musica trasformo in parole che possano arrivare a tutti.

Nell’album hai 2 featuring, Nerone e Sewit, spiegaci perchè hai scelto proprio loro

Il feat con Nerone è arrivato inaspettatamente, proprio in una session improvvisata al Private Studio da Biggie Paul e Gccio produttori, con cui Nerone ha sempre lavorato.
Ho sempre avuto una grossa stima per Max, mi piace il suo modo diretto di raccontare la strada e vissuti di comune vita quotidiana, ci siamo confrontati su vari arigomenti ed è nata “POPOLARI “.

Per quanto riguarda Sewit avevo in mente una voce che interpretasse al meglio il sound che volevo dare a “Eroi” , mi sono messo in contatto con lei dopo aver ascoltato uno dei suoi ultimi lavori (Lupi) mi sono innamorato del suo modo di cantare e le ho proposto di lavorare insieme.
Secondo me è una delle artiste più valide in Italia e ti anticipo che con lei stiamo lavorando ad altre bei progetti. Ci saranno sorprese.

Parlando di produzioni l’album è piuttosto vario, pensi di essere riuscito a costruire, grazie ai producer ai quali ti sei affidato, il suono che volevi per il tuo album?

Lavorare con produttori di quel calibro per me è stato un onore e un piacere.
Tutti sono riusciti a capire cosa volevo esprimere in ogni singola canzone, siamo riusciti a creare insieme delle combinazioni musica e parole “letali”.
Sono molto soddisfatto del prodotto finale in quanto rispecchia esattamente ogni mio stato d’animo, ogni cosa che sento.

La scena trap e rap in Italia è molto in fermento… chi ascolti? Ti sei ispirato a qualcuno in particolare?

Ultimamente sto ascoltando molto Marra, Gue e Sfera, hanno 3 stili diversi tra loro e a mio parere sono dei mostri sia nella scrittura che nel flow.
Non mi ispiro a nessuno in particolare, ma anni fa ascoltavo molto Achille Lauro, apprezzo molto il suo modo di scrivere, come riesce a rendere le parole immagini “reali”, mi ritrovavo molto in quello che scriveva e lo stimo tuttora.

Quali saranno le tue prossime mosse?

Pensando ai prossimi mesi con il mio team e il mio manager (Manrico) siamo determinati a puntare e arrivare ancora più in alto, sono convinto che quando hai realmente qualcosa da raccontare, qualcosa in cui chi ti ascolta possa ritrovarsi, nulla può fermarti ed io non mi fermerò, ho ancora tanto da dire. Voglio rivoluzionare la discografia italiana.