Per dare un taglio col passato ci vuole qualcosa di forte, è questo il pensiero sotteso in “Cristo”, il singolo con cui Cromo segna il ritorno alle scene dopo l’album “Oro Cromato”. L’ultima volta che ho sentito il (t)rapper genovese è stata proprio in occasione del primo disco, ora mi ha parlato sia dei cambiamenti avvenuti nell’ultimo anno sia del brano appena uscito, facendo anche delle considerazioni sul progetto, di prossima uscita, figlio di un approccio artistico e lavorativo totalmente diverso dal passato.

Un anno fa, ci siamo sentiti per l’uscita di “Oro cromato”. Com’è andata fino a oggi? Hai ottenuto i risultati che ti aspettavi?

Essendo il mio primo disco, sono soddisfatto, perché era un punto di partenza. Come primo progetto, a 19 anni, sono molto felice di com’è andato.

Oltre il disco d’oro con “Italieno”, dal vivo come ha risposto la gente?

Bene, i miei fan non se ne sono mai andati, su questo non posso lamentarmi. Sono contento, ma è stato il mio primissimo disco, quindi è stato un modo per approcciarmi alla musica e sono riuscito a costruire un disco che, dal punto di vista delle sonorità, variava molto. Sono contento, perché sono riuscito nel mio intento.

Ora sei tornato con “Cristo”, però un ritorno c’è già stato in “S’il vous plait” con Vacca. Com’è nato questo featuring?

Mi ha chiamato lui, mi ha detto che mi stimava molto, che seguiva il mio progetto e mi ha chiesto se avevo piacere di far parte del suo, quindi mi ha proposto di collaborare. Lo ascolto da quando ero bambino, andai anche a un suo instore a La Feltrinelli per il disco “Pazienza”. Per me, è sempre stato un punto di riferimento. Il fatto che prima andavo a comprare i suoi dischi mentre oggi sono in uno suo, mi ha reso molto orgoglioso. Per me, è stata un’opportunità che ho voluto cogliere sùbito.

Spostiamoci sulla tua musica. Da come me l’ha presentato la Warner, la tua è una “resurrezione”. Questo ritorno in vita, c’entra qualcosa con la dipartita da Dogozilla?

Diciamo che sono rinato, proprio perché ho intrapreso un percorso con maggiore serenità con altre persone che mi meritano, con cui ho instaurato un rapporto di stima profonda e che mi hanno aiutato a tornare con “Cristo”. Per quanto riguarda il passato, mi sentivo molto limitato e ho deciso di mia spontanea volontà di distaccarmi, perché quello non era il modo di fare le cose. “Cristo” va, appunto, a descrivere la mia resurrezione, perché ho ritrovato serenità e artisticità con un nuovo team a cui voglio bene, quindi ringrazio Warner, Cristiano Magaletti e le persone che lavorano con me. Grazie a loro, ho trovato un nuovo terreno da coltivare, prima non mi sentivo al 100%.

Ti sentivi così per i modi di lavorare di Dogozilla oppure per altro? Da come ne parli, considerando anche che con loro sei stato solo un anno, sembra che il rapporto si sia interrotto bruscamente.

No, non si è interrotto bruscamente, semplicemente sono uscito di mia spontanea volontà, perché non riuscivo a esprimermi nel modo in cui volevo.

Come apripista-social di “Cristo”, hai pubblicato un video di un minuto nel quale c’è una barra in cui dici: “Prima eri un mito ora tocca ricredermi”. Chi è il bersaglio di questa grossa frecciatina?

Il mio passato, diciamo così.

Parlami del nuovo disco.

Sta prendendo forma, è quasi finito. “Cristo” è il primo pezzo, però non sarà tutto così grezzo. Finalmente, sono riuscito a fare dei pezzi introspettivi, sono riuscito ad aprirmi, mi sto scoprendo sempre di più e ne sono felice, perché stupirà.

Un accenno di questa tua vena introspettiva si sentiva già in “Oro Cromato”, no?

Vero, è una giusta osservazione, però era un lavoro artisticamente dettato da determinate cose, ora mi sento più libero e so molto meglio dove andare a parare. Ci saranno sempre più robe conscious, perché bisogna anche un po’ accantonare l’ignoranza da galletti per entrare in una fase un po’ più di espressione.

A me piace la roba conscious, ma nei dischi preferisco che siano bilanciate con canzoni più street. Da “Oro Cromato”, ho pensato che tu sia in grado di fare album orientati in questo modo, mi aspetto un lavoro del genere.

In “Oro Cromato” c’era un approccio del genere, ma c’era pure una struttura diversa, ad esempio, nel ritornello. Adesso sono riuscito a fare pezzi più introspettivi e completi.

Come sonorità, invece? Secondo me, “Cristo” è a metà strada. C’è una parte trap e un’altra con un flow più martellante. Da questo punto di vista, come sarà il disco?

Nel disco ci saranno sonorità totalmente diverse. Ci saranno canzoni più aggressive, ma anche totalmente soft. Varierà tantissimo. Secondo me, “Cristo” è un pezzo fighissimo, grezzo e d’impatto, che descrive perfettamente la mia rinascita.

Con quali produttori hai collaborato?

Come produttori abbiamo Yung Snapp, che già aveva fatto tantissimo in “Oro Cromato”, abbiamo i 2nd Roof con cui sto facendo dei bei pezzi, poi c’è Demo che ha già prodotto la canzone “Cromito Loco” e tanti altri. Adesso sto ancora progettando, sicuramente ci sarà spazio anche per altri producer.

Riesci a fare uno spoiler per i lettori di Hano.it?

Mmm… Non credo, dalla regia dicono che non si può.

Va bene, però aggiornami sulle novità quando sarà il momento giusto. In bocca al lupo!

Arriveranno, arriveranno… Crepi il lupo!

Cromo - Cristo
Cromo – Cristo

Cristo” è un banger pieno di egotrip nel classico mood di sofisticata ignoranza (cogli le citazioni, n.d.r.) da rapper. È un brano che attraversa diversi stili musicali e vocali mostrando capacità che, in prospettiva, possono dare sempre di più. Il nuovo team in Warner Music e il distacco dalla Dogozilla di Don Joe gli hanno dato una carica emotiva che può fruttare molto, soprattutto con accanto dei produttori di grosso calibro come i 2nd Roof. Per ottenere grossi risultati, occorre fare un salto di qualità grazie a una completezza artistica che si faccia sentire più di quanto fatto finora. Con “Cristo”, le premesse non mancano di certo.

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Donato Cerone
Freelance thinker. Adoro l'economia, ma la tradisco con la comunicazione ed il marketing. Amo il rap e l'hip hop culture, ma ho il vizio del rock. Cogito ergo scrivo su Hano a.k.a. Tutto quello che scrivo è riconducibile solo e soltanto al mio pensiero anche quando differisce da quello degli altri Hanengers.