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Dj Argento ci parla del suo nuovo progetto insieme a Torbi, Tecà e Marcialledda

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Dj Argento ha da poco pubblicato un ep con la collaborazione dei suoi amici Torbi, Tecà e Marcialledda, quindi abbiamo pensato di fargli qualche domanda per saperne di più su questo progetto che lo vede protagonista.

Inizierei dal titolo alquanto curioso! Spiega cosa significa…

In primis è una provocazione, volevamo in qualche maniera autocensurarci, abbiamo utilizzato un “grawlix”, ovvero un insieme di caratteri tipografici che, soprattutto nei fumetti, rappresentano la parolaccia censurata. Ci sembrava particolare come idea. Viviamo costantemente a contatto con le fake news, una falsità che accontenta tutti è meglio digerita rispetto ad una verità scomoda che possa “ferire” qualcuno. Per come la vedo io rappresenta la morte della libertà di espressione. Facciamo musica rap, e crediamo che debba ancora veicolare messaggi che vadano controcorrente rispetto al pensiero della massa, essere politicamente corretti a tutti i costi può anche diventare deleterio delle volte.

Come è nata l’intesa musicale con Torbi, Tecà e Marcialledda e perchè la scelta di pubblicare questo EP insieme?

Nasce sempre tutto per caso, è questo il bello di potersi sentire liberi di fare le cose senza paletti mentali. Ci conosciamo da tanto ormai, era inevitabile che i nostri percorsi artistici personali si sarebbero incrociati, ci siamo resi conto di avere molte cose in comune. È germogliata in noi la voglia di fare musica, volevamo creare qualcosa di tangibile che rimanesse nel tempo. Questa è la seconda volta che uniamo le forze per un progetto che ci vede protagonisti, precedentemente sempre su Aldebaran, abbiamo pubblicato ID-Entità/Oscurità, un lavoro stampato su vinile 10”, e ci abbiamo lavorato durante il periodo più oscuro della pandemia, davvero una esperienza surreale…

Parlaci della storia che sta dietro a “Vino”, il pezzo in cui rappa anche il Danno e che è uscito come singolo.

Argento: vuol essere un omaggio al cantautore Piero Ciampi. L’idea parte da Tecà, per la realizzazione del nostro brano ci siamo ispirati alla canzone “il Vino”, nello specifico utilizzando il sample per la strumentale, così come abbiamo interpretato a modo nostro il significato del testo, sviluppando il tema con visione strettamente personale. Il Vino come metafora della vita.

Nella copertina c’è un bambino con una mascherina, è chiaro il messaggio riferito al Covid… Spiegaci cosa vuole essere raffigurato tramite questa grafica.

Il bambino rappresenta l’uomo indifeso e in qualche maniera mira ad esorcizzare questo periodo storico che stiamo vivendo. Ci siamo sentiti attaccati dalla pandemia, adesso in parte anche dalla guerra e la paura è stata ed è tangibile. Tutto sembra surreale. Il soggetto è un neonato, che costretto ad indossare una mascherina, si tramuta da simbolo di libertà e speranza nel suo esatto contrario.

Il fatto di rappare in dialetto pensi che possa compromettere la comprensione del testo da parte di chi non lo mastica molto?

In molti casi l’uso del dialetto viene considerato un limite, è in dubbio che il messaggio non può essere compreso immediatamente.
Gran parte dei testi del progetto sono contraddistinti dall’utilizzo dell’idioma locale, da sempre segno identificativo del rap di Torbi, Marcialledda e Tecà, anche se riescono ad esprimersi al meglio anche con il rap in italiano, come per il brano Vino per esempio. Siamo convinti che l’idioma locale sia un punto di forza, il più delle volte viene etichettato come provinciale e in qualche maniera viene discriminato. Credo sia una ricchezza fonetica.

Mi sembra di capire che uno degli argomenti chiave dell’EP sia la difficoltà dei rapporti umani tra le persone… Perché pensi che accada questo?

È una delle chiavi di lettura in effetti, anche se era il vero e proprio cardine dello scorso progetto ID-Entità/Oscurità. Diciamo che più passa il tempo e più ci si rende conto quanto sia difficile comunicare, nonostante viviamo in un mondo costantemente connesso 24 ore al giorno, paradossalmente non siamo più in grado di svelare i nostri sentimenti, le nostre angosce o paure. Non c’è dialogo, pensiamo di essere più preparati alla vita di quanto siamo in realtà…

A parte il Danno che abbiamo già citato ci sono altre numerose collaborazioni, nonostante il numero limitato delle tracce… Parlaci degli artisti che avete ospitato in questo EP e perchéli avete scelti.

Argento: Nutriamo un profondo rispetto per gli artisti che si sono impegnati per il nostro progetto. Da Shaone, a IceOne, passando per Zazza e i NoFang e la nostra fedele compagna di viaggio Nikaleo, presente anche nel precedente progetto. Cosa dire di loro che già non si sappia? Shaone e IceOne sono due leggende viventi per l’hip hop italiano, dei pionieri assoluti e artisti istrionici, Zazza e i NoFang sono dei liricisti davvero di spessore, hanno impreziosito di molto il progetto, e Nikaleo, la sua versatilità artistica la rende quasi una presenza obbligatoria nei nostri progetti, per me è come fosse una di noi.Li abbiamo scelti perché sapevamo che avrebbero dato il meglio, aggiungendo un punto di vista prezioso e una goccia del loro talento, e tutto quanto per noi…

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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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