Nella promozione di un disco, specie di uno atteso e amato/odiato quanto “Comunisti col Rolex”, ci sono degli appuntamenti che si distinguono dalla massa di interviste tutte uguali che ho avuto modo di leggere nei giorni passati. Stiamo parlando di quello che Fabri Fibra una volta definì “lo studio ovale di Deejay”, stiamo parlando di “Deejay chiama Italia” e di Linus e Nicola.
Doveva essere un intervista a due ma è stato, nel bene e nel male, lo zio Ax a farla da padrone in lungo e in largo. Ci sono stati momenti in cui anche gli intervistatori (costretti a giustificarsi per aver chiesto delucidazioni sullo scontro con i Marraqueno: Viva l’Italia) sono diventati soprammobili di quella che per venti minuti è sembrata più “Radio accademia delle teste dure” che Radio Deejay.
Malinconico e triste, con gli occhi di chi ha capito che per la strada verso “la jacuzzi da cui si vedono i dischi di platino” si è dovuto sacrificare molto, sia dal punto di vista artistico che umano, e forse di più di quello che ci si sarebbe mai aspettati di fare.
Si è parlato dell’Hip Hop village naufragato sotto una marea di mentos, di Dj Jad con cui non ci si telefona manco a Natale e del fratello che, invece, ha scritto “Maria Salvador” facendoci quindi pensare che, a sto punto, era forse meglio tagliare i ponti con tutta la famiglia. Il tempo vola più veloce di un instagram story e dal “se fallisco faccio il muratore, mica Music Farm” si è passati a lamentarsi delle code degli instore, dei baci delle ragazzine e dei blogger cattivoni.
Il tempo passa, ed è una merda per tutti. Anche se ti chiami J-AX. “Piccoli per sempre”, è solo una canzone.
“I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati…
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero…”
Francesco Guccini, “Il vecchio e il bambino”
PS. Federico? Silenzioso, sotto tono, no aspetta, sotto tono fa troppo rap ehm… in sordina. Si ridesta dal torpore solo per fare “mea culpa” da quell’autogol che avrebbe dato modo a quei cattivoni di Guè e Marra di farsi promo facile. Si eclissa subito dopo, probabilmente impegnato a fantasticare un’operazione chirurgica per i piedi della fidanzata o sul fatto che se cambiasse nome d’arte in Pinocchio sarebbe un casino con le rime.
