E’ uscito oggi “Player“, il nuovo album del rapper piemontese Sklero, 10 brani con i featuring di Vacca, Rico Mendossa e Thai Smoke e le produzioni musicali di Timon e Diemme.
Sklero, noto come rapper ma anche come tatuatore professionista, ha realizzato un album che incarna alla perfezione la sua attitudine underground, con un occhio di riguardo allo stile west coast e alla cultura chicana, che da anni è parte integrante della sua vita.
Per l’occasione abbiamo chiesto a Sklero di regalare un commento ad Hano.it e a tutti i suoi lettori riguardo questo nuovo lavoro con cui ha voluto, ancora una volta, manifestare la sua voglia di trasmettere le sue passioni e il suo credo senza mezzi termini e senza compromessi.
SKLERO:
“Il disco è molto vario sia a livello di suono sia nelle tematiche dei testi. Nonostante questo ha un suo filo conduttore, partendo da un’intro di presentazione che sottolinea da subito la mia coerenza e la mia determinazione: nonostante i mille problemi che la vita ci pone di fronte non mi sono mai arreso.
Imparando a incassare i colpi bassi, rispettando le regole del gioco, sono da sempre un combattente in questo campo, senza dimenticare mai i valori importanti come il rispetto, prima di tutto, e il valore della parola data e del peso che possono avere le parole.
‘Lungo la via’ cresco, imparo dagli errori, mi evolvo ma non dimentico le tradizioni dell’hip hop che mi hanno fatto innamorare di questa cultura e mi hanno portato fin qua, ma anche la voglia di tranquillità, la voglia di staccare la spina da tutto il caos che ci circonda ma soprattutto dalla tecnologia e dai social.
Ho fatto sempre tutto di testa mia senza mai dare retta a nessuno, determinato verso l’obbiettivo giocando ogni partita come fosse l’ultima. La strada mi ha segnato e insegnato tanto, soprattutto il rispetto, la fratellanza e la dignità di ciò che si fa. Ho raccolto tutti i miei pensieri nel bene e nel male mettendomi a nudo senza troppi filtri, esprimendo anche i miei pensieri più profondi. Rimango tutt’oggi radicato a questa cultura, nonostante tutto, nonostante tutti, sette su sette con le mani in pasta”

