Bullismo
Salviamo Fedez dal bullismo di Tiziano Ferro.

Ah Tizià, ma quand’è che la finisci?

Mannaggia a te e alle cazzate che dici che mo’ mi tocca scrivere un pezzo pro-Fedez. Io che piuttosto che dare ragione a Fedez mi ascolterei un disco di Capo Plaza. 

Come penso tutti sappiate, Tiziano Ferro qualche settimana fa in un’intervista ha velatamente dato dell’omofobo a Fedez. 

«Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene. Mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me»

Velatamente sì? Perché nonostante ogni giornale di questo Paese abbia titolato con “Tiziano Ferro si scaglia contro Fedez”, in realtà il cantautore di latina il nome non lo fa mai. 

È stato un giornalista in sala che, fiutando il sangue da bravo squalo, ha poi chiesto se si riferisse a Fedez. 

Tiziano, ingenuamente o meno, si è lasciato scappare: “Uno dei tanti”. 

È possibile quindi che si riferisca a “Tutto il contrario”, brano presente in uno dei primi dischi “Penisola che non c’è” e che risale a circa 10 anni fa.

Apriti cielo.

Parlare male di Fedez è lo sport nazionale preferito di questo giornalettismo 2.0 schiavo del click bait. Per carità, una cosa è l’ironizzare sulla vita di un personaggio pubblico che ha scelto di mettere la propria vita in vetrina, un’altra è cercare un pretesto per infilarlo in ogni articolo di intrattenimento. 

Non sono stupito quindi che il giornalista, invece di chiedere se si stesse riferendo a Fabri Fibra o Salmo, abbia immediatamente colto la palla al balzo per infilare nella polemica il sultano di City Life. 

Tiziano, volente o nolente, si è quindi prestato a questa polemica facendo sì che un discorso generico sul bullismo potesse assumere il volto e la musica del platinato più famoso d’Italia, offrendo il fianco a perplessità di vario genere. 

Il cantautore si è accorto dopo 10 anni di un testo di Fedez? 

  • Perché puntare il dito su Fedez quando il mondo del rap, italiano e non, pullula di artisti con posizioni ambigue sulla questione? 
  • È un caso che sto merdone sia scoppiato in occasione del lancio del nuovo disco? 
  • Perché davanti al chiarimento di Fedez, al quale presumibilmente non sembrava vero di avere ragione in tutto, hai dovuto rincarare la dose? 
  • Non si fa un danno a chi davvero è vittima di episodi di omofobia se si grida “al lupo” anche in situazioni che non c’entrano un cazzo? 

Tutte considerazioni vere per carità, ma che deviano dal vero punto cruciale della questione. Caro Tizi, il pezzo si chiama “Tutto il contrario” e altro non è che un inequivocabile scioglilingua di cose che Fedez non pensa e su cui ha posizioni diametralmente opposte. Lo dice il titolo, T-U-T-T-O I-L C-O-N-T-R-A-R-I-O. 

Mi sembra quindi lapalissiano che la frase “Mi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing” con conseguente battuta omofoba di bassa lega abbiano un inequivocabile significato: tutto il contrario. Non mi sembra esattamente ermetismo, sono sicuro che ce la puoi fare. 

Anche perché altrimenti ci inizia a venire il dubbio che il motivo del tuo livore nei confronti di Fedez arrivi da ben altra rima, che poco o nulla abbia a che vedere con le tue tendenze sessuali ma, piuttosto, con la tua presunta tendenza a far sparire i soldi in conti all’estero. 

Tiziano Ferro si è comprato l’attico di fianco a Fedez, con i soldi risparmiati a cena con il fisco inglese”. 

Fedez sarebbe quindi un Evasorofobo? 

Pensaci su. 

Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra, frequenta un Master in Digital Journalism e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo. ALTRE COLLABORAZIONI: Rolling Stone, Noisey, Il Milanese Imbruttito