Quando parliamo di hip hop sappiamo che è formato da quattro discipline, le quali non sempre (soprattutto negli ultimi anni) vengono in contatto tra di loro.
Il writing ad esempio spesso viene considerato come una realtà a se stante, distaccata dal resto degli elementi, forse perchè con il passare degli anni sempre più rappresentanti di questo fenomeno sono nati e cresciuti (artisticamente) lontano dal rap e dalle altre discipline.
Ecco, non è questo ciò che accade in “Metropolitano” il nuovo album di Coen che trasuda hip hop da tutti i pori mixando l’energia del rap con la componente più hardcore dei graffiti.
Agli appassionati del genere farà sicuramente piacere (e un pò di sorpresa) la chicca iniziale con la partecipazione di Emno, writer milanese che sta facendo girare il suo nome più di ogni altro nella scena del trainbombing.
Ovviamente c’è poi tanto rap, di quello underground e fatto bene senza tralasciare una buona dose di veleno verso alcuni “personaggi” che Coen non considera degni di rappresentare l’hip hop.
Un disco consigliato per chi è ancora attaccato alle radici del rap, dell’hip hop e del writing in particolare. Un viaggio all’interno della cultura che tanto amiamo e che vediamo però sempre meno rappresentata negli album dei rapper “moderni”.

