Arriviamo sul luogo dell’appuntamento per l’intervista con OG Eastbull con i nostri buoni 20 minuti di anticipo, ci prepariamo. Io riguardo le domande che ho pensato, mentre il buon Pinotti sistema l’attrezzatura per foto e servizio. E aspettiamo.

OG, che pare abbia l’hotel a pochi metri da dove ci troviamo, si presenta con mezz’oretta buona di ritardo.

Qui si potrebbe aprire il classico dibattito Milano-Roma. Tra noi che siamo sempre stressati e in ansia e loro più rilassati a godersi la vita. Ma la realtà delle cose è che questo è l’unico luogo comune che mi porto a casa dall’incontro col rapper romano di origini rumene che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Perché mi aspettavo di trovare un artista mezzo matto, eccessivo, sopra le righe e invece mi si presenta un ragazzo consapevole, pacato, che sa dov’è e cosa vuole.

Ci rimango un po’ male che non mi saluti con un calcio rotante, ma ci rifaremo a fine intervista, vero Pinotti?

Intanto dimmi come stai?

Sto bene, il disco è uscito da poco e son contento di come sta andando. È un nuovo capitolo. Ma anche un momento di transizione.

Senti prima di iniziare, ti devo dire che dal vivo sembri giovanissimo. Sarà che io sono un vecchio oramai… di che anno sei?

91! (ride). Ti ringrazio, me li porto bene.

Ok, partiamo. Io nel mio immaginario, pensando a questa intervista, sono partito dalla copertina del disco appena uscito, “La vita è bella”. Dove vedo un OG super pettinato. Ti aspettavo colorato e sopra le righe, e invece ti ritrovo in abito scuro completamente ripulito. Perchè?

La copertina innanzitutto è un tributo alla Vita è bella di Roberto Benigni. E a mia madre, che compare. Poi c’è Piazza di Spagna per dare quel tocco di romanità, immancabile. Comunque sì, volevamo fare una cosa diversa da quello che si aspetta la gente.

Ma la domanda è: anche la musica hai ripulito?

(Ride…) Forse in qualche modo sì. Ma non la definirei pulita, però, sì, abbiamo preso un’altra direzione. Abbiamo fatto tutto in maniera più strutturata. L’approccio rimane uguale, ma abbiamo alzato il livello.

Ma infatti io poi nel disco ci ho trovato quello che mi aspettavo di trovare.

Sì, volevamo fare level up, però le cose funzionano sempre allo stesso modo tra me e Mago (Mago del Blocco, produttore dell’intero disco, ndr), è tutto mosso dalla vibe. Facciamo sempre e solo quello che ci va. C’è l’impronta esotica, la samba trap, i suoni che riportano alla Romania, a Roma. È una fusione che rispecchia appieno quello che sono io e da dove vengo.

OG Eastbull in una sua tipica posa da combattente (Foto di Luca Pinotti)
OG Eastbull in una sua tipica posa da combattente (Foto di Luca Pinotti)

Facciamo un gioco. Prima di venire qui sono andato a fare un giro online e visto che tu sei uno che non le manda a dire avevo pensato di coinvolgerti in questa cosa… ma poi ora che mi hai parlato del disco e di dove sei e dove vuoi andare, penso sia anche un modo per fare un punto su tutto quello che è stato detto su OG Eastbull fino ad oggi, per poi andare finalmente oltre. Sei pronto?

Vai, vai, fammi sentire, stupiscimi! (ride)

Partiamo. Cosa rispondiamo a chi dice che non sei un vero rapper?

Ti dico la verità. Non posso dargli ragione, ma non posso nemmeno dargli torto. Perché non mi vedo come il classico rapper, capito? Mi vedo come più di quello. Come dico sempre io, forse un po’ esagerando, mi reputo un’icona per i pischelli che vengono da un vissuto come il mio.

Calchiamo la mano. Cosa rispondiamo a chi dice che non sei Hip Hop?

Questa è la cazzata delle cazzate. Ho fatto break, graffiti, beatbox. So’ più hip hop di tanti messi insieme….

Cosa rispondiamo a chi dice che non sei di Roma?

Se non so’ de Roma io… esce spesso sta cosa, mi dicono “ma se sei rumeno com’è che sei di Roma?”. Sono rumeno, ma son cresciuto a Roma. Mi sento più romano che rumeno.

Cosa rispondiamo a chi dice che ti segue solo perchè sei trash?

Non saprei che cazzo dire…. se io sono trash, bisognerebbe vedere gli altri. Ma non me ne frega, se mi segue evidentemente c’è qualcosa che attira.

Cosa rispondiamo a chi dice che la rissa a HHTV era un fake?

Lasciamo pensare quello che vuole. Comunque, l’abbiamo detto spesso, se qualcuno vuole accertamenti…. li accertiamo live. (ride…)

Cosa rispondiamo a chi dice che ti ispiri troppo ad Achille Lauro?

Sicuramente c’è stata una contaminazione tra i due gruppi. Visioni musicali simili, poi stiamo a un quartiere di distanza. Non la prendo male, anzi. Con Lauro e Doms abbiamo imparato tante cose, per cui bene così.

Cosa rispondiamo a chi dice che sei meglio di Achille Lauro?

Ogni artista a sé. Ognuno trasmette il suo.

Cosa rispondiamo a chi dice che la strofa di OG Easbull in Ballo del Blocco è una delle migliori della storia del rap italiano?

Oh, questo ci ha visto lungo (ride…)

Sicuramente è una delle strofe più coatte! La cosa bella è sentirla live con tutta la gente che fa il coro, senza il beat sotto. A Milano poi, quando l’ho fatta all’Alcatraz, è stato epico.

Abbiamo finito. Punto e a capo. Torniamo al disco, siamo partiti dalla copertina parlando di colori che poi uno ritrova nel disco, ma ci hai messo tutto OG Eastbull o manca ancora qualcosa?

Sicuramente ci ho messo tutto me stesso, dal passato a oggi.

La canzone più rappresentativa di La Vita è Bella e perché.

La Vita è bella perché racconta meglio il mio stato attuale.

Senti sei anche riuscito a far tornare a rappare Fred De Palma…

Eh sì, l’ho riportato alle skills originali. Tra l’altro, Ronaldinho, è quella che sta andando meglio. E ha tanto di quel Funk brasiliano che ha influenzato molti quest’anno. Al blocco da me è impossibile non sentire questa musica uscendo di casa.

Ma anche io ho rappato molto nel disco proprio per dire “Guarda che se voglio lo so fare, eh…” magari nel prossimo ci butto anche qualche extrabeat, anche se non è da me!

Una rima del disco che racconta o rappresenta o esalta OG Eatbull?

“Oh mamma, non piove più da quando il sole splende qua, la vita è bella…”

Abbiamo finito. A Milano oggi c’è il sole, anche se è pieno dicembre, un po’ come a Roma. È una bellissima giornata.

OG e il nostro Prof durante l'intervista (Foto di Luca Pinotti)
OG e il nostro Prof durante l’intervista (Foto di Luca Pinotti)