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Intervista ad Alda, la giovane promessa di Asian Fake che ha pubblicato l’ep “Tana libera tutti”

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Alda è una giovane rapper che ha da poco pubblicato il suo primo ep dal titolo “Tana libera tutti”. Fin dai suoi primi pezzi l’artista di origine albanese ha convinto subito grazie ai suoi testi maturi e pregni di significato, nonostante la sua giovane età. Per questo motivo è stata notata da una realtà importante per il rap underground italiano come quella di Asian Fake, che la sta supportando nel suo percorso. In questa intervista andiamo a conoscerla meglio.

foto di Enrico Luoni

ciao Alda, a quale età ti sei trasferita in Italia e come ti sei ambientata?

Quando ci siamo trasferiti in Italia, avevo tre anni. Ero molto piccola ma ricordo bene la botta dell’emigrazione.Senza nemmeno sapere perché, mi sono ritrovata in un altro paese, lontana dalle persone con le quali stavo crescendo.Dell’infanzia ho per lo più ricordi spiacevoli, e molti di questi sono legati alla paura che avevo di non essere capita o accettata dagli altri. Questo senso di smarrimento penso che mi accompagnerà per tutta la vita.

A livello musicale come sei entrata nel “giro”, quali sono gli artisti che ti hanno ispirato e perché hai scelto di esprimerti con il rap?

Ho sempre amato scrivere, perché parlavo poco. Mi sono avvicinata al rap perché mi serviva sentire con tutto il corpo le cose che scrivevo, e per farlo avevo bisogno di sentire anche la voce. Non tutti sono disposti a soffermarsi a leggere una poesia, ma se gliela urli in faccia è difficile che non ti ascoltino. Percepivo il rap come musica per disadattati, e io mi sentivo esattamente una disadattata. La cosa che mi piaceva di più dei rapper, era che raccontavano tutto senza filtri, anche le cose più fastidiose da sentire. La verità è scomoda e infatti non sempre viene accolta. Io amo chi ha il coraggio di raccontarla.

Il primo tuo singolo che abbiamo conosciuto è “Occhi di gatto”, ispirato a un cartone animato non proprio della tua generazione… Come mai hai scelto questo titolo?

I miei “Occhi di gatto” sono quelli del Gatto del Cheshire a cui Alice chiede consiglio sulla strada da prendere.Dopo avere scritto la prima strofa della canzone, stavo entrando in una zona insopportabile del mio cervello.Quando ragiono troppo sulle cose, mi capita spesso di arrivare a perdere il senso del mio stesso ragionamento.

Quale riscontro hai avuto dopo la pubblicazione del tuo EP “Tana libera tutti”, intendo sia dagli addetti ai lavori, che dal pubblico e anche dai tuoi amici, dalle persone che frequenti tutti i giorni…

È stato bello vedere le prime persone avvicinarsi al mio mondo dopo l’uscita dell’EP. Sapere che in un modo o nell’altro stai facendo parte della vita di qualcuno, è magico. È un po’ come quando entri nei sogni di altri.

Ascoltando i tuoi pezzi non si può non rimanere sorpresi dalla tua capacità di scrivere testi maturi e profondi, nonostante la tua giovane età… Come ti approcci alla scrittura di un tuo pezzo?

Scrivere per me è un atto istintivo. Anche le volte che mi sforzo di farlo, rimane comunque istintivo. Una volta che ho raggiunto il nucleo di quello che voglio esprimere, le parole hanno bisogno di uscire fuori. Faccio spesso delle pause tra un periodo e l’altro, ma alla fine non si smette mai di scrivere.
Le canzoni hanno bisogno di tempo per maturare dentro di me, e quando stanno per uscire lo sento.

Come sei entrata nel roster di “Asian Fake” e come ti trovi a lavorare con loro?

Doppie punte” è stata la prima collaborazione con Asian Fake, in Hanami. In quel periodo non avevo ancora abbastanza materiale da proporre, ma quando le canzoni hanno iniziato a prendere forma, è successo tutto spontaneamente. Filippo Palazzo è stato il primo a credere in me, ancora prima che esistessero delle canzoni vere e proprie, e la sua fiducia sicuramente mi ha spinta a perseverare. È più facile fare le cose quando sai che ci sono delle persone che credono in te. Sono molto grata di fare parte di una realtà come quella di Asian Fake.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Per adesso mi sto focalizzando principalmente sulla preparazione dei live. Ma ho anche tante altre cose da fare e piccoli obbiettivi da raggiungere.

foto di Dario Sbattella
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Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop da ormai troppi anni e writer fallito, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano. Si occupa della rubrica dedicata agli artisti emergenti e a quella sui Graffiti.

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