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Intervista a Puritano: “Mi piace dare fastidio con la mia musica”

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“CHI DIAVOLO È PURITANO?!” è il titolo del nuovo album dell’artista romano, un lavoro che sorprende per la gamma di sonorità che vanno dall’hard rock al punk, dal reggae e all’elettronica, senza dimenticare le radici “urban” che l’hanno portato in passato a colloaborare con Quentin40 e Achille Lauro.
Tutto ciò è stato possibile anche grazie al supporto di The Eve, produttore che ha curato tutta la parte musicale del progetto che vede tra l’altro un parterre di ospiti ricchissimo tra cui spicca il nome del rapper americano The Game.

Puritano
Foto di Didier Barontini

Vorrei partire con una domanda che ti sei già fatto da solo (ma molti ancora non conoscono la risposta) “Chi diavolo è Puritano?!”

Sai me la sono fatta tante volte effettivamente. Tanto che ormai voglio leggerla come un’espressiva invece che una domanda. Mi piace dare fastidio con la mia musica. Dalla curiosità nasce l’interesse. Questo titolo rispecchia a pieno sia me stesso che Puritano.

Nel tuo album è come se emergesse un super-genere, generato da tutte le influenze delle singole canzoni che sembrano appartenere ad un modo a sé… Qual è la motivazione di questo mix così selvaggio e a quale tipo di pubblico pensi sia rivolta la tua musica?

Da come potete ben sentire sembra quasi non essere rivolta ad un pubblico la mia musica. È più una cosa che piace a me, innanzitutto. Ovviamente è anche un freno nel mercato odierno dove prima sei un personaggio e dopo musicista, eventualmente.Un flusso di incoscienza diciamo. Oggi mi sveglio sad scrivo SORRY MAMA, domani fumo tutto il giorno a casa con la mia ragazza e scrivo NETFLIX.

Visto che su Hano ci occupiamo principalmente di rap, volevo chiederti quali sono state le tue influenze in questo ambito e come è avvenuta la tua evoluzione verso altri generi musicali…

Allora. Riavvolgendo il nastro forse la mia prima passione sono i classici dell’antologia italiana. Ancora mi diletto a recitarne le più grandi poesie da Foscolo a Leopardi o Manzoni, ogni tanto. Dopo che ho iniziato a fare musica sicuramente le mie maggiori influenze provengono dall’hard rock e dal metal. Da qui fu la branca del rock/hip hop a farmi innamorare. Dai vari Rage Against the Machine, Limp Bizkit fino al Truceklan. Sentire delle liriche così fiche sul genere che ho sempre amato ha scatenato in me la voglia di esprimermi. Mi sentivo affine a quel mondo.

Anche nei featuring sei stato molto variegato, come è avvenuta la scelta? Ma soprattutto, come è nata la collaborazione con la rapstar americana “The Game”?

Beh, i featuring sono tutti amici che rispetto sia nella vita normale che nella musica. Essendo il disco molto differente in ogni brano proprio per non dare dei punti di riferimento ed etichettarmi in un genere, ho voluto scegliere dei feat all’altezza che davvero potessero aggiungere qualcosa al brano. Cosi se fa una mina. Almeno per me. E poi c’è proprio lui si, The Game! Ancora mi chiedono se non sia una cosa finta. Non ci riescono a crede o forse rosicano. Ma una cosa è certa, non ci credo neanche io. A prescindere dal brano che è uno dei miei preferiti ringrazierò per sempre i miei fratelli la mia etichetta e me stesso per averci creduto così tanto da arrivare ad una cosa del genere. Poter discutere del proprio brano con una star internazionale, decidere concept e scambiarsi mail e decidere che tipo di pezzo fare è stato la ciliegina. In genere te mandano mezza strofa che c’hanno già pronta nel disco. Aver scritto insieme è un sogno che si è realizzato davvero. Chi lo sa che un giorno non suona in Italia e ci spariamo la FAMILIA. Che cazzo di beat che ha fatto The Eve ragazzi.

Una cosa che non si può non notare è la grafica della copertina, un’immagine piuttosto “forte”. Come mai questa scelta, e più in generale, qual è la linea grafica che hai voluto seguire per questo album?

Non è stata solo una mia scelta ma un lavoro coordinato insieme a Arakne e Sfre’. Loro hanno praticamente realizzato e reso possibile tutto questo complicato progetto grafico che rispecchiasse diverse personalità.
Mi sono totalmente affidato a loro per il mio immaginario da Puritano a tutta la musica vera e propria. Devo dire che alla fine è venuto anche meglio di ciò che mi immaginavo. Il divaricatore di mascella customizzato da Arakne è interamente fatto a mano.

La componente live: come organizzi i tuoi concerti, quali sono gli elementi che compongono la band e quanto per te è importante il rapporto con il tuo pubblico?

La mia band è composta da 5 elementi. Primo su tutti mio fratello carnale The Eve, nonché produttore di tutta la mia musica e di quella di tutta la Mitraglia. Poi al basso Bass Bunny alla batteria Pinx e ai piatti Dj Met. Questa è la formazione al completo e saremo in giro questa estate. Raga a sto giro penso che in Italia poche band siano potenti come la mia. In più sarò special guest di parecchie date del tour estivo di Brusco.
Insomma seguitemi sui social che cosi restate aggiornati magari veniamo presto nella vostra città

Il pezzo “Thoiry” rappresenta un tassello importante della tua carriera, cosa pensi di quel pezzo a distanza di cinque anni? Cosa ti è rimasto di quell’esperienza e del rapporto con gli altri artisti che hanno partecipato?

Allora Thoiry è Thoiry. Il mood animalesco è palesemente il nostro e sono contento che dopo tanto tempo la gente se ne sia accorta. Diciamo che dopo due platini mi sono voluto prendere del tempo con The Eve e i miei musicisti così da poter portare un altro prodotto all’altezza. Ormai siamo in Serie A. Lottiamo per la salvezza ma è Serie A.

Andrea Bastia
Andrea Bastia
Appassionato di cultura hip hop e writer, dopo qualche esperienza in proprio sul web approda definitivamente su Hano.

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