Malattie rare degli occhi, un tema sottovalutato

Spesso investimenti in ricerca e sviluppo non bastano a richiamare l’attenzione della gente, occorre fare uno sforzo in più: bisogna fare rete per coinvolgere le persone. È proprio questo lo spirito della campagna di sensibilizzazione #FightForLight promossa dal gruppo Dompé, azienda che opera nel settore farmaceutico dal 1940 nata dagli studi svolti nel 1853 da Gian Antonio Dompé, cultore e appassionato delle scienze chimico-farmaceutiche.

Partendo dagli studi che hanno consentito a Rita Levi Montalcini di vincere il Premio Nobel per la Medicina nel 1986, Dompé sta svolgendo attività finalizzate alla guarigione da quelle patologie che colpiscono gli occhi e che non hanno ancora una cura.

“Il nostro obiettivo è trovare soluzioni innovative per migliorare la salute dell’uomo. Il nostro impegno è trasformare gli sforzi in ricerca con passione, competenza e coraggio”

La mission di Dompé trasfonda nell’evento organizzato, in occasione della Giornata internazionale delle malattie rare, a Milano presso la Fonderia Napoleonica Eugenia. La serata è l’occasione per proiettare il cortometraggio “In the Woods“, che è parte integrante della campagna. Il video è stato ideato dall’agenzia Saatchi & Saatchi con la regia di Roberto Saku Cinardi mentre la realizzazione è di Think Cattleya. A dare il volto al ragazzo che brancola nel buio è Gabriele Mainetti, a lui spetta il compito di veicolare il messaggio della campagna: chi soffre di malattie rare agli occhi può incorrere in momenti di sconforto, sgomento e affanno poiché può essere difficoltoso ritrovare la via per la luce.

Per saperne di più sull’evento basta fare una ricerca su Twitter, ma per capire la vita di chi ogni giorno lotta bisogna avvicinarsi al mondo della ricerca per combattere quei malori, sempre più spesso privi di una cura, che causano sofferenza fisica ed emotiva.

Donato Cerone
Lucano dal mezzo sangue pugliese (un po' come nel film di Harry Potter, ma senza il principe). Mi occupo di comunicazione digitale, amo l'economia di azienda e ogni forma organizzativa. Mi piacciono le parole, ancor di più se sono incasellate tra gli schemi metrici e le melodie su quattro quarti del rap, quelle della musica rock o del cantautorato. Sono appassionato di supereroi, come quelli dei fumetti che hanno spazio su grande schermo e serie tv, ma nella vita vera preferisco gli sfigati.