La rapper torinese Ellie Cottino ha pubblicato il suo nuovo album “Matriarchia“, un lavoro che già dal titolo è una dichiarazione d’intenti ma che non va limitato ad una semplice critica del “patriarcato“.
Nel suo lavoro infatto Ellie Cottino trasmette molto più di questo. Parliamo di un manifesto politico (vedi il pezzo con Assalti Frontali), ma anche artistico e che tocca diversi generi muiscali oltre all’hip hop che rappresenta senza dubbio la parte predominante.

Il cosidetto “girl power” appare forte nelle tracce del disco, questo rimane a mio avviso il concetto più rimarcato e presente nel disco. Con le sue rime che arrivano dirette e potenti la rapper torinese non nasconde certo il fatto di voler portare avanti il messaggio che la donna deve avere un ruolo da protagonista così nella musica, come nella vita.
“L’energia femminile è così potente, che ci hanno fatto su un culto che la opprimesse. Che la temiamo persino noi donne stesse, perchè da sempre ci trattano come bestie.”
da: Su misura (traccia 7 dell’album)
Questo è solo un passaggio dell’album che mette in evidenza quanta rabbia e quanta voglia ci sia da parte di Ellie Cottino di comunicare cosa pensa di questo aspetto che è poi il fulcro dell’intero album.
In tutto questo ovviamente non bisogna mettere in secondo piano le capacità tecniche da rapper di Ellie, che si muove agilmente anche su basi reggae come quella del pezzo “Babylon Dem” oppure cazzeggia semplicemente in pezzi più leggeri come “Big Gyal”.
In conclusione mi sento di dire che l’elemento caratterizzante di “Matriarchia” è la forza.
La forza della sua protagonista che dimostra di avere le palle (a proposito di patriarcato) e la forza dell’hip hop che riesce a trasmettere questi messaggi attraverso la musica.
