Yaba Scar - Chi dice che in Italia non si può fare Reggaeton?
Yaba Scar - Chi dice che in Italia non si può fare Reggaeton?

Da circa un anno a questa parte le correnti di pensiero sulla musica trap si sono un po’ divise, mentre nel resto del mondo il reggaeton è diventato il genere musicale di spicco, in Italia fatica a partire, discriminato dalla reputazione di “musica per l’estate“. Eppure uno tra i primi ad aver portato le influenze latine nella trap è proprio Sfera Ebbasta con il singolo “Figli di Papà” (2016).

Ad oggi sono pochi gli artisti della scena a portare avanti le sonorità sudamericane, primo fra tutti Fred de Palma che si è autoproclamato capo assoluto del reggaeton italiano (e anche l’unico), crossover che gli ha fruttato ben 5 dischi di platino in soli sei mesi.

Ma oltre agli artisti affermati, quanti sono gli emergenti che hanno dato una sterzata al “sogno” trap, per immergersi in un mondo fatto di melodie e gente che twerka?

Oggi per Hano.it ho intervistato Yaba Scar, un artista reggaeton emergente che è appena uscito col suo nuovo singolo “Ultimo Giro“, per capire le dinamiche di chi canta fuori da un coro che fa “skrrtt”.

Come nasce la tua passione per la musica?

Ho iniziato a scrivere i primi testi all’età di 16 anni, il genere che mi ha fatto crescere artisticamente è stato il rap, ne ascoltavo un botto, anche se col passare del tempo ho notato questa mia peculiarità che mi spinge verso le melodie, trovandomi bene su beat latini e reggaeton. Macinavo singoli su singoli con l’obbiettivo di portarli su più palchi possibili, così col passare degli anni sono riuscito ad aprire i live di artisti di fama nazionale come: Shade, Rocco Hunt, Boro Boro, Dark Polo Gang , Mostro, Boomdabash.

Cosa ne pensi degli emergenti che stanno prediligendo le sonorità latine a quelle trap?

Penso che la scena emergente reggaeton sia “povera” di artisti. È un genere che cavalca ormai puntualmente le prime posizioni delle classifiche mondiali, lo sentiamo nei club, nelle radio, ovunque! In Italia oltre qualche artista affermato come Fred de Palma e Vale Lambo, si sente poco il “reggaeton nostrano” e visto l’afflusso di artisti ( emergenti e non ) che lavorano ancora a progetti prevalentemente trap, questa “onda latina” potrebbe sicuramente portare un cambiamento (non un innovazione) come lo è stato anni fa con l’arrivo della trap nel nostro paese.

Di cosa parla “Ultimo Giro” e come è nato?

Il brano parla di una “storia d’amore” vissuta in segreto, nella quale lui continua a provarci nonostante lei si trovi già in una relazione sentimentale. Nel ritornello si riassume lo storytelling dove nonostante tutto, i due riescono a viversi anche se per l’ultima volta, per un “ultimo giro”

Il brano nasce una sera in studio quando il mio produttore mi fece sentire una bozza alla quale aveva lavorato nei giorni precedenti. Volevo creare un testo che parlasse principalmente d’amore creando così una similitudine tra le “curve” di una donna e quelle di una pista.

Hai dovuto modificare i progetti futuri a causa del Covid19?

Io fortunatamente sono riuscito a portare l’attrezzatura del mio studio in casa, quindi passo le giornate come le passavo prima, senza i ragazzi del team ma continuando a lavorare!

Dopo l’uscita di “Ultimo Giro” sto lavorando insieme alla mia manager per la programmazione delle prossime uscite, si stava lavorando anche sul fronte live come ogni estate ma purtroppo data la situazione che si è venuta a creare non possiamo che far slittare gli eventi all’estate del 2021.

Laura Skid Saccà