Axos
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Il 23 novembre, nel cielo del rap italiano c’è stata la luna piena, quella che illumina il circostante pur essendoci buio. Ha generato una luce breve, è durata solo undici minuti e venti secondi, ma ho voluto prolungarla facendo una chiacchierata con il suo fautore. Quella luna si chiama “Corpus: L’Amore sopra” ed è stata pubblicata da Axos allo scoccare della mezzanotte. Al suo interno c’è tutto quello che deve avere un progetto rap: rime, ritmo e poesia. È un EP profondo, denso di melodia, pieno di tecnica e di figure retoriche, la sua voce grave ha mescolato il tutto creando sinergia tra gli ingredienti.

Axos - Corpus L'Amore sopra
Axos – Corpus L’Amore sopra

Ci sono stati alcuni aspetti che mi hanno incuriosito. Per approfondirli, ne ho parlato con l’artista trattando diversi aspetti, compreso l’uso della luna come simbolo.

“Corpus: L’amore sopra” è un lavoro introspettivo, come tutta la tua musica d’altronde. Da cosa è nato il concept di questo nuovo progetto?

Il concept di “Corpus” nasce dalla gente, dall’impatto che sto avendo sulle loro vite e l’impatto che le loro vite stanno avendo su di me, dai fan e dal team di fratelli con cui lavoro ogni giorno. Nasce come passo pre “Anima Mundi”, il disco che sto preparando da quasi due anni. In mezzo, ho voluto che ci fossero i passaggi che mi stanno portando a quel disco. Aprire le menti. “Corpus” è il mio corpo e l’insieme di persone con cui sto, la famiglia che ho in me e che ho negli altri. È l’esigenza di trasmettere.

L’anno scorso hai pubblicato “Anima Mea”, quest’anno “Corpus: L’amore sopra”. Perché hai scelto di uscire con due EP anziché un album?

Corpus” e “Anima Mea” delineano un percorso, un percorso che tengo molto a far fiorire anche per far capire che posso fare tutto, dalla trappata più cattiva al pezzo classico fresco, dalla roba cloud al pezzo più indie senza mai snaturarmi. Nascono per accompagnare chi mi ascolta verso il disco che sarà anche il coronamento di un percorso difficile, ma davvero pieno di soddisfazioni. Avevo bisogno di continuare il viaggio e l’ho fatto rendendo partecipi tutti. Avrei potuto stare in silenzio fino al disco, ma non sarebbe stato vero. Ho sempre lavorato tanto e ho dovuto far sì che il frutto di ogni fatica non andasse più sprecato. Ho voluto dare a chi mi ascolta la sensazione di guardare fuori dal finestrino, insieme a me, il paesaggio che scorre. Ho dato importanza al tragitto.

Quali sono le differenze tra il lavoro in un’etichetta e quello da indipendente?

Dipende. Il lavoro in etichetta richiede rigore, da indipendente devi essere un soldato. Mi piace lavorare con le etichette, ci sono tante persone in gamba, però bisogna trovare chi davvero ci crede quanto te, sennò preferisco crederci coi miei e non rovinare le vibe. Dal punto di vista artistico, nel mio caso cambia poco. Voglio fare tutto e sono convinto che sia l’identità dell’artista a rendere suo un suono, non viceversa. Se domani volessi fare un pezzo pop prenderebbe comunque la mia identità, sarebbe un pezzo pop di Axos, quindi le etichette e anche le “imposizioni del mercato” non mi spaventano.

In “Herekè” autociti la tua “Blue Room” dicendo: «Ho la faccia di chi muore, ma non di chi perde», in “Dry” fai riferimento a “Nocche Nere”, il brano in collaborazione con Slait, Salmo e Lanz Khan. Qual è il fil rouge tra la tua musica più recente e quella passata?

Non c’è un fil rouge che non sia io e la mia visione del mondo in mutazione. Mi piace riprendere le mie frasi. La musica, ora, viaggia in fretta come tutto. È diventato tutto così di consumo che anche le mie parole a volte le sento cadute nel vortice e poi dimenticate, allora le riprendo, le ripropongo, le rendo un po’ meno mortali.

Hai usato la figura della luna come strumento di comunicazione con i tuoi fan per introdurre l’EP. Perché hai scelto proprio questa figura?

La luna mi condiziona e fa parte della mia vita di bambino e poi ragazzo insonne. Quando cresce la luna cresco anche io, ogni volta. Saprei dire se la luna è calante o crescente semplicemente dal mio umore. Nelle notti di Luna piena sto bene, la posso guardare negli occhi e vedermi limpidamente. Mi sento un lupo mannaro al contrario, divento più buono. Sono nato con la luna a tre quarti, quel quarto finale è il tallone d’Achille. Il mio tallone d’Achille è la mia mente. Quando la luna è piena mi sento perfetto.

Pubblicato da Axos su Giovedì 22 novembre 2018

Potremmo dire che l’emblema del progetto è rappresentato dalle frasi: «Il dolore non si chiude mettendoci pietre / Io c’ho messo l’amore sopra, l’amore sopra», tanto che hai usato lo stesso concetto anche nel titolo. Cosa vuoi trasmettere? È semplicemente una tua esperienza personale o vorresti che il valore di queste parole diventasse un consiglio per chi ti ascolta?

Sono stato riempito di odio, ma sono assolutamente portato ad amare. Ho accettato la mia natura di violento sostenitore dell’amore profondo. In tanti ci vedono solo un riferimento all’atto sessuale o prendono questa frase tipo un “guarda e passa”. Come ho già detto, non vedo l’amore come un sentimento positivo a prescindere, non è legato per forza a una visione serena. Crea una vibe così forte che può facilmente sfociare nell’odio. Io combatto per quello che amo così come davanti a me c’è chi sta combattendo per ciò che ama. Farci l’amore sopra vuol dire imparare ad affrontare tutto a testa alta, senza cedere un passo. Questo è un buon consiglio.

Sei stato un rocker e continui a inserire riferimenti a quel mondo. Quanto conta nella tua musica rap il genere rock?

Conta tanto quanto contano tanti altri generi. Ho mangiato musica e ho bevuto musica. Il rock per me è un’attitudine, un’attitudine che spesso si rivela nella musica con le influenze di genere in mezzo a tutto l’enorme calderone di influenze che ho.

Credi che la tua scrittura aulica possa ritagliarsi uno spazio importante proprio oggi in cui il rap sembra essere invaso quasi totalmente da contenuti materiali?

Ho semplificato tutto, ora credo di aver toccato il punto giusto. Essere leggibile da tutti senza perdere il contenuto è stata una battaglia contro il mio feticismo per l’italiano. Ritengo ancora importante parlare bene la propria lingua e penso che se non SAREBBI nato in quest’epoca, nessuno avrebbe detto niente. C’è gente che scrive come parla, ma non sa parlare. Questo mi lascia un po’ allibito a volte.

Per me, le barre più artistiche e profonde di tutto l’EP sono “Sei la Marina di Zafón, la Giulia di Venditti / La Cura di Battiato, la Linda di Battisti”. Quali sono quelle a cui sei più legato?

Vogliono cambiarmi senza rischi da verista in verme, dicono che ai dischi serve“. Mi viene in mente questa, perché dice tutto. Non aggiungo altro.

Quali saranno i prossimi passi di Axos? Hai in mente delle date, un tour o attività promozionali per l’EP?

Sono da poco stato contattato da Monster per diventare il primo rapper italiano sponsorizzato da loro. Se penso che in Monster ci sono Valentino Rossi, McGregor e MGK svengo. È un’azienda che punta molto sulla qualità e sul lato dark delle cose, in me hanno visto il lato dark definitivo (ride, ndr). Oltre ai miei live, insieme faremo un sacco di eventi molto interessanti. Il 22 Febbraio, per esempio, ci vedremo all’Alcatraz di Milano per una serata di quelle che il giorno dopo fanno rosicare chi non è venuto. Abbiamo deciso di partire da Milano, perché è la mia città e perché adesso voglio sentire, più che in ogni altro momento, il calore dei miei fan di tutta Italia e farli confluire nella città che mi ha messo al mondo. Sad Army.

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Mi hanno dato del pazzo in molti ultimamente. ? Me lo accollo. Se non fosse così tutto questo non esisterebbe. Vi avevo detto che con @monsterenergy vi avremmo resi partecipi. Ecco. Adesso sono io che chiedo a voi un pò di buona follia. Fate il gesto d’amore piu estremo e più matto che vi venga in mente. Taggatemi con l’hashtag #amoresopra. Sceglierò personalmente i migliori. Quelli che mi colpiranno di più, avranno la possibilità di vivere momenti speciali con me A PARTIRE dal 22 Febbraio al live dell’ @alcatrazmilano. (non fate e non fatevi del male, voglio spingere a gesti positivi e forti). SAD ARMY È PER SEMPRE. Via al King of Locos! #advertising #monsterenergy #monstermusic #kingoflocos #sadarmy

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Personalmente, ho solo una delusione per questo EP: dura troppo poco. So bene che non posso pretendere di più dall’ascolto di un extended play, per questo spero che il disco, che ancora non ha una data di uscita, arrivi in fretta per completare un percorso musicale molto interessante.

Donato Cerone
Freelance thinker. Adoro l'economia, ma la tradisco con la comunicazione ed il marketing. Amo il rap e l'hip hop culture, ma ho il vizio del rock. Cogito ergo scrivo su Hano a.k.a. Tutto quello che scrivo è riconducibile solo e soltanto al mio pensiero anche quando differisce da quello degli altri Hanengers.