Rap
Rap

La settimana passata è stata movimentata dall’uscita di Auto Blu di Shiva sulle note di Blue (Da Ba Dee), la clamorosa Hit dance del 1998 degli Eiffel 65, che ha avuto il pregio di stimolare Salmo in una delle sue uscite evangeliche su Instagram. Il rapper sardo si è avventurato in una teoria, ossia che la commistione tra Rap e musica elettronica diventerà la strada che i rapper decideranno di intraprendere da qui al prossimo futuro

Ma, come spesso capita in questo mondo dove l’ego fa da padrone, più che la teoria sul futuro del buon Salmo ha fatto discutere la sua revisione del passato. Proclamandosi, come spesso gli capita, “pioniere di”, ha voluto rimarcare una sua presunta primogenitura di questa tendenza, ricordando alcune sue produzioni datate inizio anni ‘10, che ha però fatto storcere il naso a molti. Non ultimi dei mammasantissima come Marracash e Guè Pequeno.

Però il commento degli ascoltatori e appassionati che rimbalza dalla rete con più insistenza è stato: “Ma come, il Pagante lo fa da 10 anni!?”

Non sono un grande esperto di musica elettronica e nemmeno un grande fan del Rap fatto su questo tipo di produzioni e quindi ho pensato bene di chiedere direttamente a Eddy, frontman e deus ex machina della band che ci fa ballare da anni con Hit che vanno da “Pettinero” a “Settimana Bianca”, dove stesse la verità. 

Caso vuole che Eddy abbia anche una grande passione per il calcio che ne ha fatto uno dei membri storici della Nazionale Hip Hop, oltre che un centrocampista di discreto livello, e che proprio in questi giorni di isolamento io fossi in contatto con Michelazzo, il padre fondatore del progetto, e quindi abbia pensato bene di chiedere se potesse intercedere con Eddy per farmi ottenere un “lancio in profondità alla Pirlo” sul tema del momento, che penso lo riguardi molto da vicino.

Eddy Virus
Eddy Virus

Prima però ho fatto un passaggio in redazione con il mio collega Diego Carluccio, vero appassionato di musica elettronica nonché fan della prima ora del Pagante col quale ha anche girato di recente un video della serie “Backstage Stories”, a cui ho chiesto qualche dritta su un mondo che conosco poco. 

Eddy, come hai preso l’affermazione di Salmo e la risposta della rete che ricorda il ruolo determinante de Il Pagante nella storia del rap e musica elettronica?

Il problema non è Salmo che quando è esploso nel 2009/10 effettivamente faceva uscire delle tracce su delle produzioni dubstep, il trend elettronico del momento al tempo è durato anche abbastanza poco. Salmo ha tutto il diritto di dire che dall’inizio lui ha portato questa cosa di rappare sull’elettronica come però è ovvio che ci sia chi l’abbia fatto prima di lui. Lui stesso ha citato Phra dei Crookers, per cui penso che su questo punto sia stato chiaro. Il problema non è lui, ma i mezzi di informazione, come Esse Magazine, Noisey, che per far notizia danno un titolo sbagliato, fuorviando l’utente. Dando così un’immagine sbagliata della storia del rap fatto sulla cassa dritta. Poi, sì, noi del Pagante non siam stati menzionati, salvo poi essere recuperati in un secondo articolo di Noisey dopo le critiche ricevute, ma francamente stiamo basando una carriera, ormai quasi decennale, sul Rap fatto sull’elettronica e mi sento di dire che stiamo facendo la storia di questa cosa. Se uno è in grado di capirlo, bene, se vuole nasconderlo, fatti suoi. I dati parlano per noi: soldout nelle discoteche di tutta Italia, nei palazzetti, dischi d’oro, dischi di platino. Abbiamo collaborato con dei rapper di riconosciuta credibilità musicale come Emis Killa, Madman, Jake La Furia. Godiamo del rispetto dei pionieri del Rap, noi lo facciamo sull’elettronica e chi non vuol capire, amen.

Che poi, andando in profondità, in realtà bisognerebbe distinguere tra Dance, Elettronica, EDM. Voi, correggimi se sbaglio, siete stati i primi a metter testi rap su basi EDM che potevano essere di un David Guetta o Martin Garrix, mentre magari i Crookers, citati da Salmo, erano più legati a un suono elettronico Anni ’90.

Esattamente. La musica elettronica negli anni ha avuto diverse sfaccettature, ma una delle più grandi parentesi negli anni è stata appunto l’EDM. Che adesso è abbastanza tramontata con l’esplosione della trap. Ma che conta superstar planetarie come Martin Garrix, David Guetta, Swedish House Mafia e altri. Il Pagante esplose in quegli anni lì, 2011-12, quando l’EDM era il trend del momento e noi facevamo appunto Rap su produzioni EDM. Big Room, Electric house, Progressive house e tutte quelle derivazioni dell’EDM e forse potrebbe essere per questo che alcune testate giornalistiche che si occupano di Urban vogliono escluderci dal “catalogo”. 

Per quanto riguarda la Dance vera e propria invece allora possiamo andare ancora più indietro perché persino Space One sul finire degli anni ’80 rappava sulla Dance (forse anche perché all’epoca c’era poco altro…), per cui in realtà, come spesso accade, ovunque e nel Rap ancor di più, è un ritorno al passato, non un viaggio verso il futuro. Cosa ne pensi? Pensi davvero che il Rap si stia spostando massicciamente verso la Dance/Elettronica?

Difficile trovare un’origine a questo movimento. Negli anni in cui è nato il Rap parecchia gente ha fatto esperimenti su bpm un po’ più veloci ed è un attimo definire EDM, cassa dritta, etc. è una visione abbastanza personale e quindi si crea confusione. Certo, nel caso nostro è palese che noi facciamo Rap su musica elettronica, in altri casi la cosa è più nascosta. Detto questo io non so se il trend diventerà rappare sull’elettronica, a me sembra una cosa ciclica. Affermare che tutti inizieranno a fare questa cosa e basta secondo me non è vero, anzi, per me molti stanno anche pensando di abbandonare l’808 per tornare a un rap più vecchia maniera. Vedi Griselda. Noi continueremo a fare il nostro, coerenti, non abbiamo mai cambiato in base alle mode. Non ci siamo messi a fare trap ad esempio. Abbiamo fatto esperimenti come magari passare dall’EDM alla Techno e altre sfaccettature della musica elettronica.

Che poi, per poter dire che questa tendenza sia di matrice molto italiana, bisognerebbe che, oltre al gusto, anche i contenuti e le ambientazioni lo siano, cosa che nella vostra produzioni è evidente e predominante. Anzi è proprio la vostra cifra stilistica.

Corretto. Il nostro progetto, mi vien da dire, è abbastanza unico. Non solo come tipo di sound ma anche di contenuto. E mi rendo conto sia difficile da catalogare. Curiamo tanto l’aspetto della produzione e io tantissimo quello dei testi, le rime, il contenuto, la terminologia. Il nostro pubblico ha imparato ad apprezzare tantissimo questi dettagli, come apprezza le chicche all’interno dei video. Pillole che entrano in testa senza che siano palesi, quasi subliminali!

Rimanendo sull’attualità: come hai trovato l’esperimento di Shiva con gli Eiffel65? A noi è sembrata un’occasione persa. Un volersi confrontare con un pezzo larger than life senza la giusta maturità e background (anche comprensibile data l’età) così da rimanerne schiacciati.

Conosco Shiva da parecchi anni e mi ricordo quando andai a vederlo a un contest di freestyle a Brugherio, o giù di lì e lui, poco più che 14enne e già spaccava. Mi sento di dire anche che Shiva, a differenza di altri trapper, ha un background diverso, viene dal rap hardcore. Per diversi anni ha fatto questo, con Honiro, e certamente l’ha aiutato a maturare nei testi, nella tecnica e nel flow. Ma è normale che alla sua età abbia voluto provare l’esperimento della trap che sicuramente gli ha portato maggior visibilità e oggi abbia voluto provare anche lui questo recupero dei campioni dell’elettronica. Probabilmente su uno dei pezzi più iconici della musica elettronica italiana. Non mi sento di dire che abbia fatto il passo più lungo della gamba. Anzi, quando è trapelata la preview mi sono gasato perché il ritornello è davvero killer. Forse l’intero pezzo poteva essere sviluppato meglio. È stato semplicemente campionato il pianoforte di Blue e poi messo in loop una drum e un basso per tutto la durata del pezzo senza dei punti alti e bassi. Così le strofe mi sembrano un loop infinito e, sarò sincero, mi annoiano un po’. Però il pezzo farà successo sicuramente perché il ritornello è molto forte.

Ringrazio Eddy per questa intervista. Abbiamo pensato fosse importante avere un suo parere sul tema perché la carriera del Pagante ne certifica l’autorevolezza. E lo ringrazio perché so quanto gli costi rilasciare dichiarazioni e, paradossalmente, mettersi al centro del palcoscenico, quando quel palcoscenico non è un palco di un locale. In un mondo di primedonne, dove si fa a gara per attirare dell’attenzione anche laddove non vi si trovi alcun motivo rilevante, penso che Eddy sia un po’ come Pirlo, il calciatore citato in apertura, di poche parole, riservato, ai limiti della timidezza, ma in campo parlava eccome e nessuno poteva permettersi di non ascoltarlo.

Eddy, lo so che sei interista.