Curiosando nel web sono incappato in una pagina Facebook troppo interessante per lasciare semplicemente un like e scappare via… La pagina in questione è WritingMagazines PDF e come potete intuire dal titolo si pone l’obiettivo di mettere a disposizione di (cito letteralmente) “vecchi amici e nuove generazioni di maniaci del lettering e dei puppets a spray” un grande quantitativo di fanzine di graffiti di vecchia data, digitalizzate e messe in freedownload.

Una cosa del genere può dare a chi ha vissuto l’ambiente dei graffiti dai ‘90 in poi, più o meno la stessa dipendenza data da Netflix ad uno che deve scontare gli arresti domiciliari. Ed è per questo che, volendo scoprire qualcosa in più su questa preziosa iniziativa, sono andato a chiedere informazioni direttamente a Pietro Maiozzi, in arte BOL, lo street artist che ha ideato e realizzato fisicamente il progetto.

Link alla pagina Facebook Writing Magazines PDF

Link al sito internet di BOL: www.bolgraf.it

Ciao Pietro presentati, chi sei, cosa fai e come nasce la tua passione per il mondo dei graffiti?

Sono una persona quasi cinquantenne che da 30 anni viaggia nel mondo del writing ed in tutto quello che mi circonda trovo ispirazione. Ho iniziato facendo pittura murale al Centro Sociale Occupato Autogestito Forte Prenestino di Roma, poi sono passato al writing nel 1990.
Oggi dipingo ancora muri, ma ormai scrivo il mio tag quasi sempre come firma vicino ai miei pupazzi Lallo il Pappagallo e Lalla, la sua compagna anche se ogni tanto un lettering “BOL” ci scappa. Le mie crew sono state TheMadHatters, 23Recordz, Tremaroma e PocoDiBuono. 

Tengo laboratori di pittura di strada da più di 20 anni con gruppi di giovani che coordino, lavoro a tempo pieno come grafico, scrivo articoli e partecipo alla scrittura di libri sulla cultura underground, rappresento gli artisti di strada in incontri, convegni e lezioni universitarie, attacco i miei adesivi per strada, dipingo quadri, ho fatto diverse autoproduzioni di art toys in serie limitata, curo eventi di pittura ed esposizione, realizzo stampe limitate delle mie opere a prezzi popolari, espongo in gallerie, musei e associazioni solo se il progetto di cui faccio parte mi interessa, sono amministratore della pagina Facebook Cacciatori di Street Art, colleziono opere di street artists e writers, giocattoli giapponesi Chogokin o in vinile anni ’70 e art toys in vinile moderni, archivio adesivi commerciali ed autoprodotti dal 1975 e naturalmente libri e riviste HipHop o di solo writing praticamente da quando sono uscite in Italia.

Perché hai deciso di cimentarti in un lavoro “impegnativo” come quello di WritingMagazines PDF, e a chi ti rivolgi con questa iniziativa? Dove ti procuri il materiale? Quanto tempo dedichi all’attività di digitalizzazione e archivio delle fanzine?

Sono appassionato alla trasmissione della conoscenza in maniera orizzontale e gratuita e penso che la condivisione in un formato come il PDF sia lo strumento più adatto a questo scopo. Lavoro in un reparto di comunicazione e sono stato sempre attento all’evoluzione delle tecniche e mezzi che ci permettono di farlo. Dalle chat su IRCnet a Fotolog a Myspace a Facebook non mi sono perso molto di quel tipo di fare comunicazione e, dopo aver scritto il codice del mio sito www.bolgraf.it, mi sono chiesto se avevo ancora voglia ed energie da spendere per il movimento del writing italiano. Visto che dal 1995 spedivo foto, articoli e documentazioni alle riviste italiane ed europee e al sito www.artcrimes.org, uno dei primi del settore, conoscevo diverse persone in questo ambito di autoproduzione editoriale e per diversi di loro “smazzavo” fanzine su Roma allora altrimenti introvabili.
Dunque ho il materiale, so a chi chiederlo o comunque lo trovo tramite i miei contatti, ho del tempo liberato dal lavoro dipendente, ho qualche nozione di HTML e credo sia importante mantenere memoria collettiva di quello che abbiamo sudato in questi anni. Sono il genere di persona che avendo gli ingredienti e fame si mette a cucinare senza indugio. Mi sono dunque messo all’opera scansionando “ILL FAME” di Wany perché lo considero un fratello acquisito e poi perché ero sicuro che gli avrebbe fatto piacere autorizzarmi alla pubblicazione per questo progetto. Poi ho scansionato “COLLAGE” dei mitici Tiker di Crema e il grande Airone mi ha indicato dove scaricare 3 numeri di Tribe. Da qui sono partito con il progetto che grazie al Trota e la sua spettacolare “Maccaroni” su Roma ha avuto un picco di visualizzazioni non indifferente.

Una pagina interna dedicata ai treni, presa dal numero zero di ILL FAME, la fanzine curata da Wany
Una paginona presa dal secondo numero della fanzine storica “Maccaroni”

Chiaramente mi rivolgo ai writers, ma col tempo ho capito che può essere una fonte bibliografica importante anche per altri soggetti in quanto le fanzine autoprodotte sono il miglior specchio storiografico di questo movimento soprattutto per il fatto che sono state create dai suoi protagonisti, non hanno mediazioni, sono fresche e a km zero in tutti i sensi. Dedico poco tempo al progetto, quello che riesco a liberare da altre 23.745 attività che mi coinvolgono, ma non credo sia importante la quantità di materiale che riesco ad uploadare, è importante il consenso-autorizzazione dei legittimi proprietari di quel materiale, l’apprezzamento del pubblico e la comprensione di quanto ci è costato in tutti i sensi produrre spazi di libertà visuale dove giaceva inerme la libertà di espressione. Leggere i commenti di persone che si ritrovavano tramite la pubblicazione delle riviste online e tanti anni passati a fare altre cose è stata una cosa fantastica. Nonostante tutto abbiamo ancora strumenti che fanno comunità (come ad esempio erano le jam sparse in tutta Italia a cui partecipavamo con entusiasmo) e vedere che funzionano è una gran soddisfazione.

Una pagina della rivista “Paper Experience” dedicata alla jam Street Fever del 2005 (clicca per ingrandire)

Cosa pensi della scena attuale dei magazines, compri ancora le riviste? O segui il writing anche tramite internet?

Come per le riviste autoprodotte dai punk negli anni ’80 o dal movimento extraparlamentare ad oggi ho visto una notevole evoluzione soprattutto nei mezzi di produzione, ma anche dal punto di vista dell’impegno profuso e nei risultati raggiunti.

Oggi compro ancora qualche rivista autoprodotta da GraffDream, il negozio specializzato di Roma, ma non più ogni fanzina che esce anche perché sarebbe troppo oneroso. Diciamo che compro quelle prodotte dagli amici o dalle persone che conosco e quelle che ritengo molto interessanti sotto il profilo dei contenuti. Seguo il writing soprattutto per strada, su Facebook e Instagram tramite il mio profilo bol_pietromaiozzi e devo dire che lo vedo più vivace di sempre nonostante l’aumento del numero di vecchietti in azione.

Nel n. 3 di Tribe, un intervista ai Radical Stuff con un infuocato Kaos One che non le manda certo a dire (clicca per ingrandire e leggere)
Una paginata dedicata ai muri presa dal n. 5 della fanza “Stylebusters”
Una pagina di treni presi da Yards on fire n. 1