Tobet
Tobet

L’artista che vi presento oggi non è un writer, non lo è mai stato, ma ha trovato un modo alternativo e personale di esprimere la sua creatività, prima solo per stesso e in seguito ha deciso di mostrarlo a tutti. Ecco a voi l’intervista a Tobet.

Tobet

Ciao, dicci come è nata la tua passione per il disegno e quando hai deciso di iniziare a trasferire sui muri la tua arte.

Ciao e grazie mille per l’opportunità!
Ho cominciato a disegnare da piccolissimo, da allora è stata una attività che ho sempre praticato e crescendo, ha rappresentato quella valvola di sfogo per rilassarmi, svuotare la mente. Fino a poco tempo fa era una pratica “personale”, che tenevo per me e mostravo al massimo alla mia famiglia. Recentissimamente ho sentito la voglia di voler condividere i miei lavori in maniera più ampia.

Volevo dare un ruolo “pubblico” alle mie forme astratte, il primo passo è stato per me aprire un account Instagram, ma il digitale non mi bastava, sentivo il bisogno di renderle più “reali”, ho deciso così di dedicarmi ai muri, pur non essendo mai stato un writer ho sempre coltivato una grande amore per questa disciplina.

I tuoi soggetti sono forme astratte e caratterizzate da colori molto vivaci, hanno un significato particolare?

Mi piace trovare combinazioni che generano forme e figure astratte, davanti alle quali due persone diverse possano discutere su cosa ci vedono o proporre visioni e punti di vista nuovi.
Non creo i miei soggetti partendo da un significato ma trovo che le mie figure, caratterizzate da elementi di forma e colori diversi che si incastrano tra di loro collaborando al risultato finale, propongono un bel messaggio di integrazione e coesistenza.
Per ogni lavoro parto da delle forme che ho in mente e che ho schizzato da qualche parte alle quali associo un tema (ad esempio far congiungere due figure che partono dai lati opposti di una colonna).

colonna

Nel processo di creazione cerco di far coesistere il tema e le bozze iniziali e quindi continuo ad iterare fino a quando non sono soddisfatto del risultato.
Quindi passo ai colori che mi piacciono vivaci, essendo di Milano sento il bisogno di reagire al grigio che mi circonda con cromie vive.

Oltre agli spray usi altre tecniche per la realizzazione delle tue opere?

Oltre agli spray realizzo i miei lavori sovrapponendo strati di carta colorata.
La carta è un materiale che di base mi piace molto, ha una superficie irregolare che da un sapore particolare ai miei lavori. I vari strati dei cartoncini generano ombre e rilievi che incrementano la matericità delle forme conferendo loro un senso di profondità e tridimensionalità.
È una tecnica che richiede molto lavoro manuale e che dilata le tempistiche di realizzazione rispetto ad altre tecniche tipo la pittura, ma è un tempo per me prezioso per far maturare la composizione.

Ci sono artisti in Italia o anche all’estero a cui ti ispiri o ti sei ispirato?

È curioso ma non riesco proprio a ricordare cosa mi ha portato a quelle forme anche perchè ho cominciato a crearle quando avevo 7 anni.
Anche se non posso esserne certo, sono convinto che le mie forme siano state influenzate da Ettore Sottsass e il gruppo Memphis che è stato attivo proprio durante quegli anni e che ha contaminato così tanto l’estetica pop di quegli anni.
E’ una convinzione che mi sono fatto studiando quell’esperienza all’università (Disegno Industriale al Politecnico di Milano) e che ha fatto sì che diventassi ossessionato da loro e che andassi in cerca di qualsiasi pubblicazione, mostra che li riguarda. (per chi fosse incuriosito consiglio questo bigino realizzato da Vox https://www.youtube.com/watch?v=TCI8lPvr6SM)

Instagram poi mi ha permesso di scoprire altre persone che realizzano lavori affini ai miei, e questa connessione mi affascina e incuriosisce.

Ne scelgo tre:

1. Skolp (https://instagram.com/nicoskolp) fa lavori sempre diversi mantenendo uno stile riconoscibile e poi anche i suoi lavori da writer mi piacciono un sacco!

2. Ghizlane Agzenaï (https://instagram.com/ghizlaneagzenai) è un’artista marocchina che usa forme astratte con abbinamenti di colori molto simili a quelli che uso io

3. Chamarelli (https://instagram.com/fernando_chamarelli) è brasiliano è lavora molto anche lui con figure simmetriche anche se non sono astratte ma volti di persone o animali

colonne

Segui la scena dei graffiti, e se si quali sono i writers che apprezzi di più e perchè?

“Seguo”?? 😁
Durante gli anni 90 ho girato in lungo e largo per Milano per fotografare alcune dei muri e delle hall of fame storiche.
Dunque se facessi la lista di quelli che apprezzo finirei con il fare il lungo elenco dei writer e delle crew che hanno riempito Milano negli ultimi 30 anni.
Diciamo quindi che anche in questo caso ne cito 3 scegliendo tra quelli i cui lavori mi capita di vedere più frequentemente dal vivo:

1. Fosk (https://instagram.com/foskifo1) è uno di quelli che mi fa fermare a guardare i suoi lavori sia che se sono murate fatte su muri legali o hall of fame sia che sia throw up

2. Tawa (https://instagram.com/tawa16k) è una leggenda del writing a Milano (e non solo) ma anche se vedo in giro lavori suoi da decenni mi piacciono sempre e mi sembrano sempre freschi e interessanti

3. WCA (https://instagram.com/wecanall_official) è una crew che non puoi non amare se ti piace il Writing. Il fatto che siano alle prese con processi e denunce è una di quelle cose che folli che non capisco e che mai capirò

Hai dei progetti per il futuro?

L’ultimo lavoro che ho realizzato ad Ancona per Ancona Crea mi ha fatto capire quanto abbia voglia di lavorare con superfici sempre più grandi.😁

Vorrei realizzare il prossimo lavoro su un campo da basket, mi sono messo alla ricerca per poterlo realizzare il prima possibile.